Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Matteo Stefanelli presidente del Minculfum

barbapapaMoleskine #63

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Matteo Stefanelli presidente del Minculfum (e qualche domandina volenterosa al solito Michele Ginevra)

La vita dell’accademico del fumetto deve essere quantomeno noiosa. Così succede che tra un articolo scopiazzato e l’altro, l’illustre Professore Stefanelli trova anche il tempo di fare una lezioncina di giornalismo gratuita a tutti i siti di informazione del settore. Oggetto dell’ingerenza non richiesta del professorino della Cattolica di Milano nella gestione autonoma dei siti di informazione è il fatto che nessuno dei medesimi siti dedicati al fumetto ha segnalato che adesso la domenica escono in edicola con il Corriere della Sera e con La Repubblica due inserti allegati dedicati ai libri dove si parlerebbe anche di fumetto.

 

Ecco l’intervento di Stefanelli:

 

«Da osservatore ho seguito un po’ la copertura di queste “buone notizie” da parte dell’informazione, inclusa quella specializzata in fumetto. O almeno ci ho provato. Già, perché l’informazione sul fumetto – almeno quella online – pare avere decisamente snobbato queste uscite, prima, durante (ieri) e dopo.

 

E allora mi rivolgo, francamente stupefatto, a testate come Spaziobianco, Mangaforever, afnews, houseofmystery, Comicus, fumettodautore, cfapaz…: cari amici/colleghi/quelcheè: dove eravate, in questi ultimi giorni? Non eravate al corrente dell’uscita dell’inserto domenicale del Corriere (incluse le indiscrezioni ormai diffuse sulla presenza di due pagine di fumetto)? E una volta annunciato e poi uscito: non lo avete letto? Se sì (come credo): come è possibile che lo riteniate meno rilevante delle pur numerose news che, come sempre, avete rilanciato negli ultimi giorni?

 

Mi vengono in mente solo parole un po’ noiose, e persino antipatiche: mi pare un episodio tra lo sconfortante e lo scandaloso. Va bene tutto, ma non ‘bucare’ notizie che riguardano i due principali quotidiani del paese. E in particolare, mi pare inaccettabile bucare la notizia sulle due pagine di fumetti – inediti, e creati dai nostri maggiori talenti – offerte dal primo quotidiano nazionale.

 

Non vorrei fare il finto ingenuo: sono rimasto davvero stupito. Anche perché, ai tempi di Internet, sarebbero bastate una foto e due righe, quantomeno tra ieri e oggi.

 

Un anno fa, discutendo di alcuni limiti dell’informazione sul fumetto in Italia, scrivevo “meno news, più giornalismo”. Oggi viene persino da chiedersi: possibile che pure le notizie, quando sono chiare ed evidenti, si faccia fatica a riconoscerle?»

 

Caro Professore, visto che tiri in ballo anche Fumetto d’Autore, ti rispondo volentieri dalla mia rubrica che è il posto più consono per affrontare le problematiche che sollevi, come conferma il sottotitolo di questo spazio: “La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore”.

 

Ora, francamente, potrei liquidare la tua tirata d’orecchi tirando in ballo abbastanza banalmente concetti come la libertà e la pluralità di informazione, arrivando anche a parlare di scelte di linea editoriale. Per smontare la tua lezioncina di giornalismo potrei fare esempi empirici presi dalla rassegna stampa quotidiana, dove non tutti i quotidiani danno allo stesso modo le stesse notizie, o addirittura alcuni non danno notizie che danno altri. Il metro di giudizio varia da direttore a direttore, da redazione a redazione. E qui arriviamo al punto, esimio Professore. Anche questa volta caschi male nel tentativo di volere essere maître à penser del settore informazione del fumetto. Quello che tu ritieni una notizia importante, a noi è sembrata invece una non-notizia. E la conferma l’abbiamo avuta quando domenica abbiamo preso in mano l’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera.

 

Partiamo dal sottotitolo dell’inserto che ne riassume le sezioni: il dibattito delle idee, nuovi linguaggi, arte, inchieste, racconti. Mi rendo conto che questo metaverbale spiccio possa titillare irrefrenabilmente l'ego accademico ma i lettori comuni mortali, nonché i modesti pennaioli del web che parlano di fumetto, desiderano vedere le nuvolette disegnate e non assaporarne un finto e vuoto sapore semantico. E veniamo al sodo, alla ciccia, quella che conta molto di più del fumo accademico: in 48 pagine di inserto “La Lettura” del Corriere della Sera, la presenza del fumetto si esaurisce in un accenno sulla polemica che imperversa da anni sul Tin Tin razzista in un articolo di Giulio Giorello a pagina 5 e nelle due tavole inedite a pagina intera di Igort pubblicate alle pagine 36 e 37.

 

Ora, in un fumettomondo perfetto, gli accademici si dovrebbero stupire che in un inserto dedicato alla lettura ci sia così poco spazio per il fumetto, e invece qui siamo di fronte ad un accademico che si stupisce del perché i siti non diano risalto al fatto che i due principali quotidiani nazionali abbiano fatto l’elemosina di visibilità al fumetto nei loro inserti sui libri. Potremmo dire che ogni settore ha gli accademici che si merita. Evidentemente i nostri accademici entrano in fibrillazione per qualunque mollica lanciata dalla tavola imbandita lassù e si stupiscono se i siti di settore non fanno le foche ammaestrate battendo le mani ad ogni accenno al fumetto fatto dai principali quotidiani italiani.

 

Che poi, a pensarci bene, quello che metti in moto, professore, è lo stesso meccanismo, a poli invertiti, con cui tu e altri avete creato quasi a tavolino la sopravvalutazione di autori come quel Manuel Fior, vincitore di tutti i premi possibili, che adesso illustra gli articoli di Baricco sull’inserto della Repubblica e di cui, in un certo senso, ci viene rimproverato di non averne glorificato come si dovrebbe questa illustre collaborazione.

 

Comunque, dopo aver letto i commenti al tuo intervento, caro Professore, mi permetto molto sommessamente a questo punto di suggerire la possibile soluzione migliore per evitare che in futuro si vengano nuovamente a creare situazioni così antipatiche come questa che denunci, cioè che i siti a reti unificate non hanno incensato gli inserti dei grandi giornali che in realtà, come dimostrato, hanno snobbato alla grande il fumetto nelle loro pagine. E se ne hanno accennato, parlavano di Graphic Novel...

 

Suggerisco dunque di creare una commissione permanente formata dagli accademici d’Italia del fumetto volta a controllare e a certificare l’operato dei siti di informazione. Vedrei questo Ministero della Cultura Fumettistica - Minculfum per comoda abbreviazione - costituito dalle migliori eminenze grigie dell’ambiente accademico che si occupa di fumetto, come Daniele Barbieri e Marco Pellitteri, ad esempio. Del Minculfum non potrebbero non farne parte altre personalità di spicco del fumettomondo come ad esempio Michele Ginevra o Paolo Interdonato. Ovviamente il miglior presidente di questa commissione ministeriale non potresti che essere solo tu, caro Professore Stefanelli.

 

A guisa del tuo intervento, anche io chiudo il mio intervento di risposta, caro Stefanelli, con una domanda, anzi due: Professore, che ti chieda retoricamente se qui si faccia fatica a riconoscere le notizie come tali, quando non sei stato in grado di riconoscere che avevi palesemente scopiazzato degli articoli in giro per il web, è abbastanza stucchevole, non trovi? Forse prima di spiegare ai siti come devono svolgere la loro attività di fare informazione dedicata al fumetto, non sarebbe il caso che ripassassi un po’ meglio il manuale del giornalismo e della comunicazione?

 

Ps: Il solito Michele Ginevra, che senternzia sempre su tutto e tutti, coglie l’occasione dell’intervento di Stefanelli per spiegare il suo punto di vista sull'informazione di settore: «non ci sono giornalisti specializzati che seguono le vicende del fumetto italiano sui siti che hai elencato. ci sono volontari e volonterosi che assemblano con gusto e capacità varie quello che trovano o ricevono. quindi non c’è di che stupirsi». Ebbene la nostra natura volenterosa ci porta a fare delle domande al Ginevra, dipendente comunale e coordinatore del Centro Fumetto Andrea Pazienza: il Ginevra ci potrebbe spiegare come mai il Centro adesso stampa i suoi libri presso la tipografia di proprietà della Presidentessa Valentina Mauri? Sapendo che l’incarico di presidente del Centro Fumetto è un incarico politico, invece di esprimere giudizi sull’informazione dedicata al fumetto, Ginevra non dovrebbe rendere conto ai contribuenti e agli enti locali soci fondatori come vengono spesi i soldi al Centro? Ovvero, perché il Centro stampa dalla tipografia della presidentessa? Senza evocare il conflitto d’interessi, continuiamo a chiedere: perché la tipografia della presidentessa fa i migliori prezzi di tutta Cremona o perché è meglio che i soldi dei contribuenti rimangano fatturati all’interno del Centro? E mi fermo qua. Ginevra è fortunato. Se fossi un giornalista specializzato, chissà che domande ancor più scomode avrei potuto fare.

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