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- Scritto da tuttocartoni
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L'Intervista » Luca Enoch
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Mi chiamo Luca Enoch, nato a Milano ormai 50 anni fa, lavoro come fumettista professionista dal ’92, quando esordii sulle pagine de L’Intrepido. Attualmente lavoro come autore unico e come sceneggiatore per Sergio Bonelli Editore.
Quando e perchè è nata la tua carriera.
Dopo aver rimbalzato tra le varie redazioni per oltre un decennio e aver lavorato nel frattempo come illustratore e grafico, fui condotto da Marcello Toninelli, fondatore della rivista Fumo di China, alla casa editrice Universo che pubblicava ancora la gloriosa testata de L’Intrepido dove, dopo una storia autoconclusiva, creo il mio primo personaggio – “Sprayliz” – giovane graffitara urbana.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Sto pubblicando per Sergio Bonelli Editore, la serie semestrale “Lilith”, con una bella e violenta viaggiatrice temporale a caccia di un pericoloso parassita alieno che minaccia il futuro dell’uminità. Inoltre, insieme a Stefano Vietti, stiamo producendo la nuova serie mensile “fantasy” della Bonelli, “Dragonero” che uscirà nel giugno 2013. Ho appena pubblicato per Rizzoli/LIzard, il graphic novel “La banda Stern”, storia del piccolo gruppo paramilitare che operava clandestinamente nella Palestina del mandato britannico, prima della nascita dello Stato di Israele.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Il mio progetto futuro, per ora, rimane Dragonero, che non ha ancora visto la luce; oltre a questo mi piacerebbe realizzare una storia umoristica autoconclusiva.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Direi che rifarei tutto quanto, tranne una “marchetta” che feci all’epoca dell’Intrepido realizzando una storia con protagonista Jo Squillo, su un suo soggetto.
La tua serie preferita.
Direi “Bone” di Jeff Smith.
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
“I Briganti” di Magnus!
Com'è il tuo rapporto con il web?
Professionalmente non potrei più farne a meno; oggi la ricerca delle fonti storiche e degli elementi visivi per il mio lavoro è di un’immediatezza meravigliosa. Un tempo se volevo riprodurre una cabina del telefono in maniera realistica dovevo uscire per strada e fare delle foto. Oggi mi basta un click su Google. Inoltre ho un mio blog personale, una pagina su FB, curo il blog di Dragonero, una sorta di diario personale fittizio del personaggio principale che accompagnerà i lettori fino all’uscita della serie.
Parlaci della tua giornata tipo.
È la giornata tipo di un impiegato medio: dopo aver accompagnato le ragazze a scuola, inizio controllando la posta e la pagina su FB e poi in inizio il lavoro, a seconda che sia la settimana delle matite, delle chine o dell’elaborazione al computer, fasi in cui divido la mia produzione di tavole mensile. Alla sera, dopo cena, leggo e scrivo.







