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La rivoluzione del fumetto seriale bonelliano: Ken Parker

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kenparkerdi Attilio Capuozzo

Ken Parker all'epoca della sua uscita (1977) ha rappresentato un elemento di sostanziale rottura con molti degli schemi bonelliani fino ad allora consolidati.

Un character completamente svincolato dalle ferree regole imposte dalla serialità; un personaggio in continua evoluzione (per dirla con un termine anglofono "in progress") che in diverse storie ha anche ceduto la scena principale ai comprimari. Con Ken Parker, Giancarlo Berardi ha creato un nuovo modo di fare sceneggiatura nell'ambito del fumetto italiano; il medium fumetto ha infatti iniziato a mutuare dal cinema il suo linguaggio soprattutto in termini di "regia" ed inquadrature delle vignette (con campi e controcampi, montaggio alternato, etc.) eliminando,inoltre, in maniera completa l'utilizzo delle didascalie.Una rivoluzione stilistica che in realtà, perlomeno in ambito strettamente bonelliano (in quanto per completezza d'informazione va ricordato che l'eliminazione delle didascalie era già avvenuta grazie ad un'altra figura chiave del fumetto nostrano, lo sceneggiatore Luciano Secchi in arte Max Bunker che in coppia con Roberto Raviola, meglio conosciuto come Magnus, a partire dagli anni '60 ha dato vita a personaggi famosi come Kriminal, Satanik e Alan Ford) era già iniziata per mano di un Maestro del fumetto: Gino D'Antonio. Naturalmente ci riferiamo alla sua monumentale Storia del West iniziata nel 1967 e terminata nel corso di ben 13 anni.

Tra i tanti meriti di D'Antonio va sicuramente ricordato quello di aver conferito alla sua colossale opera una dimensione storiografica, spesso sconosciuta ad autori ed opere fumettistiche dei decenni precedenti,  laddove lo stesso Tex, nel rappresentare la storia della Frontiera, assumeva spesso e volentieri toni da puro feuilleton.

Altro merito di D'Antonio è quello di aver cominciato una lenta ma graduale riduzione delle didascalie anche a costo di contrasti con lo stesso Sergio Bonelli! In Ken Parker la rivoluzione stilistica iniziata da D'Antonio viene portata felicemente a compimento da Berardi & Milazzo con risultati a dir poco sorprendenti.Ma Giancarlo Berardi si spingerà oltre: proprio quando le vendite di Lungo Fucile sono in lieve ma continua ascesa, decide di sottrarsi alle regole della serialità cambiando formato e periodicità al suo anti-eroe!

E nonostante una vita editoriale sì lunga ma frammentaria e travagliata, Ken Parker diventerà ben presto un indiscusso capolavoro assoluto!!!

Va anche detto, però, che capolavori come Storia del West e Ken Parker con la crisi editoriale odierna  ma anche a causa della colpevole miopia e della poca propensione al rischio degli editori attuali, oggi sarebbero difficilmente pubblicabili!

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