Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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Back Planet O Verbavolant: intervista a Fausta Di Falco, giovane editrice siciliana

Verbavolant: intervista a Fausta Di Falco, giovane editrice siciliana

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faustaPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Mi piace ancora definirmi, nonostante sia passato qualche anno, una giovane editrice (ho 34 anni giudicate un po’ voi…), siciliana e orgogliosa di esserlo, un po’ fuori di testa, rompipalle, testarda, desiderosa di novità ed eclettica. Mi pare di aver riassunto un po’ tutto…


Quando e perchè è nata la tua carriera?

La mia carriera è nata sei anni fa. Dopo la laurea mi sono messa a lavorare nel mondo della cultura e dell’associazionismo culturale; non volevo fare la classica scelta dell’insegnamento, anche perché tanto i posti non ci sono; inoltre volevo tagliare un po’ con la tradizione di famiglia (tutti insegnanti, non se ne poteva più!). Così dopo qualche anno di “esplorazione” ho pensato che sarebbe stato bello lavorare in una casa editrice. Il pensiero immediatamente successivo è stato: perché non crearne una io? E così ho fatto.
Fin da piccola ho amato i libri e li amo tutt’oggi anche come oggetti. Amo l’odore della carta, della colla, i colori delle copertine, la ruvidezza della pagina… Per me un libro non è bello solo per ciò che racconta ma anche come oggetto; è una sorta, come dire, di opera d’arte! Nelle librerie mi inebrio del profumo della carta e passo il tempo ad ammirare l’abilità degli illustratori e dei grafici. Che volete, l’ho detto subito che sono un po’ fuori di testa…
Ho avuto un periodo di stasi causato dal fatto che ho sempre anche fatto altro (bisogna campare e io, lo preciso fin da subito, non faccio editoria a pagamento!); ho avuto inoltre qualche batosta. Ma ormai sono ripartita come un ariete e nulla e nessuno potrà fermarmi!


Regalci qualche aneddoto sulla tua carriera.

Umh un aneddoto… il primo che mi viene in mente è poco piacevole ma lo cito spesso per far capire in quali difficoltà noi piccoli editori ci imbattiamo. Uno dei più grossi è la distribuzione. Ero all’inizio della carriera, non avevo voluto tentare con i grossi nomi, ma dopo aver visto che una minuscola casa editrice (aveva solo tre titoli in catalogo) era distribuita da uno dei distributori più gettonati, ho voluto tentare. Ovviamente mi è stato risposto che non distribuivano piccoli editori. Quando gli ho fatto notare che distribuivano quella tale casa editrice la risposta è stata “vabbè, ma è di Torino”. Immaginate cosa avrei voluto fargli. Del resto è stato lo stesso, qualche anno dopo, a dire riferendosi ad Oscar Wilde (abbiamo pubblicato a dicembre dell’anno scorso dei racconti inediti in Italia del grande scrittore inglese, “Le parole del Giglio”): “Ma cosa vuole che importi ad un veneto di Oscar Wilde”. Il suo atteggiamento si commenta da sé.
Un altro aneddoto molto più piacevole è legato ai rapporti di buon vicinato. Da un annetto ho cambiato sede e quartiere. Ora sono in una zona che chiamano “borgata” e che ne ha tutte le caratteristiche più folkloristiche. Ho scoperto di avere un vicino molto interessato alla mia attività; un vecchietto che ha la terza elementare che scrive racconti e poesie. Ogni volta che ci incrociamo mi intrattiene con le sue nuove produzioni sperando forse che un giorno voglia pubblicargliele. Quando sono di fretta è un piccolo problema, ma in ogni caso lo ascolto con tenerezza.

A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Anzitutto vado orgogliosa del nostro nuovo progetto: la collana di fumetti Gr[een]aphic novel, dedicata ai graphic novel sceneggiati e disegnati da esordienti. Non a caso green, anche se il verde è il colore che ci rappresenta e del quale mi circondo spesso (“verde casa editrice”, una nuova tonalità che ormai conoscono tutti i miei amici; cosa dicevo prima a proposito delle mie “qualità”?). Il primo fumetto uscirà a novembre; il titolo è “Psicometrica”, un lavoro legato alla problematica dello sfruttamento della manodopera nel terzo mondo. A settembre usciremo su Anteprima e anche questo ci rende molto orgogliosi.
A fine settembre uscirà invece il nuovo romanzo della collana di esordienti “Admaiora” dal titolo “Apocalisse in pantofole”, scritto da un quarantenne di Terni, Francesco Franceschini. A dicembre vedrà la luce un libro di cucina per ragazzi e agli inizi del nuovo anno il nostro secondo fumetto e un romanzo scritto da un operatore umanitario che lavora nelle zone più calde dell’Africa. Con lui stiamo elaborando anche un nuovo graphic novel.
Qualche mese fa abbiamo indetto un concorso per narratori e fumettisti e presto pubblicheremo i vincitori.


Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Spero che nel nostro futuro ci siano tanti fumetti, libri illustrati, non solo per bambini, e romanzi di esordienti di talento. Anzi spero proprio di aprire la strada a un esordiente che abbia successo!


Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

Iniziamo da cosa rifarei di sicuro: l’editore! Cosa non rifarei… penso perdere tempo e osare, osare fin dal primo giorno, incurante dei lividi causati dalle porte in faccia!

La tua serie preferita?

Come posso confessare a una rivista che si chiama “Fumetto d’autore” che la serie a fumetti del mio cuore, quella con la quale sono cresciuta è… Topolino? Ebbene, lo ammetto. Chi entra in casa mia è accolto da una bella parete gialla, totalmente ricoperta di giornalini. Ci sono praticamente tutti dal giorno della mia nascita e qualcuno viene anche da oltralpe. Ho imparato a leggere con Topolino ed è grazie a Topolino che a sei anni sapevo cosa fossero i talleri o usavo l’espressione “me tapino”! Confesso anche di tenerne sempre una copia sul comodino. Nonostante abiti per i fatti miei da tempo, mio padre lo compra ancora tutte le settimane e me lo da solo dopo averlo letto lui! Adoro la Ziche e Cavazzano.
E sempre per rimanere sul “serio” ho molta simpatia per Leo Ortolani e il suo Ratman e leggo Dylan Dog.
Amo anche la sensibilità di Miyazachi e di Taniguchi. La mia passione per i graphic novel è più recente e mi è stata contagiata dal mio amico e oggi curatore della collana a fumetti, Simone Brusca. È lui che mi sta erudendo a dovere ed è con lui che ho elaborato l’idea della nuova collana.

Com'è il tuo rapporto con il web?

Il mio rapporto con il web è buono direi. Anzi più che buono. Senza questo mezzo tante delle cose che ho fatto sarebbero state difficili. Intanto il web mi permette di essere in contatto in tempo reale con persone di tutta Italia e non solo e quindi di lavorare con grande semplicità anche a distanza. Ma mi aiuta tantissimo nella promozione e nel fare nuove amicizie. Se sono qui a conversare con voi, ad esempio, è merito del web! Abbiamo un sito internet, del quale però non sono pienamente soddisfatta quindi immagino che tra un po’ vorrò rifarlo, e una pagina fb.


Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore!

Lasciarmi la parola? Ma siete sicuri sicuri? Vabbè, fatti vostri!
Potrei dire che l’editoria in Italia è in crisi, che fra un po’ tutti leggeranno solo tramite Ipad e similari e che è un lavoro faticoso dal quale si guadagna troppo poco. Invece voglio dire che sono contenta di quello che faccio, che spero di riuscire ad avere la giusta abilità e quella dose di fortuna che mi porti lontano. Forse non ci crederete ma anche se ne avessi la possibilità (certo, ci vorrebbe la lampada del genio) non vorrei diventare una casa editrice gigantesca, quotata in borsa, con centinaia di dipendenti. No no, perderei tutto il divertimento! Certo, mi piacerebbe crescere anche un bel po’, ma rimanere sempre nella dimensione dell’artigiano, che lavora in maniera scrupolosa e con amore a ogni singola opera senza perdere il contatto con ciò che fa.
Vi siete salvati, mi sono di molto contenuta!
Grazie per questa bella chiacchierata e non smettete mai di credere in ciò che fate.

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