Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L’etica degli autori di fumetti secondo Di Virgilio e Recchioni

nox-anteprima00di Giorgio Messina

Moleskine #44

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

L’etica degli autori di fumetti secondo Di Virgilio e Recchioni

Le opinioni sono come le palle. Ognuno ha le sue. E per il fumetto, la regola aurea del vecchio zio Clint Eastwood, non fa eccezione, anche se a volte le palle non bastano, perché per essere scritte nel marmo, le opinioni hanno anche bisogno di solide motivazioni, ancora meglio se suffragate dall’esperienza diretta e dalla cognizione di causa.

Il lettore, comunque, ha sempre ragione. Non solo perché è quello che paga, ovvero non solo perché è la base alimentare del mercato del fumetto(mondo), ma perché il lettore, qualunque sia il suo giudizio su un’opera a fumetti, rilascia sempre e comunque un’opinione di “pancia”, a cui non è richiesto alcun tecnicismo, ma solo una soggettiva sincerità. Insomma il parere del lettore non è misurato dal suo livello di alfabetizzazione del “medium” fumetto.

Le cose cambiano quando le opinioni provengono invece da addetti ai lavori, soprattutto da autori, sceneggiatori e disegnatori, che si esprimono sul lavoro di altri autori, cioè di altri “colleghi”. Spesso succede che lo spirito di buon vicinato sfoci nel trincerarsi degli autori  - che parlano di opere di altri autori - dietro il presunto parere rilasciato in qualità di “semplice” lettore, perché oltre a essere autori si rimane “anche” lettori. Ebbene, questa giustificazione sembra spesso avere il sapore di un simpatico artifizio retorico per coprire magari l’assenza della giusta dose di onestà intellettuale e di etica professionale per quanto riguarda il giudizio espresso sul lavoro altrui.

Il primo numero di N.O.X., la miniserie pubblicata dalla Star, ultima fatica autoriale di Alessandro Bottero, il direttore di Fumetto d’Autore, ci fornisce lo spunto di farci per il senso di etica professionale che esiste tra (alcuni) autori del fumetto.

Teatro della critica: il forum di Comicus.

Protagonisti della critica: il dinamico duo Roberto Recchioni e Alessandro Di Virgilio.

Subito fiato alle trombe di quest’ultimo, che il 20 maggio scrive a proposito di N.O.X.:

«Letto e... pollice verso. Il genere è vecchio e sorpassato e raccontato in modo vecchio e sorpassato.

La storia per nulla scorrevole. I dialoghi di una noia mortale. E poi quelle tavole letteralmente tapezzate di balloon... No, grazie.»

Prego. Sembra quasi l’esito di una prescrizione medica. Ricordando al lettore che non conosce N.O.X, che è una miniserie in sei numeri bimestrali di spionaggio internazionale con protagonista una squadra europea di agenti segreti al servizio della UE - sul solco della letteratura di genere come “Segretissimo” per capirci ancora meglio -, il Di Virgilio potrebbe spiegarci perché il genere è vecchio e sorpassato? Soprattutto potrebbe dirci il Di Virgilio che fumetto è esistito in edicola di genere simile sinora? A noi non sovviene. Ma non è difficile ipotizzare che potremmo avere avuto i neuroni (ovviamente quei pochi che ci sono rimasti funzionanti) troppo impegnati a leggere N.O.X. così da essere sufficientemente distratti per accorgerci della presenza in edicola di altra serie di tipo spystory, che si scoprirebbe essere genere vecchio e sorpassato.

Comunque il 9 giugno, il Di Virgilio torna a sentenziare su N.O.X così.:

«il fumetto è talmente didascalico e banale, da sembrare scritto da un esordiente. Una vera e propria presa in giro.»

E qui, nonostante questo secondo giudizio sia abbastanza “tranchant”,  da non lasciare apparentemente spazio a repliche, si dipanano invece diversi rivoli dubbiosi.

1) Quali sono i parametri per stabilire se un fumetto sembra scritto da un esordiente? Può spiegarcelo Di Virgilio e può parametrizzare in assoluto difetti e qualità di un fumetto scritto da un esordiente?

2) Non avendo mai pubblicato sinora Di Virgilio nel formato “bonelli(de)”, e NON avendo quindi a sua volta esordito cimentandosi nel fumetto “popolare” da edicola, formato quaderno a 96 pagine, come fa Di Virgilio a stabilire che un “collega” come Bottrero - con un esperienza superiore alla sua nel campo - scriva come un esordiente? Come dire che un pilota di Rally rimproveri ad un pilota di Formula 1 di guidare come un dilettante ma senza mai essere salito su una macchina da F1…

3) Il giudizio “una vera e propria presa in giro” presuppone anche una profonda critica all’editore del fumetto, cioè la Star Comics, e a tutta la sua filiera produttiva, compresa la supervisione editoriale. Di Virgilio, non avendo mai lavorato per la Star Comics, conosce il metodo lavorativo e produttivo dei “colleghi” della casa editrice perugina?

A questo punto, interviene anche Roberto Recchioni che di N.O.X.  prima dice:

«Io, tecnicamente, trovo NOX un fumetto molto acerbo, con alcuni errori tecnici evidenti e con un italiano che avrebbe necessitato di una maggiore cura editoriale e, soprattutto, è un fumetto che lascia trasparire una forte insicurezza da parte delle sceneggiatore (e, da qui, la tendenza a farcire tutte le vignette di tonnellate di testo).

Tutti difetti che potrei tranquillamente ascrivere pure a molte delle opere prime di tanti sceneggiatori che, con gli anni, sono maturati e diventati bravi (non è detto che sia questo il caso).»

E poi:

«Non lo sto dicendo per fare polemica e neanche con intenti offensivi ma, sostanzialmente, E' scritto da un esordiente.»

Bene, in altrettanta assenza di polemica, ci perdonerà Recchioni se usiamo quei pochi neuroni funzionanti per chiedergli se invece un esempio cristallino di fumetto scritto da autore scafato e senza insicurezze è forse l’ultimo numero di John Doe in edicola adesso, il numero 8 scritto da lui stesso, dove ci sono due sequenze di 10 e 11 pagine (totale 20) senza un dialogo. Pagine veloci che sono senza ombra di dubbio un “omaggio postmoderno” a Getta Robot di Nagai affrontato da una spada laser Jedi. Vogliamo anche parlare dell’ultima pagina del numero, quella metafumettistica, in cui compare lo stesso Recchioni che davanti alla sceneggiatura a video, dopo un'esplosione degna del migliore Akira, si chiede: “Cazzo... e adesso?”?

Chissà quante critiche sarebbero piovute sul povere esordiente che avesse “osato” fare qualcosa di simile cimentandosi per la prima volta con un bonelli(de). Mi immagino le parole di biasimo della claque: “ma chi ti credi di essere? Recchioni?”.

Vogliamo anche parlare dei 7 precedenti numeri, sempre di John Doe, leggendo i quali si ha l'impressione che l’obiettivo degli autori sembra essere quello di arrivare a pagina 96 tra una citazione e un omaggio (che non fa mai rima con plagio, è la postmodernità, baby…)?

A proposito della cura editoriale di N.O.X., anche qui, non avendo mai lavorato con Star Comics, i giudizi di Recchioni su cosa si basano? Forse su pareri “de relato” di altri colleghi?

Se non abbiamo, comunque, voglia di impegnare troppo i neuroni per rispondere a queste difficili domande, ma preservare le preziose cellule dell’intelletto solo per la lettura dei nostri amati fumetti, possiamo altresì dilettarci nel più semplice passatempo di ricicciare fuori le varie polemiche che sia con Recchioni, che con Di Virgilio, si sono intrattenute su questo sito, con protagonista (anche) Bottero.

I due autori non hanno mai fatto mistero di non apprezzare particolarmente le opinioni di Bottero espresse su questo sito.

Magari dal giochino della memoria proposto poco sopra salta fuori quale sia effettivamente il senso etico che c’è tra (alcuni) colleghi del fumetto. Perché quando leggi certi giudizi, e poi vedi come lavorano a loro volta i giudicanti nel settore, qualche dubbio rischia di venire sulla genuinità delle critiche altrui.

A meno che, ovviamente, non si hanno i neuroni troppo impegnati a leggere N.O.X. come è capitato a noi. Succede. E non lo diciamo per fare polemica o con intenti offensivi. In fondo anche il vecchio zio Clint Eastwood converrà che pure i neuroni sono come le palle. Ognuno ha i suoi.

Ps: apprendo dal suo blog che la Rockstar del fumetto italiano ha dei seri problemi di salute che lo affliggono da anni e che gli hanno causato una pericolosa ricaduta in questi giorni. Gli faccio i miei più sinceri auguri di una pronta e completa guarigione.Il fumettomondo, e questa rubrica, hanno ancora bisogno di lui.

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