Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Intervista a Giacomo Pilato, giovani fumettisti crescono

psicometricaPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

 

Ciao a tutti, mi chiamo Giacomo Pilato, ho 27 anni e sono nato a Palermo. Sono un appassionato di cinema, fumetto e buona cucina, mi correggo, non necessariamente buona, anzi diciamo solo che mi piace mangiare. Amo la Capoeira (arte marziale afro-brasiliana) che tra alti e bassi pratico ormai da circa 9 anni. Sono testardo, determinato, ma anche un po’ pigro. Adoro viaggiare e ogni volta che è possibile parto molto volentieri. Mi piace conoscere persone nuove ed osservare attentamente ciò che mi circonda.

 

Ho frequentato il liceo artistico di Palermo, ho espletato il servizio militare (discorso troppo lungo) e successivamente sono partito per Roma per frequentare la Scuola Internazionale di Comics. Attualmente vivo a Palermo e frequento l’Accademia di Belle Arti.

 

Quando e perchè è nata la tua carriera.

 

E’ un po’ prematuro chiamarla “carriera”, preferisco definirlo “percorso”. Questo è iniziato, credo, come capita a molti. Tutti da bambini abbiamo mascherato i diari con scarabocchi, disegnato le mani dei compagne/i e i banchi di scuola. Una voglia, una necessità  di esprimersi ancora fresca, innocente e priva di qualsiasi contaminazione visiva.

 

A differenza di altri, con il tempo, la passione non si è affievolita ma anzi è aumentata. Così, dopo aver iniziato a leggere Topolino, è nata  anche la mia passione per il fumetto. Prima di frequentare la Scuola Internazionale di Comics a Roma, le mie letture erano concentrate sul panorama giapponese, su tutti Takehiko Inoue (Slam Dunk, Vagabond) e Yoshiyuki Sadamoto (Evangelion). Durante il corso che ho frequentato a Roma ho avuto modo di conoscere molti più generi e autori che mi hanno affascinato e influenzato: Toppi, Mastantuono, Guarnido, Barbucci e Canepa, Buchet, Alan Moore, Frank Miller, Mike Mignola, Danijel Zezelj.

 

Questi autori sono stati un punto di riferimento fodamentele nella ricerca di un mio stile che è ancora in formazione. Le pubblicazioni al mio attivo sono due collaborazioni per la EF EDIZIONI: una ministoria horror di quattro pagine sceneggiata da Francesca Paolucci per il volume “Carmilla”, che ha visto la luce anche in una rivista americana “Virus Comics”, e una storia di diciotto pagine scritta e disegnata da me e incentrata su un personaggio creato da un grande autore del fumetto indipendente, Enrico Teodorani, pubblicata nel volume “Calavera Apocrypha”.

 

Il mio primo vero fumetto, disegnato interamente da me e sceneggiato dal talentuoso Simone Brusca, vede la luce proprio in questi giorni. Si intitola “PSICOMETRICA-Memorie da un futuro remoto” ed è edito dalla casa editrice Verba Volant Edizioni di Fausta di Falco.

 

Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.

 

Domanda difficile questa. Io ascolto molta musica e mi piace ascoltare tutti generi per un motivo particolare. Quando disegno una tavola a fumetti infatti mi manca qualcosa che nel cinema è sempre presente... la musica.

 

Per questo motivo quando realizzo una tavola creo una specie di colonna sonora personale che accompagni ciò che devo raccontare. Così posso tranquillamente passare dall’ascolto dei Metallica a quello di Ludovico Einaudi. I lavori migliori li ho creati proprio ascoltando musica e questo è una mia abitudine già da molti anni. Disegnando mi rilasso, e ascoltare musica mi lascia viaggiare col pensiero, permettendomi di dar vita a pagine molto interessanti e articolate.

 

A Quali progetti stai lavorando attualmente?

 

Attualmente il mio obiettivo principale è terminare gli studi accademici.

 

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

 

Inzierò, spero presto, a lavorare su una storia fantascientifica. Ancora non posso dire molto perché siamo proprio all’inizio e non ho avuto il tempo necessario per dedicarmici perchè occupato con i disegni di Psicometrica. Ora che sono più libero, mi dedicherò a questa nuova storia che spero di proporre al mercato francese. Naturalmente non mi precludo nessuna possibilità e sono aperto ad altre proposte.

 

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

 

Rifarei tutto quello che ho fatto fin ora. Tutto il percorso che mi ha portato ad essere come sono oggi è il frutto di una esperienza accumulata non solo in senso “artistico” ma anche nei rapporti con gli altri. Certo, ci sono delle macchie, dei passaggi che mi hanno fatto perdere tempo come il servizii militare…ma in realtà anche quello mi è stato utile, per cui non c’è niente che non rifarei e non ho ripensamenti.

 

La tua serie preferita?

 

Sky Doll, Elias il maledetto, Blacksad, Civil War, Sin City.

 

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

 

Senza dubbio Maus di Art Spiegelman, ma ce ne sarebbero molti altri per la verità.

 

Com'è il tuo rapporto con il web?

 

In generale non sono un fanatico del web, preferisco sempre il contatto diretto con le persone. Devo dire tuttavia che per il lavoro e per mantenere i rapporti con amici lontani, il web è il mezzo più efficace. Quindi il mio rapporto con la rete è frequente, ma se ne devo fare a meno non soffro più di tanto.

 

Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

 

Se volete fare i fumettisti armatevi di pazienza, affilate l’ascia di guerra perché la dovrete usare contro tutti quelli che vi diranno:

 “Che lavoro fai nella vita?”

 

“Sono un fumettista”

 

“Ho capito, ma io voglio sapere che lavoro fai, non conoscere il tuo hobby.”

 

La stessa arma la dovrete usare se vi trovate in famiglie che vogliono decidere per voi:

 

“Mio figlio farà l’avvocato.”

 

“Il mio il medico.”

 

“A me basta che lavori alla posta, voglio per lui un lavoro sicuro.”

 

 

 

Siate pronti a mettervi costantemente in gioco. Se ne avete la possibilità, fate un corso specializzato di fumetto, decidete da soli la vostra strada e non guardatevi mai indietro, potrebbe non piacervi osservare ciò a cui avete dovuto rinunciare . Se volete disegnare bene compratevi 10 libri di anatomia, perché saranno il vostro pane quotidiano, guardate film, non stancatevi mai di sognare ma siate anche concreti e portate a termine ogni progetto che cominciate, viceversa vi diranno che è bello sognare.

 

Se riuscirete a fare questo, vi assicuro che la soddisfazione sarà immensa quando riuscirete a raggiungere l’obiettivo e ne sarà valsa la pena.

 

Il disegnatore/fumettista, come ogni freelance, non ha una vita del tutto stabile e non si sveglia alle otto di mattina per andare a lavoro, per poi tornare alle otto di sera. Può lavorare da qualsiasi punto del globo, purchè abbia con se: una matita, un foglio, una gomma, un pc, una connessione internet e uno scanner. È una vita che dovete imparare a conoscere e gestire, saprete di più di voi stessi e soprattutto avrete sempre una mente giovane. Creare qualcosa è frutto di un turbamento interno, un’alchimia che si scatena ed è del tutto soggettiva, capace di dare enorme energia, per cui sfruttarla bene spetta solo a voi. Non siate passivi nell’osservare le cose ma trasformatele secondo il vostro gusto, come un bravo disegnatore deve saper fare.

Questa credo sia la chiave per un atteggiamento mentale che è necessario in questo tipo di lavoro, in cui le scadenze dominano costantemente e possono diventare l’unica ombra che trasforma il piacere del disegno in obbligo. Professionalmente parlando, anche se lo dico come professionista in erba, bisogna imparare a distinguere il passatempo dal lavoro... anche se entrambi sono disegno.

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