Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Intervista a Gino Udina

 KINGDOM 06

 

Di Giorgio Borroni

Dare un’occhiata agli scaffali dei fumetti in edicola negli anni ’90 era davvero un’esperienza. Usciva di tutto e di più: si andava dai cloni dei personaggi bonelliani più in voga, si passava ad antologici che contenevano delle vere perle o nefandezze grafiche e si finiva con albi dal taglio molto americano, sia per dialoghi che per i generi affrontati. La fantascienza spaziale o dei B.E.M., ovvero i mostri alieni dagli occhi di insetto, era stata sostituita dal Cyberpunk degli innesti e della realtà virtuale, mentre il giallo classico ora parlava il linguaggio duro dell’Hard Boiled. Non tutti erano capolavori, anzi, certi fumetti sfogliandoli con gli occhi di adesso provocano anche involontariamente l’ilarità, ma la maggior parte aveva una cosa in comune: il formato “bonellide”, quello caratteristico degli albi della SBE. Tra tutte queste produzioni nel 1993 uscì un prodotto editoriale fortemente innovativo, che si reggeva sul talento di un copertinista di eccezione, Mauro Muroni, gli sforzi di allievi delle scuole di fumetto appena nate, ma soprattutto su una trama ben congeniata: mescolava ingredienti apparentemente lontani tra loro, ma che per una strana alchimia insieme funzionavano alla grande.

In Demon Hunter trovavi un linguaggio adulto e i bassifondi come scenario, trame poliziesche che si intersecavano con il sovrannaturale e il supereroistico, in cui il protagonista, un poliziotto con una pietra maledetta incastonata nel palmo della mano, poteva trasformarsi in un demone a caccia di altri demoni, alla “Ne resterà solo uno” di Highlander. Da qui le diramazioni nei generi erano tante: horror splatter, azione, e perfino qualche inserto comico (memorabile l’episodio dove il protagonista si infiltrava in una scuola nei panni di un insegnante di Motoria e prendeva a calci i bulli). Nel 1996, come tante serie a fumetti, Demon Hunter chiuse i battenti, lasciando con l’amaro in bocca schiere di fan... ma fortunatamente Gino Udina, il papà del demone poliziotto, ha molte altre storie da raccontare, e noi di Fumetto D’Autore lo ringraziamo per aver accettato di farci dare una sbirciatina!

FDA) Innanzitutto, grazie per aver accettato di farti intervistare! Dunque, dopo la chiusura di Demon Hunter sei approdato alla Bonelli e hai persino scritto la sceneggiatura di un film horror, Hellinger... come è stato lavorare per una major e soprattutto cimentarti nel cinema?

Gino Udina) Grazie a te e un caro saluto a tutti quelli che ci stanno leggendo adesso. Prima che cominciamo, vorrei gentilmente sorvolare sulla mia parentesi in SBE. Il film 'Hellinger' è stata una bella esperienza, con un regista Max Cerchi che adesso lavora molto all'estero in produzioni interessanti, fatta in un momento in cui andavano in voga i film slasher per il mercato home video. Stavo finendo di scrivere gli ultimi numeri di 'Demon Hunter' e accettai volentieri. Girato interamente a New York City, è la storia di un prete ucciso per peccati non suoi che torna dagli inferi per maledire e mutilare coloro che l'hanno assassinato e fatto sparire il corpo. Si trova ancora in DVD nel mercato anglosassone. Solo per gli amanti dell'horror trash ultraviolento.

Fda) Nell’ambito del fumetto stai lavorando su un fantasy,'IL REGNO OSCURO' : oggi è un genere molto in voga, ma credo sia anche molto rischioso “rifare” qualcosa di già visto. In cosa si differenzia dagli altri fantasy?

GU) 'IL REGNO OSCURO' https://www.facebook.com/fumetto.fantasy/ nasce con l'idea di usare personaggi insoliti in un'ambientazione che richiama culture e popoli vicini a noi che però fanno spesso da sfondo perché sono immaginario di un Mondo diverso dal nostro. Ci interessavano le storie della profonda Africa, dell'India, dell'Oriente. Volevamo mescolarle attraverso avventure di personaggi emarginati che si sono poi ritrovati assieme diventando mercenari al soldo di chi può pagarli. Xolan è un principe nero che era destinato a diventare Re dopo la morte del padre ma una forza avversa, malvagia e potente, ha sterminato il suo clan e costretto la sorella, sopravissuta al massacro, a corrompersi al male per salvargli la vita poiché gli era stato mozzato un braccio in una feroce imboscata. Nymh è una tra le più belle creature magiche del Sud fatato del Regno, figlia di un membro popolare di una casta autorevole. Per una scelta d'amore è stata ripudiata e fatta scappare nella notte dalla madre in gran segreto per non essere lapidata il giorno dopo dai fanatici della setta religiosa del padre. Borth è uno Yizzer, un orco di una tribù dedita alla violenza, allontanato per essersi rifiutato di attaccare donne e bambini umani di una carovana di passaggio nelle loro montagne. Finisce venduto e incatenato dal proprietario di un circo itinerante, succube di un collare magico che gli impone obbedienza e costretto assieme ad altri del circo a depredare i villaggi dove fanno finta di esibirsi. Xolan e Nymh, pagati per portarlo in un borgo dove era stato accusato d'infanticidio e atteso per essere processato e decapitato, lo scagioneranno e, da allora, diverranno grandi amici. I primi due volumi di questa serie sono stati realizzati da Fabio Bono disegnatore di punta del fumetto fantasy Belga 'De Rode Ridder'. Ha lavorato in Francia per 'Soleil' ('Confessions d'un Templier') e Glenat ('Cathares','Darwin' e 'Marco Polo' che è appena uscito in Italiano in edicola nella nuova collana 'Gli Esploratori della Storia' della Cosmo Edizioni). Potete leggere 'IL REGNO OSCURO' su 'Tapas' a puntate, gratuitamente e in Italiano, dal 20 Giugno. Qui: https://tapas.io/series/RegnO_Oscuro

KINGDOM 07

FdA) Se non sbaglio 'IL REGNO OSCURO' nasce come un webcomic pensato anche per il pubblico fuori dall’Italia: è prevista anche una edizione cartacea?

GU) Stiamo ultimando gli ultimi preparativi, dopodiché ci penseremo. Nel frattempo, se dovesse farsi avanti un editore nostrano seriamente interessato, ci farebbe molto piacere. Grazie!

FdA) 'DRINAH'S GATE' è invece un progetto horror, dalle tavole che ho visto in anteprima si presenta come qualcosa di molto cupo dal tratto inconsueto, sperimentale...

GU)'DRINAH'S GATE' è un fumetto con solide basi nell'horror gotico vecchio stile come negli albi Warren 'Vampirella' e 'Creepy' proposto in chiave moderna grazie al particolare tratto di Toni Viceconti, autore della 'Graphic Novel' sugli anni '70 italiani 'A come Armatura'. Ha un raffinato stile di stampo europeo, con solide basi anche in quello americano dei 'Comics' e sono molto intrigato da quello che ne sta uscendo. Lo saranno sicuramente anche i nostri futuri lettori, soprannominati 'Anime Perse' come gli abitanti di 'Drinah'. La storia e i personaggi del primo volume sono al momento in lavorazione. I colori sono di Debora Scarico e il design del logo è di Matteo Zannoni. Su Tapastic l'anticipazione del 'numero zero' che introduce l'ambientazione e protagonista https://tapas.io/series/Drinahs_Gate mentre su https://www.facebook.com/drinahsgate/ e la pagina ufficiale del nostro 'COMICS WALL STUDIO' https://www.facebook.com/comicswallstudio troverete molti altri interessanti aggiornamenti.

FdA) Fare fumetto oggi e farlo negli anni ’90... i social facilitano il compito o viste le lotte stile “Guelfi e Ghibellini” sono un limite?

GU) Quello che 'I Social' fanno di bene, per noi che realizziamo fumetti, è aver la possibilità in tempo reale di far vedere lo sviluppo del proprio lavoro a un vasto pubblico oltre che a un possibile editor di una casa editrice Italiana - ma anche straniera. Il male è che a volte i lettori confondono lo scrittore, o il disegnatore, con la persona sui 'Social'. Consiglio sempre di cominciare solo a 'seguire' chi vi piace e aspettare a chiederne 'l'amicizia'. Potreste rimanerne molto delusi se vi siete fatti un'idea basata solo sui fumetti che scrive, o disegna, o entrambi. Smettere di leggerlo perché oramai l'avete preso in antipatia, è un peccato.

FdA)Tu per quel che riguarda i Social sei un pioniere: nei tuoi editoriali su Demon Hunter avevi sempre un rapporto diretto con i lettori, concedevi una risposta elegante anche ai detrattori ribattendo punto su punto ma senza mai passare il limite. Eppure oggi saresti fuori moda, che ne pensi?

GU) La differenza fondamentale, rispetto a oggi, è che aprire e leggere le lettere cartacee era sempre emozionante. Ne ricordo una simpaticissima che mi augurava una morte lenta sul rogo dell'inquisizione per quello che scrivevo. Oggi abbondano in rete le polemiche che dopo due giorni cadono nel dimenticatoio e avanti con la prossima tanto Facebook non ha 'memoria' e anche le cose molto interessanti spesso si 'perdono' nel flusso degli aggiornamenti continui, salvo che non si raccolgano in un blog a libera e futura consultazione. Oggi non devi più scrivere una lettera a mano, spendere soldi per un francobollo e alzarti dalla sedia per spedirla. Online è facile polemizzare, è veloce e gratis. E arrivano sempre, a differenza delle lettere per posta!

FdA) Demon Hunter non ha avuto un vero e proprio finale: se ti offrissero di concludere la serie accetteresti o lo vedi come un’opera che ormai ha fatto il suo tempo?

GU) Riscrive la serie e attualizzarla, sì. 'Demon Hunter' (incrociamo le dita) tornerà nel 2018, vi aggiorneremo!

DRINAH 05

FdA) Veniamo a un tema hot: le citazioni... tu nelle storie di Demon Hunter ci infilavi Undertaker sotto mentite spoglie o un giustiziere chiamato Frank Castle: eppure non stonavano mai e nessuno si è mai lamentato. Secondo te quale è il limite per operazioni del genere e soprattutto, come riuscivi a farlo con buon gusto?

GU) Non sono uno scrittore che ama il 'citativo', ma all'epoca qualche volta inserivo rimandi, più o meno velati, a quello che mi piaceva. Oggi lo troverei infantile. Ah, era 'Jeff' Castle... E per quanto riguarda il wrestler della WWF 'Undertaker' scriverei un fumetto con lui protagonista anche oggi, chiedendo i diritti per farlo!

FdA) A un esordiente che vuole sceneggiare fumetti cosa ti sentiresti di consigliare?

GU) Scrivere, scrivere, e scrivere tanto. Io uso foglietti di carta su cui finiscono vari appunti. Usare carta e penna mi serve per togliere i pensieri dalla testa, per poi rivederli con calma su desktop. Se sono fuori casa, uso sullo smartphone un'applicazione blocco note come 'ColorNote' o 'Evernote' che permettono la condivisione con 'Dropbox'. Tornato a casa trasferisco la nota su PC, la riapro con Word e proseguo. Potete provare 'Final Draft' o 'Celtx', ma servono più per scrivere sceneggiature di cinema che di fumetti. Vi consiglio di farvi voi, o cercare in rete, un valido 'template' preformattato per la sceneggiatura di fumetto e usate sempre quello. Quando avete la vostra idea e state scrivendo consultate pure internet per le ricerche (ai miei tempi solo libri o biblioteche, e pedalare!) ma vi consiglio di chiudere i 'Social' o 'Netflix' che al fumettista multitasking che ottiene buoni risultati di scrittura (o disegno) mentre fa varie cose tutte assieme non ci credo. Quando ho cominciato, trovare sceneggiature da studiare era come trovare soldi per terra. Oggi, se avete tempo e pazienza, c'è sempre qualcosa da leggere in rete. Studiate i metodi di lavoro altrui, poi dimenticateli e lavorate sul vostro. Se non funziona, tornate a studiare. Non abbiate fretta di crescere. Come la palestra, solo duro allenamento e costanza vi daranno buoni risultati. Non sopravvalutatevi, ma neanche siate troppo critici con voi stessi. Non siate giudici e boia dei vostri fumetti. Ci sono in giro storie orrende che piacciono tantissimo, e capolavori che la massa ignora o ha ormai dimenticato. Ascoltate le critiche ma anche passate oltre, o vi fermerete. Se infine siete pronti, usate Facebook per trovare un disegnatore, se non ne conoscete di persona, che come voi ha tanta voglia di fare. Realizzate soggetto e studi, pensate col disegnatore a un serio 'Character e World Design'. Create una bella pagina Facebook del vostro personaggio, o serie in sviluppo, e tenetela aggiornata almeno settimanalmente se riuscite. Fate un account 'Instagram' per il fumetto con 'Work In Progress' o i filmati di lavorazione fatti anche col cellulare. Collegate 'Instagram' alla pagina Facebook del fumetto per far diventare Instagram 'aziendale' e così vedere gratuitamente le statistiche del traffico che generate: i post più seguiti, età, luogo, regione, paese, orario. Al disegnatore chiedete di aprire un canale 'Deviant Art' dove magari metterà illustrazioni o studi e voi usate 'Tumblr' per un bel blog o diario di lavorazione. Quando avrete le prime pagine pronte, pubblicate su 'Tapas' o 'Line Webtoon' guardando bene 'cosa e come' pubblicano gli altri, ma soprattutto leggendo le linee guida di ciascuna piattaforma. Per il fumetto su 'Tapas' o 'Line' create un banner e linkatelo al vostro profilo 'Patreon' per tirare su dei soldi (o anche 'Ko-Fi.com'). Tenete conto che anche 'Tapas' adesso ha la funzione 'Tipping' (mancia) per l'applicazione mobile. Quando vedrete che il vostro fumetto decolla, e potrebbe accadere, pensate a un 'Crowdfunding' con 'Indiegogo' o 'Kickstarter' per l'eventuale edizione cartacea o quello che vi pare. Leggete in rete come muovervi o chiedete consiglio a chi li ha già realizzati e buon lavoro, buona fortuna, che ne avrete bisogno!

FdA) Secondo te cosa manca al fumetto italiano oggi e cosa può invece vantare rispetto alle produzioni estere?

GU) Non molti pagano come i Francesi o gli Americani, e nel mercato delle edicole come paga Sergio Bonelli per un albo di 100 pagine inedito, senza pubblicità e a un prezzo sempre popolare, solo SBE assieme a pochi altri. Manca il supporto di un ambiente culturale extrafumetto che conosca non solo gli interessanti fenomeni recenti da 'Graphic Novel', ma anche il fumetto Italiano popolare in generale. Quello che mi fa piacere è vedere che tanti disegnatori, mai o poco visti lavorare in Italia, trovino spazio in produzioni americane o francesi a dimostrazione che il talento è senza frontiere e noi ne abbiamo in abbondanza di talento. E che oggi ci siano realtà librarie che permettano a questi giovani autori di mettere in piedi un prodotto editoriale degno di nota. In Italia è ancora prevalente la vendita di fumetti nelle edicole, anche se adesso ci sono molte realtà nuove di editori da libreria che mi sembrano interessanti. Le fumetterie hanno sicuramente gran varietà, e tante belle 'Action Figures', ma non so se il pubblico cerchi il nuovo o l'alternativo rispetto a quello che conoscono. E qui arriva il positivo dei Social, dei gruppi o dei singoli appassionati esperti. Di gente che, quando non perde tempo a litigare, può indirizzare verso altre intriganti letture. Le nostre librerie si stanno finalmente riempiendo di titoli vari, ma siamo ben lontani dal modello francese con centinaia, a volte migliaia, di cartonati disponibili. Non mi è chiaro se chi compra in libreria è lo stesso individuo che compra in fumetteria, o sono due entità diverse e quindi se chi compra il libreria s'informa o segue solo l'autore che per caso gli è arrivato all'orecchio. Il bonus cultura, inglobando miracolosamente come libri anche i fumetti, ha permesso a tanti ragazzi di avvicinarsi al mondo della 'Nona arte'. Mi auguro che poi continuino a cercare e comprare in futuro altri titoli creando così il loro gusto personale. Una nuova generazione di autori nostrani sarà così sostenuta dai nuovi lettori. Questo grazie anche al supporto come dicevo di nuovi interessanti editori di fumetti' e 'graphic novel' da libreria e la cosa, ovviamente, mi fa molto piacere. Avanti così.

Ringrazio nuovamente Gino per la sua disponibilità e non mi rimane che dirvi di tenere d'occhio le sue ultime produzioni, sempre all’insegna di un fumetto di qualità e soprattutto fatto con il cuore.

 

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