Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

All'opera omnia di Manara pubblicata da RCS mancano tre tavole

Manarafotodi Giuseppe Pollicelli*

Alcune opere (sono rare, ma esistono) riescono a conciliare due caratteristiche apparentemente antitetiche: da una parte la capacità di suscitare reazioni indignate, infastidite, scandalizzate, finendo talvolta per incappare addirittura nelle maglie della censura; dall’altra il potere quasi magico di coinvolgere e interessare centinaia di migliaia di individui, superando i confini nazionali e divenendo una sorta di stella fissa dell’immaginario collettivo. È sicuramente ciò che si può dire, per esempio, del film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, che nel 1976 (cioè a quattro anni dalla prima distribuzione della pellicola) costò al suo autore, in Italia, una condanna per offesa al comune senso del pudore e l’incredibile privazione - durata ben un quinquennio - dei diritti civili, tra cui quello di voto. Fatte le necessarie proporzioni, doverose vista anche la diversa caratura artistica dei due lavori, un caso simile è quello rappresentato da Il gioco, che è a tutt’oggi il più famoso e discusso parto fumettistico di Milo Manara. Uscito per la prima volta a puntate sulla rivista «Playmen» nel 1983, Il gioco è in fondo poco più che un divertimento che il disegnatore veronese (d’adozione, essendo nato nel 1945 in provincia di Bolzano) dev’essersi a suo tempo concesso per dare pieno sfogo alla sua passione per l’erotismo e, in particolare, per quelle sinuose figure femminili che da sempre tratteggia con straordinaria bravura. La trama contenuta nelle 46 tavole del fumetto è così esile da poter essere riassunta in una manciata di parole: un certo dottor Fez, uomo di mezza età decisamente brutto, sessualmente frustrato e innamorato senza speranze della splendida e facoltosa signora Christiani, si procura un aggeggio inventato da tale dottor Kranz che, attraverso una manopola, riesce a scatenare la libido della donna, annullandone i freni inibitori e inducendola a combinarne di tutti i colori (sessualmente parlando) anche al cospetto di sconosciuti. La fortuna de Il gioco sta proprio nella sua semplicità: Manara non ha fatto altro che appropriarsi di una delle fantasie erotiche più diffuse, portando così legioni di lettori, in tutto il mondo, a identificarsi con i protagonisti della sua storia. Un’operazione a suo modo perfetta. Senza trascurare, naturalmente, l’altra componente fondamentale del successo del fumetto, vale a dire il tratto classico, pulito e spudoratamente seduttivo (anche quando opta, e non è infrequente, per soluzioni facili e ammiccanti) del maestro Milo. Come per Ultimo tango a Parigi, tuttavia, è folta anche la schiera di coloro che de Il gioco pensano tutto il male possibile. Per ragioni formali, come il critico Luigi Bernardi (scomparso proprio pochi giorni fa), che definì il best seller «un fumettaccio senza pretese, sceneggiato alla boia di un giuda e disegnato spesso ricalcando fotografie di riviste superpatinate»; o, molto più spesso, per ragioni morali, dato che ne Il gioco (che pure non è un’opera pornografica) la gamma delle perversioni sessuali viene esplorata quasi per intero. Era forse inevitabile, quindi, che la scure della censura si abbattesse prima o poi sul licenzioso graphic novel (come oggi lo si chiamerebbe) manariano. Cosa che, a dire il vero, è già capitata in occasione di qualche recente ristampa. Ma francamente non ci saremmo aspettati che a privare Il gioco di tre tavole particolarmente hard (dalla 25 alla 27) fosse anche la pubblicizzatissima collana di «Corriere della Sera» e «Gazzetta dello Sport» che, appena approdata in edicola appunto con Il gioco, presenterà in venti volumi deluxe la produzione pressoché integrale del fumettista. E invece, non sappiamo se con il consenso dell’autore (ma immaginiamo di sì), dal tomo della Rcs mancano le tre pagine in cui una signora Christiani quanto mai infoiata non si perita di attentare alle virtù di un malcapitato ragazzino dall’età apparente di circa dodici anni. Si tratta di una sequenza molto forte, che sconfina nel territorio minato della pedofilia, ma il volume, com’è giusto che sia, è esplicitamente riservato a un pubblico adulto e, fino a prova contraria, un adulto ha il diritto di valutare un’opera dell’ingegno nella sua interezza, soprattutto se gli viene detto che ciò che ha acquistato è il primo capitolo di un’opera omnia. Alla Rcs, invece, e senza avvertire nessuno (è questo l’aspetto più antipatico della faccenda), hanno deciso di trattare i propri lettori come se fossero tutti minorenni. Come se quello di Manara - ci si conceda il calembour - anziché da adulti fosse un Gioco da ragazzi.

*Articolo tratto da “Libero” del 27 ottobre 2013. Per gentile concessione dell'autore.

Magazine

Intervista ad Alessio Riolo, organizzatore di Palermo Comicon

21-09-2017 Hits:192 Reportage Redazione

  Di Alessandro Bottero Palermo Comicon è arrivato alla terza edizione, e quest’anno si presenta particolarmente interessante. Prima di immergerci nella kermesse ecco quattro chiacchiere con il direttore/organizzatore/imperatore Alessio Riolo, che insiste & persiste nel promuovere il fumetto nell’antica terra di Trinacria.  Tra un’arancina e una cassata ecco la saggezza delle sue...

Leggi tutto

Analogie kafkiane tra Egon Schiele e Angelo Stano

12-09-2017 Hits:591 Critica d'Autore Redazione

    Le atmosfere gotiche nell’opprimente angoscia di un comune tratto artistico di Roberto Scaglione   Forse non aveva tanto torto Hugo Pratt a definire il fumetto quale “letteratura disegnata”, con un chiaro omaggio autoreferenziale alle proprie indelebili opere ed in particolare alla più rilevante, quel Corto Maltese che lo rese celebre come uno dei...

Leggi tutto

Monolith - il film: Recensione e Analisi

21-08-2017 Hits:1562 Critica d'Autore Lorenzo Barruscotto

di Lorenzo Barruscotto (contiene – forse - spoiler) Il nostro Lorenzo Barruscotto, titolare della seguitissima rubrica Osservatorio Tex, recensisce Monolith, il film coprodotto da Sky che vede l'esordio alla produzione cinamtografica di Sergio Bonelli Editore.Il fim, distribuito in 200 sale, dal 12 agosto, giorno della prima, al 20 agosto ha incassato 265.808...

Leggi tutto

Masters of the Universe: storia di un cult - Parte #04

07-08-2017 Hits:1436 Off Topic Davide Mosciaro

di Davide Mosciaro (QUI trovate le altre puntate) Tanto fu il successo da parte dei MOTU - che ricordiamolo sempre, è l’acronimo di Masters of the Universe -, che addirittura vennero suddivise in  ben 4 schiere di guerrieri. Una votata al bene, le altre tre votate al male: gli eroi di Eternia;...

Leggi tutto

Intervista ad Andrea Manfredini, nuovo Direttore Editoriale di Cagliostro E-Press

01-08-2017 Hits:1798 Autori e Anteprime Redazione

Di Giorgio Borroni Di recente alla Cagliostro E-Press c’è stato un cambio di ruoli nella direzione editoriale e la patata bollente è passata ad Andrea Manfredini, già creatore del super eroe sopra le righe Lo Scarafaggio e al timone della serie fantascientifica "Incrociatore Stellare E. Salgari".Oggi abbiamo il piacere di torchiare...

Leggi tutto

Masters of the Universe: storia di un cult - Parte #03

26-07-2017 Hits:1750 Off Topic Davide Mosciaro

di Davide Mosciaro (QUI trovate le altre puntate) Il cartone animato di He-Man è composto da due serie di 65 episodi ciascuna (per un totale di 130 episodi e ne era prevista pure una terza serie, che però non fece in tempo mai a vedere la luce in quanto i giocattoli non...

Leggi tutto

Gravetown 10th. Intervista a Paolo Zeccardo

25-07-2017 Hits:1748 Autori e Anteprime Redazione

Di Giorgio Borroni Vi ricordate “Kickboxer”? Già, il film che lanciò Jean Claude Van Damme e che hanno di recente rifatto (male) con più budget e meno idee? Ecco, io quando da piccolo lo vidi al cinema ne rimasi estasiato: un tizio occidentale andava in Tailandia e faceva nero Tong Po, il...

Leggi tutto