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Occupy Matteo Stefanelli: remember, remember the 17th of November

v-maschereMoleskine #64

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Occupy Matteo Stefanelli: remember, remember the 17th of November

di Giorgio Messina

A stretto giro, dopo che nell'ultimo numero di questa rubrica lo avevamo eletto presidente della commissione di controllo dei siti dell’informazione a fumetti del Ministero della Cultura Fumettistica – Minculfum, per comoda abbreviazione -, torniamo a occuparci ancora una volta del professore Matteo Stefanelli della Cattolica di Milano.

Stavolta a frustrare le velleità di maître à penser del professore Stefanelli è la cronaca milanese di giovedi 17 novembre. Ma prima facciamo breve un salto indietro. Dalle pagine del blog del professore non è difficile carpirne l’impegno antiberlusconiano e sinistrorso con cui spesso condisce i suoi post fumettologici (QUI un esempio). Nel post del 5 novembre (remember, remember the fifth of November) si spinge anche ad avere come testimonial di eccezione delle sue intemerate politiche niente-popò-di-meno che David Lloyd, il disegnatore di V for Vendetta. E lo fa così:

«Proprio il 5 novembre, nel 1605, il terrorista Guy Fawkes tentò di far saltare in aria il Parlamento britannico. E la sua maschera, stilizzata da David Lloyd in V for Vendetta, è ormai un simbolo di rivolta globale, onnipresente nelle numerose proteste organizzate per oggi in varie parti del mondo, in una sorta di “Guy Fawkes Day”.

Qualche giorno fa, durante uno degli incontri che moderavo a Lucca Comics, un lettore ha chiesto direttamente allo stesso Lloyd: “la maschera di V è stata vista anche durante gli scontri degli Indignados a Roma. Cosa ne pensa?”.

La risposta di Lloyd è stata grosso modo questa: “mi viene fatta davvero spesso questa domanda. E non so rispondere rispetto a questa manifestazione. Quello che so è che la maschera di V in realtà non ha alcun colore politico. Però è un simbolo della ribellione contro la tirannia. E sono molto contento che venga utilizzata in questo senso.”»

Insomma, ambiguamente, Stefanelli sembra riuscire a far dire a Lloyd che è contento che quei dementi sfascia-tutto-senza-ideali usino nelle manifestazioni italiane la maschera di “V” perché è simbolo di ribellione alla tirannia. Va notato anche che durante Lucca il governo Berlusconi, il tiranno di Arcore liberamente e democraticamnte eletto alle ultime elezioni, non è ancora caduto, quindi al maître à penser Stefanelli fa gioco arruolare negli indignados formato Cattolica di Milano la maschera di "V" e il suo disegnatore. L’antiberlusconismo genererà sempre consensi.

Ma nè Stefanelli, nè Lloyd sembrano essere abbastanza preparati sul personaggio storico su cui è stata modellata la maschera di "V". Cerchiamo quindi di colmare la lacuna. Guy Fawkes era un cattolico che aveva preparato un attentato contro Elisabetta II, perché voleva il ritorno sul trono di Maria Stuarda, detta Maria la Sanguinaria, ossia, a voler essere PRECISI, Guy Fawkes era un fondamentalista cattolico, che combatteva contro i "laicisti" anglicani. L'attentato di Guy Fawkes non era ispirato da rivendicazioni socialiste (siamo nel 1600, e le categorie politiche del XX secolo non esistevano), ma era l'opera di un cattolico che si sentiva perseguitato (come in effetti era), dagli anglicani. non quindi "contro il governo oppressivo", ma un atto motivato ed ispirato da una ideologia religiosa. Fawkes voleva far saltare il parlamento, perché l'Inghilterra aveva abbandonato la chiesa di Roma, e perseguitava i cattolici. NON per invocare maggiore libertà per il "popolo". Moore e Lloyd con V for Vendetta hanno compiuto un capolavoro di "riscrivere" la storia. e la gente (ignorante) ha sostituito la realtà storica di Guy Fawkes, con il contenuto simbolico che Moore gli ha innestato fumettisticamente. Ora la storia è sparita, e resta solo l'ideologia. E risulta abbastanza "sconfortante" e "scandaloso" (per citare quegli aggettivi che usa Stefanelli quando i siti di informazione del fumetto non danno le notizie che lui ritiene importanti) che un professore della Cattolica che si occupa di Comunicazione non conosca la vera storia e il vero significato dell'attentato di Guy Fawkes, riportando il commento di Lloyd senza precisare sulla figura di Fawkes. Dallo Stefanelli ci si sarebbe aspettato che facesse, prendendo spunto dalle parola di Lloyd, un bell'intervento fumettologicamente pregno di vis accademica, in cui avrebbe spiegato ai lettori comuni mortali e ai pennaioli del web che scrivono di fumetto che Moore ha preso un fatto simbolico, ossia l'unico attentato/complotto nella storia del Regno di Inghilterra, e l'ha usato come simbolo della resistenza del singolo contro un regime oppressivo. V for Vendetta nasce nel clima politico della Tatcher, quindi le contrapposizioni politiche interne erano al massimo nella terra di Albione. Stefanelli avrebbe potuto  quindi concludere spiegandoci che Moore non ha "riscritto" la storia. ha usato elementi storici, per raccontare la "sua" storia, sul rapporto tra singolo e potere, visto da una chiave se vogliamo anarchica, ed è chi è venuto dopo che, mancando del retroterra storico, legge il tutto in modo ideologico, tramutando Guy Fawkes in un paladino della linertà, quando invece non lo era.

Certo, a questo punto ci sarebbe anche da ricordare allo Stefanelli in chiave antitirannica che l’università Cattolica presso cui lavora fu fondata da quel Padre Agostino Gemelli, lungimirante uomo di Dio, che però ebbe stretti contatti (come dimostrano degli scambi epistolari rinvenuti di recente) con il Fascismo e soprattutto con la famiglia del gerarca cremonese Farinacci, prima e dopo la caduta del regime mussoliniano. Ma queste notazioni storiche potrebbero sembrare datate rispetto al presente che scorre velocissimo e spesso inaspettato.

Ritorniamo dunque all’attuale. Infatti, come nei migliori fumetti di Alan Moore, ma non solo, dopo la parentesi lucchese, nel mondo esterno al fumettomondo accade un colpo di scena. Il drago di Mediaset cade infilzato dallo spread, da san Merkozy e dai voltagabbana e si passa rapidamente al governo di Mario Monti (sui monti con Annette). E nell’esecutivo sui Monti con Annette, al dicastero dei Beni Culturali troviamo niente-popò-di-meno-che Lorenzo Ornaghi, 63 anni, rettore dell’università Cattolica di Milano.

E che succede il 17 novembre? Succede che a Milano dei tizi dementi sfascia-tutto-senza-ideali, tra cui alcuni mascherati da "V", ovvero la maschera di Guy Fawkes, come racconta anche il Corriere della Sera cronaca di Milano, hanno preso di mira anche la sede distaccata dell'Università Cattolica in via Carducci 30, al grido di «scuola pubblica». I fumogeni sono stati lanciati nel cortile interno dell'ateneo. Qui lo striscione recitava «Ridateci i nostri soldi! Adesso paghino chiesa e scuole private!» e le locandine «Ornaghi ministro... di quale cultura? Tenetevi il Medioevo e pagate l'Ici!!!». Uhm, non è difficile ipotizzare che Fawkes, quello vero non sarebbe stato tanto concorde nell'usare la sua faccia per assaltare la sede Cattolica...

Insomma, per ironia beffarda della sorte, Stefanelli da Lucca riporta che per Lloyd la maschera di “V” è il simbolo  della ribellione della tirannia, e oggi si trova le maschere di "V" che gli assaltano l’ateneo privato per cui lavora.

A tenere il cerino in mano, sperando di accendere il fuoco contro l’odiato tiranno Berlusconi finisce che, finito Berlusconi, i dementi sfascia-tutto-senza-ideali, cercano qualcun altro da odiare e da sfasciare. E adesso tocca alla Cattolica. Chissà contro chi si scaglierà prossimamente questa frangia di decerebrati.

In conclusione, ancora una bocciatura per il Professore Matteo Stefanelli all’esame di maître à penser. Magari lo Stefanelli avrà un futuro radioso da Ministro del Minculfum, chissà. Certo, sempre se qualcuno con la maschera di “V” non lo contesti prima…

Remember, remember the 17th of November.

Ps: Tanto per la cronaca, lo Stefanelli che si lamenta che i siti di informazione non danno le notizie che secondo lui andrebbero date, casualmente non ha ancora parlato sul suo blog dell’irruzione di “V” alla Cattolica.

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