Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Masters of the Universe: storia di un cult - Parte #03

di Davide Mosciaro

(QUI trovate le altre puntate)

Il cartone animato di He-Man è composto da due serie di 65 episodi ciascuna (per un totale di 130 episodi e ne era prevista pure una terza serie, che però non fece in tempo mai a vedere la luce in quanto i giocattoli non andavano più di moda, alla fine degli anni '80), che riscosse un notevole successo fra i maschietti. Tale fu il successo da parte della Filmation, che, addirittura, produsse un altro cartone animato indirizzato, questa volta, ad un pubblico femninile: She-Ra, la Principessa del Potere (ma di lei ne parleremo un’altra volta).

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Ogni puntata di "He-Man and the Masters of the Universe" aveva una durata di 30 minuti, ed era ad alto contenuto pedoaggico: niente scene di violenza, o riferimenti erotici, e con una morale alla fine di ogni puntata puntata. Ideate con la tecnica del rotoscope (disegni a mano su fogli di acrilico e colori vinilici), il risultato fu uno dei cartoni animati maggiormente riusciti da parte della casa cartonistica californiana. Come già si è accennato nei precedenti articoli, a differenza dei cartoni di Hanna e Barbera - che avevano una comicità basata su personaggi paradossali, come animali che parlano (Yoghi, Scooby Doo, top Cat, Svicolone, Droopy, nonché Tom e Jerry) -, oppure di personaggi atipici collocati in tempi preistorici inseriti in uno strano progresso sociale (i Flintstones]), i cartoni animati della Filmation risultavano più seriosi e superoistici. Se dal 1965 la filmation si era imposta con titoli importanti come Superman, Batman, Flash, Zorro, Tarzan, Flash Gordon, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 stava ancora tentando di creare un cartone animato che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere il migliore in assoluto. A differenza dei titoli già citati sopra, "He-Man and the Masters of the Universe", non è un prodotto ispirato ai fumetti, ma ad una serie di giocattoli. Dopo il flop causato da Blackstar (anch’esso un cartone ispirato ad una serie di giocattoli dell’ormai defunta GALOOB), He-man sarà il cartone di maggior successo della Filmation. Il troppo successo proveniente dal merchandising dei giocattoli, sarà l’altra faccia della medaglia che decreterà, a fine anni '80, la chiusura della serie animata in concomitanza della fine della moda dei giocattoli che, piano piano, era andata sgonfiandosi negli anni, a causa anche, si vocifera, di una cattiva, quanto ingorda distribuzione delle action figure dei MOTU. La Filmation e i MOTU, terminarono entrambe, legate a doppio filo, la loro avventura a fine anni '80. La Filmation sarà inglobata dall’Oreal (strano ma vero, proprio la casa produttrice di prodotti di bellezza).

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La prima serie dei MOTU in italiano venne doppiata da geni del doppiaggio come Franco Latini che interpreterà Skeletor, Orko e Battle Cat. Latini ormai defunto da anni, ero lo stesso che prestava la voce a Silvestro della Warner bros. Poi c'era Teo Bellia, ovvero ill Michael j. Fox di Ritorno al Futuro (solo il primo film) a dare la voce a He-Man, Bellia è l'attuale doppiatore di Moe dei Simpson. Tra le voci femminili ritroviamo Laura Boccanera come Teela, (ma ce la ricordiamo anche come Candy Candy), Cinzia de Carolis (indimenticavile Lady Oscar) nella prima serie che poi lascia a Mariu Safier (ovvero Reika di Daitarn 3) la voce della Maga. Quest'ultima aveva una verve più comica che meglio si sposava con un tratto (per quanto riguarda i contenuti) più infantili e comici della prima serie. La prima serie era anche più sperimentale rispetto alla seconda, dove già si apprezzavano contenuti più seriosi rispetto alla precedente. In questa prima serie c'era meno azione, lasciando maggiormente spazio a tematiche più infantili. con coseguente aumento, quindi, di protagonist preadolescenziali e tematiche come marachelle, e introspezioni infantili.

La seconda serie, aveva la direzione del doppiaggio di Oreste Rizzini (Michael Douglas e Bill Murray) che prestava anche a turno la voce a Re Randor e Skeletor, che, in realtà, aveva un doppiatore, a mio giudizio, più adatto a lui, ovvero Rodolfo Traversa (Ian Holm, ovvero Ash il droide sintetico di Alien). Gli altri doppiatori della seconda serie, come Mario Cordova (Richard Gere e Patrick Swayze), Roberta Greganti (Teela), Giancarlo Bertoncin (Man-at-arms), Solvejg D’Assunta (Evil.lyn), Amelia Martello (La Maga) donavano un tono più serioso, ma decisamente più adatto al complesso della seconda serie. Inoltre erano presenti più personaggi nuovi (Fisto, Buzz-Off, Mekaneck, Ppikor, Jitsu, Moss-man, Sy-klone, oltre ai soliti Ram-man, Stratos, Beast-man, Mer-man sempre presenti anche nella prima serie) e con più frequenza c’era azione e varietà di situazioni, rispetto al mero aspetto, infantile-pedagogico della prima serie. Le morali della seconda serie, a differenza, della prima, in italiano non furono doppiate.

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Tanto fu il successo della serie che se ne volle creare una terza, ma, in davanti alle scarse vendite dei giocattoli, a fine anni '80, non fu possibile realizzarla.

La filmation finirà gloriosamente, più o meno, con He-Man, She-Ra, Bravestarr e Ghostbusters, ma questa è un’altra storia e ve la raccontiamo un'altra volta.

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