Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Nuovimondi

nuovimondidi Giorgio Messina

Il modello editoriale dell’Associazione Double Shot è indubbiamente affascinante risultando anche innovativo se rapportato alla media della scena nazionale della piccola editoria a fumetti. Il meccanismo per cui gli autori si pagano la stampa e la Double Shot marchia il volume distribuendolo, valorizzandolo e garantendo un'alta percentuale sulle vendite sin dalla prima copia può essere un pregio, ma può produrre anche cose non molto pregiate. Così accade che nel catalogo dell’associazione toscana è l’antologico volume a fumetti Nuovimondi a rappresentare il punto più basso della produzione marchiata Double Shot. Il volume, curato da Alessandro Di Virgilio e Davide Morando, nasce da un concorso sul web indetto dalla Alien Press, l’altalenante etichetta di fumetti on line di Comicus.it.

Nuovimondi raccoglie dunque le opere migliori giunte per il concorso, il cui tema era: “gli alieni, da sviluppare come meglio si crede”. Il volume è arricchito da camei di autori affermati. Il risultato finale è purtroppo molto al di sotto della sufficienza. Di Virgilio (BeccoGiallo, Tunuè, NPE, Cagliostro E-Press) è uno sceneggiatore di buone qualità, ma nella veste di “editor”, affiancato da Morando, fa completamente cilecca appalesando una completa inesperienza dei due in questo ruolo della produzione del fumetto che non è ancora nobilitato come dovrebbe, purtroppo. I pastrocchi di Rosario Spanò, il grafico, fanno il resto. La risoluzione delle tavole non è corretta e in stampa si vedono i pixel in quasi tutte le pagine e questo peserà non poco sull’esperienza di lettura di questo volume. Il progetto grafico e l’impaginazione lasciano abbastanza desiderare. Diverse scelte fatte non sono affatto felici Tutti errori tipici che si commettono alle prime pubblicazioni per inesperienza.

La copertina di De Cubellis (prossimo copertinista della nuova serie di John Doe) ha una bella tecnica di realizzazione ma la scarsa risoluzione non la fa godere appieno. Non si capisce, se rapportato al tema del concorso, quale senso abbia in copertina un fascista in divisa e con tanto di orbace che atterrito protegge un bambino da una manifestazione aliena all’interno di una classe scolastica dove però ci sono anche bambini con la testa di animali, in stile Dottor Moreau.

In copertina ci sono solo i nomi di Batoli, Cajelli e Di Giandomenico e non è indicato che il volume è frutto di un concorso. I nomi di tutti gli autori selezionati al concorso e pubblicati trovano posto solo in quarta di copertina ma ben separati dai nomi dei professionisti che partecipano con dei camei. La quarta di copertina presenta anche una inutile rassegna stampa fasulla quando sarebbe potuta essere maggiormente valorizzata da qualche immagine a colori (come ad esempio una vignetta di Rosario Gatto) che all’interno sono state sacrificate in toni di grigio.

Le storie sono molto altalenanti.

Sogno di un mondo lontano: Massimo Frattini e Giacomo Calzoni realizzano una storia didascalica in cui i disegni non sono ancora pienamente maturi e l’idea non è per nulla originale.

Sogni Spaziali: Giorgio Gerbino ai testi e Umi Del Mare ai disegni realizzano una delle storie più riuscite del volume con un’idea di fondo abbastanza originale e divertente. I testi in didascalia delle ultime due pagine non valorizzano sufficientemente l’ironia della storia tentando di dovere mettere (quasi a forza) una riflessione finale scritta ad una racconto breve che non ne aveva bisogno. I disegni parlavano già da soli.

Velcro: Leonardo Favia, storia e Daniele Di Nicuolo, disegni. La storia migliore di tutto il volume. Favia, sul breve si muove molto bene nel genere di fantascienza con alieni, citando soprattutto l'urban sci-fi molto in voga negli anni ’50  e che è sempre stato molto difficile da realizzare. Il tratto di Di Nicuolo si sposa benissimo con la storia è il risultato finale è un piccolo gioiellino che è al di sopra pure dei contributi di diversi grandi nomi ospitati nel volume.

Astronomy Domine di Walter Baiamonte: non funziona la storia e non funzionano i disegni. Ci sono più buchi di sceneggiatura e battute criptiche che vignette valide.

L’arte della guerra di Francesco Trentani e Fabio Ramacci: storia didascalica che parte da un presupposto già molto abusato negli anni ’60 della fantascienza di genere: sono gli umani a invadere un popolo di alieni pacifici. Disegni puliti ma ancora molto scolastici senza una precisa personalità.

Return to sender di Emanuele Gizzi: Storia e disegni non erano pronti per la pubblicazione. Volontà tanta, comunque.

Jokes by aliens di Gallà: nella mia classifica di gradimento delle storie del volume si becca la piazza d’onore dopo Velcro. L’autore ci sa fare. Il fondo nero a vivo delle tavole è l’unico freno a mano dei disegni. L’idea non è male. Da rivedere su altre distanze e in altre circostanze.

Casa di Daniel Cuello: Tratto grottesco e molto personale, Daniel Cuello finisce per essere un po’ un pesce fuori dall’acqua in questa antologia. Il colpo di scena finale, dell’uomo comune che scopre di essere un alieno e abbandona il non-sense della vita quotidiana per tornare tra i suoi simili, è anche esso abbastanza abusato, ma l’autore fa capire in queste poche pagine che sa raccontare e sa usare il media fumetto.

Galaxpagon di Massimo Bellucci e Ivan Annibali: striscia umoristica in cui la risata non arriva sempre perché spesso mancano i tempi comici giusti.

Sei un alieno di Rosario Spanò e Samantha Marchesini: il grafico dei pastrocchi combinati con sul volume, si cimenta anche alla sceneggiatura e il risultato è abbastanza modesto. Il finale presenta nell'ultima tavola un salto troppo brusco che crea delle difficoltà nel comprendere a pieno il senso. del finale I disegni sono poco più che sufficienti, mancando ancora di tecnica e personalità.

L’alieno di Simone Satta e Jonathan Fara: la storia che prende la maglia nera del volume. Ne lo sceneggiatore,  ne, soprattutto, il disegnatore erano pronti per la pubblicazione.

Sgrinfiotti invasion: Dorotea Gizzi e Valeria Favoccia sono le uniche autrici che giocano tutta un’altra partita in questa volume. La loro tecnica è già matura e pronta per palcoscenici professionali superiori. Peccato solo per l’eccessiva didascalicità della storia ma la citazione dei “gremlins” e di un certo tipo di fumetto e animazione giapponese è molto gustosa.

Incontri ravvicinati di un certo tipo: Boscolo Zemelo ci racconta la vita di un fumettista vista da un alieno che lo studia. Risultano più divertenti i disegni che la storia in sé.

Sentinelle di Giuseppe Graceffa e Rosario Gatto: come indicano gli autori la storia è ispirata al racconto “Sentinelle” di Fredic Brown. I disegni sembrano belli, ma essendo stati originariamente a colori vengono completamente ammazzati nella versione in toni di grigio che si legge nel volume. Altra scelta degli editor abbastanza discutibile. Gli autori ne risultano molto penalizzati. Terzo posto nelle mie preferenze “ad honorem”.

Tripper di Vanni Tonini: non ci siamo proprio. Non avrebbe nemmeno dovuto essere selezionato. Opere non selezionate per la pubblicaizone in volume dalla direzione artistica e pubblicate solo on line sul sito dell'Alienpress gli sono nettamente superiori per livello di pubblicabilità.

Tubuli di Lycurgus: Varrebbe il prezzo del biglietto, ma avere realizzato Work is not in progress lo mette fuori da ogni concorso possibile. Lui ha già vinto ad ogni risata che strappa e pure i suoi alieni non si salvano dal suo humor all’inglese ma molto genovese.

Salvezza di Edoardo Rohl e Luisa Rosati: La storia comincia con  la battuta “se solo non fossi un lettore di fumetti.. di sicuro non mi troverei in questo casino” e se il buon giorno si vede dal mattino, il resto della giornata peggiorerà. Le idee ci sono ma non vengono realizzate al meglio. La storia vorrebbe citare le origini di Superman ma risulta essere molto confusionaria anche nel finale completamente penalizzata dall’eccessiva didascalicità, anche in questo caso.

Tra i camei dei “pro” che partecipano al progetto la cosa più originale da segnalare è la pagina di Davide Pascutti con le istruzioni e il modello dell’astronave di carta da costruire. Il resto è abbastanza deludente, nonostante i grossi nomi che hanno preso parte all’iniziativa.

In conclusione: nonostante il volume sia il frutto dei risultati di un concorso, nonostante le buone intenzioni degli “editor” e dei prestigiosi partecipanti, e nonostante il ricavato destinato in beneficenza del volume, il libro nel suo complesso non raggiunge nemmeno un 4 di incoraggiamento: troppi autori mandati allo sbaraglio senza nessun tipo di controllo sul materiale prodotto che nella stragrande maggioranza dei casi presenta sempre gli stessi difetti.

Nota di colore finale: dopo avere letto questo volume risulta paradossale apprendere che Alessandro Di Virgilio si lamenti spesso pubblicamente e in giro per il web degli editori che mandano allo sbaraglio i giovani autori “bruciandoli”.

Con Nuovimondi hanno lanciato diversi autori esordienti nel vuoto, senza rete e sotto c’era un vulcano in eruzione.

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