- Categoria: Recensioni
- Scritto da Andrea Pistoia
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Anna Tatashima #01 e #02
di Andrea Pistoia
Basta sfogliare velocemente i due albi sinora usciti per capire che abbiamo di fronte un fumetto in stile manga. Non poteva essere altrimenti, dato che il suo autore/disegnatore, Matteo Principe, è un vero e proprio patito di cultura giapponese.
Il suo stile nipponico lo si nota non solo dai disegni, ma anche dalla struttura delle vignette e della pagina, da quel dividere la tavola in quel modo che non ha nulla a che vedere con lo stile nostrano (Bonelli e affini).
Anche la caratterizzazione dei personaggi, sia visiva che caratteriale, ricorda tanto un manga, con i suoi pregi e i suoi difetti, a seconda che il lettore sia un appassionato di fumetti orientali o meno.
La storia fila spedita: seguiamo le gesta di Anna, un’aspirante cantante italiana ma di padre (guarda caso) giapponese, alle prese con un provino che catapulterebbe lei, e la sua amica Mary, ad esibirsi sul palco al festival della canzone italiana.
Determinata, con tanta voglia di vivere e soprattutto con una bella voce, Anna dimostra alla giuria quanto vale.
Ma non è la sola che farebbe di tutto per coronare il suo sogno, ed ecco che una temibile e bella rivale le vuole mettere il bastone tra le ruote…
Questo in breve è ciò che narra il primo albo.
Nel secondo albo la temibile rivale si dimostra più socievole di quanto ci si fosse aspettati (sarà forse un bluff?) mentre Anna e la sua amica salgono sul palco per offrire al pubblico la loro miglior performance, anche se… Il secondo albo si conclude con un colpo di scena che spinge il lettore alla classica domanda:’ E adesso cosa succederà?’.
Anna Tatashima sfrutta il filone di programmi televisivi quali X-factor e Amici per raccontarci la storia che ognuno di noi, in un modo o nell’altro, ha vissuto in prima persona, se non fisicamente, almeno interiormente, ogni qual volta abbia sognato di uscire allo scoperto, di mostrare quel che valeva di fronte al mondo e di primeggiare sugli altri.
Matteo Principe ce lo racconta con un tratto leggero e con tante sfumature grafiche tipicamente giappo (la classica lacrima sopra la testa delle ragazze, le vignette e i personaggi che invadono gli altri spazi, quegli occhi enormi, spropositati, rispetto al resto del viso e le vignette ricche di fiori e di inquadrature insolite).
La storia in sé regge e i dialoghi sono molto fluidi, anche se l’argomento, essendo trattato in modo un po’ troppo superficiale, può storcere il naso a chi cerca un fumetto che vada oltre i classici luoghi comuni della ragazzina piena di sogni e speranze (la narrazione resta sempre su toni troppo leggeri per far prendere veramente il lettore e il tratto manga non aiuta di certo a far cambiare opinione).
Al tirare delle somme, la storia, i personaggi e l’atmosfera generale, potrebbero piacere sicuramente di più ad un pubblico di ragazzine tredicenni che ad un lettore adulto che cerca tematiche più articolate e drammatiche.
Un ottimo shojo (termine usato per indicare tutti quei fumetti rivolti alle lettrici adolescenziali) per chi è appassionato a questo genere. Ed è scritto e disegnato da un italiano: non è cosa da poco.
Anna Tatashima #1 e #2
Testi e Disegni: Matteo Principe
Editore: Società Editrice La Torre
Bianco/Nero, PP. 28, € 2.50 cad.







