Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Orrore, Scalpore e Raccapriccio! Fumetto d’Autore intervista Don Alemanno

pilloledijenusdi Alessandro Bottero

Uno spettro si aggira per l’Europa. È il rosicamento cosmico di alcuni editori a fumetti italiani che avevano sbattuto la porta in faccia a Don Alamanno, e poi quando hanno visto i numeri del venduto hanno provato a presentarsi carini e coccolosi per pubblicarlo loro. Nulla di nuovo sotto il sole, e nulla di nuovo nel mondo a fumetti italiano. Detto questo ecco l’intervista che nessuno di voi pensava sarebbe mai accaduta. Ebbene sì, quel notorio bigotto di Bottero che intervista l’autore del momento. Non sarà che forse sarebbe il caso di togliersi dagli occhi le fette di prosciutto che molti usano? E dopo questi sapidi pensieri ecco l’intro.

Estate 2013: la Magic Press cala un asso sul tavolo del tutto inaspettato. Il primo volume di Jenus, opera prima di un autore tutto sommato ignoto al di fuori dei social netuorch fa saltare il banco. Don Alemanno, già fenomeno online, diventa autore visibile e soprattutto vendibile. A Romics 2013 il primo volume di Jenus va a ruba. Il secondo volume pubblicato poco dopo si conferma sugli stessi numeri. A Lucca Comics and Games 2013 il volume Pillole di Jenus che raccoglie una selezione delle tavole precedentemente apparse su facebuch è una delle cose più interessanti presenti. Don Alamanno e Jenus diventano un caso editoriale nel mondo quasi al collasso delle fumetterie. E quindi? E quindi ecco l’intervista. Leggete e meditate gente.

Esiste un passato di Don Alemanno, o tutto nasce con Jenus?

A parte disegnare cretinate ai compagni di scuola durante le medie e il liceo, no! Non c'è mai stata alcuna attività fumettistica da parte mia in passato, tant'è che faccio fatica persino ad annoverarmi tra i fumettisti.

Mi pare di capire che tu conosca Ronnie James Dio e Madonna. Quindi un mix tra Hard Rock superclassico e pop dance patinatissima. A quando una coppia Lemmy & Britney Spears su Pillole di Jenus?

Conoscere Dio e Madonna credo sia il minimo sindacale per la cultura musicale di chiunque. Anzi, chiamiamola cultura generale, indipendentemente dal fatto che li si ascolti o meno. Il motivo della scelta è stato il loro nome, nient'altro!

Pollon, He-Man, Robottoni. Siamo di fronte a un appassionato di cartoni animati anni ’80, inutile negarlo. Prevedi altre guest star di quel periodo?

Ti direi di sì, se non fosse che non programmo mai con largo anticipo il contenuto delle vignette. Nel momento in cui mi vengono in mente, tempo due o tre giorni, e sono online. Di conseguenza sicuramente capiterà, perché alla fine attingo dal mio “patrimonio generico”, cioè qualunque cosa abbia interessato la mia esistenza, però non sono in grado di dirtelo ora o tantomeno fare dei nomi.

In Jenus c’è ferocia nascosta da un tratto tutto sommato gentile. Da dove viene?

Dai film western. Prendi ad esempio “Django il Bastardo”: la linea di confine tra bontà, gentilezza, ferocia è spesso talmente sottile da diventare inesistente. Jenus è un personaggio che ha tutte le facce della medaglia, perché la razza umana richiede questo: polivalenza.

Lo so che è la tipica domanda alla bravo intervistatore, ma… Don Alemanno che influenze ha come autore? Autori preferiti? Sceneggiatori, disegnatori?

Di sceneggiatori non ne conosco neanche uno, tant'è che non riesco neppure a mettermi nei panni di uno che scrive le robe e poi non le mette “in scena” o le disegna in prima persona. Preferirei spararmi agli attributi. Autori invece, potrei dirtene a iosa, ma nella sostanza sono in due ad avermi “influenzato” in senso stretto: Akira Toriyama e Leo Ortolani.

Mio cugino sostiene che i social network sono un pozzo di depravazioni e vizi abominevoli. Ha torto o in fondo in fondo ha ragione?

Certo che ha ragione, e tuo cugino ne è uno dei più illustri esempi.

Vedendo i manifestini improvvisati affissi allo stand a Lucca, che prendevano in giro i lettori, mi è tornato il mente l’umorismo nero di Paolo Villaggio col suo Professor Krantz. Ovviamente è un riferimento troppo vetusto per il pubblico giovane. C’è un qualche altro comico perfido che conosci?

Grazie per l'offesa, Paolo Villaggio è il comico che mi sta più sui coglioni in assoluto. Non lo conosco come persona, e neppure ci tengo. Ma dal punto di vista artistico di certo non ho preso alcunché, perché non lo digerisco proprio. Non saprei se quello che faccio possa trarre ispirazione da qualcosa in particolare, in realtà è il mio carattere: Don Alemanno allo stand è praticamente quello che io sono nella vita privata: uno stronzo.

Jenus è un fumetto che si inserisce in un filone ben preciso, ossia quello comico basato su gag (visive e verbali). Perché questa scelta e non invece una Graphic Novel di 400 pagine sulle malinconie e sui dolori esistenziali di un giovane sottoproletario dei giorni nostri?

Perché non ho alcuna malinconia o dolore esistenziale. Sono una persona certamente fuori dalle righe ma non mi drogo, bevo normalmente senza fottermi il cervello, non ho turbe di alcun tipo e ho avuto un'infanzia direi felice e un'ottima famiglia. Alla facciaccia vostra!

Non hai paura che Jenus possa diventare una gabbia? Il personaggio di successo che impedisce all’autore di fare altro. Un po’ come la Principessa Leila per Carrie Fisher?

Carrie Fisher? E chi è? Ah, quella che aveva interpretato Leila in Star Wars! No, comunque non ho paura di niente del genere, ho molte idee per la testa che secondo me possono essere molto più interessanti di Jenus. Pure perché Jenus non è che l'abbia inventato io, l'hanno inventato 2000 anni fa. Quindi è una maledizione che non può tangermi!

Jenus era un fenomeno su Facebook da molto prima di essere pubblicato. Eppure nessun editore se lo filava. Perché? Esiste secondo te un mondo migliore, dove gli editori fanno uno scouting serio e costante tra le proposte che nascono spontanee tra le autoproduzioni?

Il problema è che in rete ormai si trova veramente troppa roba. Il termine “troppa” è ambiguo, nel senso che, in realtà, ne vorremmo sempre di più; soprattutto quando si parla di idee e iniziative del singolo, ben vengano! Però questo fa sì che individuarne di valide e meritevoli sia diventato difficilissimo, e fare scouting significherebbe passare notti intere scandagliando la rete per leggere web comics. In tutto ciò il mio è un caso particolare: ho avuto vita più facile nel farmi conoscere, perché ciò che faccio dà fastidio a molti e questo ha fatto sì che il nome Jenus si diffondesse molto rapidamente, ma dall'altra parte diverse case editrici, anche importanti, in Italia se la sono fatta sotto e non hanno osato pubblicarmi visto il tema trattato. Ovviamente le stesse sono tornate a “corteggiarmi” dopo che avevano visto la risposta interessante che c'era stata per Jenus su Amazon e altri canali di distribuzione classici. Però la prima risposta è quella che conta.

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