Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Ulli Lust, Coconino Press e quella Sicilia solo mafia ed eroina che violenta le donne

ullilustMoleskine #100

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l'informazione di settore.

Ulli Lust, Coconino Press e quella Sicilia solo mafia ed eroina che violenta le donne

di Giorgio Messina

Che in Germania ci sia una visione stereotipata dell'Italia, è cosa risaputa. Rimane dimenticabilissima quella copertina di Der Spiegel di più di quindici anni fa dove campeggiava la foto di un piatto di spaghetti con sopra una pistola e Il titolo era "Italia paese delle vacanze", lo strillo di copertina, poi, probabilmente  solo nelle intenzioni, voleva essere ironicamente stridente: "sequestro, scippo, estorsione". Nel 2006, durante i mondiali di calcio tedeschi, vinti in finale dalla nostra nazionale, sempre su Der Spiegel, la penna dell'editorialista Achim Achilles paragonò i nostri calciatori ai tipi da spiaggia che incontrava in vacanza sull'Adriatico, quei tanti «Luigi, forme di vita parassitarie, mammoni maligni che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi». Naturalmente l'articolo suscitò un vespaio di polemiche che non impedirono alla tradizione pallonara di riperpetrarsi comunque: in semifinale, calcisticamente gliele suonammo ai padorni di casa teutonici.

Ma che sia in questi giorni un editore italiano di fumetti - pardon, graphic novel - a rinfocolare questi luoghi comuni made in Alemania e spiccatamente anti-italiani, la cosa già fa storcere il naso, ma se a farlo sia proprio quella Coconino Press, di proprietà della Fandango. realtà editoriale da sempre indcata da addetti ai lavori e lettori come casa editrice raffinata e seria, la cosa fa ancora più basire.

E' pur vero che un libro lo si giudica dopo averlo letto, ma un giudizio lo si può anche inziare a esprimere da come l'editore lo presenta nei suoi comunicati ufficiali. Per chi fosse arrivato sin qui e non resiste più alla curiosità, stiamo parlando del volume, in uscita per Coconico Press, dal titolo "Troppo non è mai abbastanza" realizzato dalla fumettista (classe 1967) di origini austriache - ma residente in Germania dal 1995 - Ulli Lust, che l'ufficio stampa della casa editrice presenta come: «autobiografia, indagine sociale e road movie a fumetti: un toccante atto d'accusa contro il machismo e la violenza sessuale, una splendida lezione di coraggio».  

Ecco, integralmente, come prosegue il comunicato, con la sinossi della storia: «"Qual è il suicidio più lento? Nascere e aspettare che tutto finisca." Siamo all'inizio degli anni 80: a 17 anni Ulli Lust, austriaca di nascita e berlinese d'adozione, annota queste righe nel suo diario. Nello stesso anno la giovane punk decide di partire con la sua amica Edi, senza denaro o documenti, per un viaggio attraverso l'Italia in autostop. Con la matita e la china Ulli Lust descrive le tappe del suo viaggio: le due amiche passano per Verona, Cattolica, Perugia, Roma, ma la loro vera meta è la Sicilia. Che però si rivelerà non la terra promessa sognata, ma un mondo difficile, straniero, che non rispetta le donne. Il road movie alla Thelma e Louise, ispirato dalla voglia di libertà, ribellione e avventura dell'adolescenza, è inizialmente allegro ma si tramuta presto in un incubo. In Sicilia le due protagoniste incontrano l'eroina e un ambiente dominato dalla presenza della mafia.Diversi uomini prima infastidiscono, poi aggrediscono sessualmente e umiliano le due ragazze. L'amica di Ulli diventerà una tossicomane, ma alla fine entrambe riescono a salvarsi".»

Ora, premesso che capiamo il dolore e le ferite sicuramente ancora aperte per la brutta esperienza vissuta dalla giovane Ulli che trenta anni dopo ha sentito la necessità di trasformare il terribile accadauto in una catartica "graphic novel"; premesso che per quello che le è successo ha tutta la nostra solidarietà incondizionata; premesso che lo scrivente è sicilano ed è cresciuto in Sicilia proprio in quegli anni '80. Premesso tutto ciò: descrivere la Sicilia degli anni '80 solo come un mondo difficile che non rispetta le donne, un ambiente dominato dalla mafia e dall'eroina, popolato in pratica esclusivamente da uomini che aggrediscono sessualmente e umiliano le donne non è solo volere fare "di tutta l'erba un fascio", ma è soprattutto un insulto a tutti quei bravi siciliani che da sempre, onestamente e basandosi su seri e sani principi, vive e lavora in Sicilia. E questo va detto senza nemmeno bisogno di scomodare anche tutti coloro che, perbene e onesti, hanno pure sacrificato la vita per combattere mafia e droga in Sicilia anche in quegli anni '80 senza redenzione che la Lust racconterebbe nel suo libro..

spiegel-spaghettiMutatis mutandum, non potremmo certo dire che se a un turista rubano il portafoglio a Napoli, allora il capoluogo partenopeo è prevalentemente abitato da borsaioli. E ancora, sempre mutatis mutandum: non potremmo certo dire che, visto i natali austriaci dell'autrice e visto che l'Austria ha dato i natali anche ad Adolf Hitler, se qualche turista ha avuto una qualche brutta esperienza in Austria con i neonazisti locali si potrebbe allora concludere che è un paese prevalentemente di nazisti. Come se, inoltre, in Austria o in Germania il machismo, il mafiare, il malaffare e la droga non esistessero. Oppure come se anche nei paesi teutonici non accadessero pure vergognosi fatti di cronaca nera locale nei confronti delle donne. E allora a questo descrivere così l'Italia e la Sicilia non rimane che contrapporre un banale ma efficacissimo: "tutto il mondo è paese e  in ogni paese ci sono le persone perbene e oneste e stupratori e delinquenti". E per ricordarci meglio questa banalità pregna di onesta intellettuale, al netto delle brutte esperienze vissute davvero dall'autrice, basta ricordare quel caso di cronaca locale accaduto nel riminese a fine luglio 2009. Una olandese, all'epoca dei fatti 18enne, si era appartata in spiaggia in compagnia di un amico tedesco, ma poi la giovane aveva raccontato e denunciato che dal nulla erano apparsi due magrebini che avevano abusato sessualmente di lei. In realtà gli inquirenti scoprirono rapidamente che «la donna (olandese - ndr) aveva conosciuto il ragazzo (tedesco - ndr) in discoteca e che successivamente si erano recati sulla spiaggia dove poi, entrambi ubriachi, avevano incominciato ad avere un rapporto sessuale, grazie anche alle continue insistenze del ragazzo e alla fine nemmeno consumato a causa delle precarie condizioni psico-fisiche dei due dovute al loro stato di non totale coscienza». Oibò, questo sembrerebbe proprio un caso di machismo teutonico su suolo italiano. E quindi? Che vogliamo concludere? Che appena arrivano sul suolo italiano anche i freddi germani diventano dei mostri? O magari che sarà l'aria del Belpaese a ispirare la violenza sulle donna? Suvvia, oltre a materiale per una "graphic novel", non sembra vi sia altro in questo capovolgere le dinamiche comunicative usate da Coconino Press per pubblicizzare questo volume. Sembra solo, al netto degli orpelli sensazionali, un modo per cercare di suscitare clamore con degli stereotipi.

Comunque, in attesa di leggere il volume - ne abbiamo richiesto copia all'editore tramite il suo ufficio stampa - e di farci così un'idea definitiva sull'opera, non possiamo non concludere che la strategia comunicativa scelta da Coconino per publicizzare questo volume è davvero pessima stavolta, visto che si tratta di una pubblicazione di una casa editrice italiana destinata al mercato italiano. Se invece la comunicazione è pensata per fare del volume realizzato da Ulli Lust un allegato editoriale a Der Spiegel, allora invece no: è un capolavoro di comunicazione e soprattutto di anti-italianità. I lettori tedeschi non potranno che applaudire.

Riassunto breve per anime belle: quello che è successo in Sicilia alla Lust da ragazza è una cosa gravissima e indecente, ma questo non autorizza l'autrice, nè il suo editore italiano, a raccontare una Sicilia, e di conseguenza, dove non esiste la gente onesta e perbene. Lo so, qualcuno dirà che sono caduto con tutte le scarpe nel tranello comunicativo teso da Coconino con questo comunicato stampa, ma io me ne fotto. La mia terra non merita questo modo di fare per vendere qualche libro in più.

Ps: Ulli Lust presenterà questo suo libro a Palermo il 7 marzo (ore 18, Cantieri culturali alla Zisa – Incontro col pubblico e ritratti). Visto che la Lust torna in quella Sicilia "dominata dalla mafia" a presentare il suo libro il giorno prima della festa della donna (8 marzo), delle due, una: o la mafia e il machismo sono stati sconfitti in Sicilia durante questi 30 anni che saperano l'autrice dai fatti autobiografici che racconta nel suo libro, oppure rischierà la Lust che - tristemetne - la storia si ripeta. Potrebbe infatti trovarsi davanti ad un uditorio formato da "diversi uomini (che) prima infastidiscono (e) poi aggrediscono sessualmente e umiliano le donne". Ma forse c'è anche una terza via di interpretazione che ci viene suggerita proprio dal titolo del volume: "Troppo non è mai abbastanza". 

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