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- Scritto da tuttocartoni
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L'Intervista » Francesco Perchiazzi

Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Mi chiamo Francesco Perchiazzi (Napoli, 1983). Dopo una gavetta nelle industrie grafiche, attualmente lavoro come disegnatore progettista nel dipartimento di User Experience di un'azienda informatica:condivido con voi la passione per il cinema d'animazione e il fumetto.Amo il Mare.
Quando e perchè è nata la tua carriera
Se mi è permesso, a 28 anni al massimo possiamo parlare di una piccola carriera. Amo insegnare, ho un ottimo rapporto con la Scuola Romana dei Fumetti. Comunque ho sempre sentito quello che mi piaceva da piccolo: Disegno & Filosofia.
Attenzione sentito e non saputo, quello te lo dice la vita: in ogni caso la maggior parte degli autori partono con la stronzata di "da
quando si era bambini, si era bravissimi a...". Cazzate. La mia vita fino alla visione del lungometraggio d'animazione Ghost in the Shell del 1995, diretto da Mamoru Oshii, è stata calma piatta, da lì in poi iniziò il mio percorso: durante l'Università a Napoli e poi a Roma ho studiato tutto quello che mi poteva aiutare nella comprensione dell'estetica; durante la tesi specialistica ho scoperto il Design, materia approfondita professionalmente alla Scuola Politecnica di Design a Milano. Quindi, almeno per me, l'Università è servita a qualcosa.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera
All'inizio ho lavorato per una nota multinazionale dei supermercati: lì ho imparato la Tipografia (per favore non è dove si stampa, quella è una stamperia) cioè la capacità di disporre le lettere sullo spazio e per questo ne sono grato.
Quello che ho davvero trovato terribile, e non mandavo giù, era il fatto di essere pagato per fare cose fatte superficiali apposta, altrimenti non sarebero state concepite come economiche dal consumatore: eravamo obbligati a utilizzare esclusivamente un carattere tipografico piuttosto famoso (e abusato) Helvetica, appartenente a famiglie di caratteri utilizzati nei mercati per lo più per le confezioni di medicinali e affini. Insomma sembrava di vendere sciroppi all'arancia da un litro o aspirine ripiene alla crema di pera. Ho imparato un mestiere ma anche cosa non è il Graphic Design.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Tra poco uscirà Fare Cinema Disegnato, un saggio scritto da me ed editato dalla Società Editrice La Torre: è il risultato di un lavoro durato quattro anni, tra scrematura e semplificazione; in poche parole guida, indagine e design dell'esperienza audiovisiva animata. Ma non vi spaventate, finalmente un testo comprensibile: chiedete a mio nipote.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Mi piacerebbe fare animazione, cinema dal vivo, videogiochi, sono entusiasta a collaborare con professionisti di settori diversi: oltre il mio lavoro e la ricerca Human Computer Interaction, vorrei approfondire l'unione tra Fumetto e User Experience Design. Chissà, uno spunto per un nuovo libro?
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Non mi pento di aver snobbato il settore pubblicitario e di parlare male degli Art Director e/o direttori Creativi (si, è vero, sono geloso), prometto di intenerirmi col passare degli anni proporzionalmente al loro progressivo abbandono dell'uso di Helvetica.
Mi pento di aver buttato alcune questioni professionali sul personale,ecco tutto, ma la giovinezza serve a questo o sbaglio?
La tua serie preferita.
Cowboy Bebop (1998) di Shinichirō Watanabe è il primo titolo che mi torna in mente. Fumetti? Vi confesso che ultimamente ne leggo pochi -amo molto le vignette satiriche - Qualche anno fa passavo da Corto Maltese di Hugo Pratt, per Maus di Art Spiegelman alla Clinica dell'Amore di Haruka Inui senza problemi.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Ormai è il mio ecosistema. Appena posso stacco, ovviamente.
Parlaci della tua giornata tipo
Per favore no. Parlatemi della vostra! C'è una canzone dei Daft Punk, Technologic,che fa "[...]Write it,cut it, paste it, save it, Load it,check it, quick - rewrite it, Plug it, play it[...]"
Sono entusiata di quello - mi ritengo molto fortunato - che faccio: principalmente disegno (con la matita, Adobe Photoshop viene dopo) e risolvo problemi alla lavagna con una equipe di eccellenti sviluppatori. Il resto è segretezza industriale...
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Semplicemente per quanto esistino i compromessi, smettete di usare il carattere Comics Sans e ricordate che una vita senza ricerca non è
degna di essere vissuta.
Grazie







