Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Conferenza a Narnia Fumetto: «Fumetto d’Autore perpetra vero e proprio stalking»

narniaMoleskine #55

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Conferenza a Narnia Fumetto: «Fumetto d’Autore perpetra vero e proprio stalking»

Prima ci invitano all’incontro sullo stato della critica on line e poi ci insultano senza farsi nemmeno scrupolo di tirare in ballo un reato che ha rovinato davvero la vita di molte persone.Vogliono la professionalità dai siti internet dedicati al fumetto ma quando organizzano gli incontri la profesionalità la lasciano a casa.

di Giorgio Messina

La misura comincia a essere abbastanza colma. Ormai l’accanimento contro Fumetto d’Autore da parte dei quattro amici al bar della Casta della Grande Amicizia travalica ogni buon senso possibile e ogni onestà intellettuale plausibile. Dopo le congiure del silenzio e le newsletter segrete, ci tocca assistere anche ai tentativi di processarci pubblicamente alle conferenze delle fiere da parte degli amici degli amici che forse vorrebbero così vendicare i presunti torti subiti dagli amici da parte di Fumetto d’Autore.

Mi riferisco alla conferenza sullo stato della critica on line del fumetto che si è svolta domenica 4 settembre a Narni nell’ambito di Narnia Fumetto 2011. All’incontro ha preso parte, su invito, anche il nostro Direttore Alessandro Bottero. Un incontro che sin da subito il moderatore e organizzatore dell’evento, lo sceneggiatore Alessandro Di Virgilio, ha cercato di trasformare in un tentativo goffo e grottesco di imbastire un processo dozzinale nei confronti di Fumetto d’Autore. Forse deluso dall’assenza dei rappresentati di Comicus e Mangaforever che non hanno accettatto il suo invito, Di Virgilio ha cercato in ogni modo di pilotare l’incontro e gli ospiti verso la sua tesi premeditata: l’informazione sui fumetti on line è “fanzinara”, ma il peggio del peggio siamo noi di Fumetto d’Autore.

Sentite come racconta l’incontro Di Virgilio in un commento sul forum di Comicus: «non ho potuto esimermi dal richiamare Bottero sul fatto che quello che aveva detto sulla serietà e sulla rigorosità nello svolgere il compito di condurre il lettore al di là della mera tavola disegnata e scritta fosse assolutamente condivisibile, ma che predicasse bene e razzolasse male, in quanto direttore responsabile di una testata giornalistica on-line che passa il tempo a perpetrare vero e proprio stalking nei confronti di autori e/o istituzioni legate al fumetto.»

Dire che un sito di informazione fa “stalking” di autori e/o istituzioni legate al fumetto non è solo stupido, ma è anche un'offesa per chi invece subisce e/o ha subito veramente lo stalking, che è un reato molto serio che ha rovinato la vita di tanti uomini e tante donne. E casomai Di Virgilio scriva e parli con il cervello disconnesso, va ricordato pure che c’è anche chi è stato assassinato dagli “stalker”. Ovviamente - e come sempre - motivazioni e dati che dimostrino (o quanto meno ci provino) la tesi dello “stalking” perpetrato da Fumetto d’Autore non ce ne sono. C’è solo un grottesco sciorinamento di cretineria acuta. Noi non perseguiamo nessuno. Scriviamo quello pensiamo a corredo dei dati che presentiamo, ce ne prendiamo le responsabilità e la cosa finisce lì.

Sarebbe troppo facile adesso liquidare le parole di Di Virgilio con l’adagio della libera informazione che viene negata, ma siccome lo “stalking” è un reato che, - come già detto, ma non è mai abbastanza - rovina la vita delle persone che lo devono subire, usarne il nome solo per dire un’ennesima "minchiata" sul conto di questo sito è un atto di meschineria infima, un’umanità che anche il Ragioniere Ugo Fantozzi definirebbe “merdaccia”. Per chi quindi sapesse cosa sia lo stalking, onde evitare che si dia aria alla bocca senza il cervello connesso, giova ricordare come Wikipedia definisce lo “Stalking”:

Stalking è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola e ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quello italiano la fattispecie è rubricata come atti persecutori (articolo 612 bis del Codice penale), riprendendo una delle diverse locuzioni con le quali è tradotto il termine stalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome del molestatore assillante.

La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti e intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persona.

I contesti in cui si manifesta:

nel 55% circa è nella relazione di coppia;

nel 25% circa è nel condominio;

nello 0,5% circa è nella famiglia (figli/fratelli/genitori);

nel 15% circa è nel posto di lavoro/scuola/università

L’incontro a Narni, a conti fatti, è stato un coacervo di allegre chiacchere in libertà tra amici - dove si è sentito sull'informaizone on line tutto e il contrario di tutto e anche qualche "minchiata" come già detto - che non vale nemmeno la pena né di confutare, né di riportare. Niente di male,. registriamo però che questo incontro è stato caratterizzato nei contenuti e nella conduzione da un vuoto pneumatico superiore alla media già bassa delle molte inutili conferenze che costellano la maggior parte delle fiere del fumetto. Sugli interventi di Andrea Mazzotta  (Nicola Pesce Editore), Alessio D'Uva (Double Shot) stendiamo un velo pietoso per incosistenza, annotando che il giusto palcoscenico per quello che si è sentito in certi frangenti dell'incontro era il bar del corso, se non addirittura il bar dello sport. L'intervento di Valerio Stivè (LoSpazioBianco) è stato invece l'unico contributo abbastanza equilibrato e in tema, anche se troppo timido e modesto, ma che nel contesto è comunque spiccato. Il nostro Direttore Bottero durante l’incontro ha ribadito invece quanto già aveva scritto nel suo editoriale a tema.

Appare quindi abbastanza inutile che Di Virgilio si lamenti del livello basso dell’informazione on line del fumetto, se per farlo offra un livello ancora più basso di organizzazione e moderazione di una conferenza sulla critica di settore. Già solo il fatto che a parlare della critica del fumetto on line vengano chiamati i rappresentanti dei due editori che hanno i peggiori uffici stampa di tutto il settore non prometteva niente di buono sul livello qualitativo della riuscita finale dell'incontro. Fare criticare la critica da chi ha difficoltà a rapportarsi con la critica stessa è quanto dire. In ultima analisi, poi, che l’incontro sia stato un flop di pubblico dimostra anche che alcuni argomenti funzionano on line ma non in una conferenza pubblica.

Se gli sceneggiatori si facessero gli sceneggiatori, invece di improvvisarsi organizzatori e moderatori di conferenze, il fumettomondo girerebbe un po’ meglio. Girerebbe ancora meglio se i direttori editoriali invece di parlare dell'attuale situazione della critica e dell'informazione su internet, si concentrasserò invece sul migliorare i propri uffici stampa, spesso da barzelletta, con addetti alla comunicazione che prima sfottono i siti in giro per il web e poi gli mandano i comunicati stampa con "preghiera di pubblicazione". Oppure con addetti stampa che mandano in giro comunicati a tutti per poi ricordarsi di ringraziare della pubblicazione avvenuta solo il sito amico. La professioanlità non è solo un valore da esigere ma anche da fornire. Ovvero - for dummies - se vuoi professionalità devi dare professionalità, altrimenti è inutile lamentarsi di chi non avrebbe la professioanlità che tu vorresti trovare ma non sei in grado di dare e garantire.

Infine, la responsabilità di quanto accaduto a Narni non è solo di Di Virgilio ma anche dell’organizzazione di Narnia Fumetto che affida le conferenze a chi invita gli ospiti solo per insultarli. Forse Francesco Settembre dovrebbe scegliere meglio i suoi collaboratori. Almeno l’eccellenza che vanta Narnia Fumetto non rimarrebbe solo lettera morta nei comunicati del suo ufficio stampa.

A proposito di questa edizione di Narnia Fumetto, nonostante la fiera umbra sia arrivata alla sua sesta edizione, continua ad avere una logistica a dir poco imbarazzante. Si è passati da una scomoda rocca medioevale ad una scomoda e calda chiesa sconsacrata in centro. I dichiarati 5000 visitatori sono poi indice che l’evento ha raggiunto ormai da un paio di anni il suo picco di crescita e non va oltre un bacino d’utenza ormai definito.

Ps: con la calma olimpica che lo contraddistingue, Bottero ha risposto a Di Virgilio: «Quando succederà ne potremo parlare».

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