Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Golden Age for dummies + botta e risposta con G.Nigro/Harry Dice

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Moleskine #29

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore. senza corsivo e "for dummies"..

Golden Age for dummies

In fondo all'articolo: ci scrive Guglielmo Nigro/Harry dice e noi rispondiamo.

di Giorgio Messina

Confesso di provare molta simpatia per Sergio L. Duma e Guglielmo Nigro, quest’ultimo, poi, è uno dei miei preferiti, soprattutto quando indossa la maschera di Harry Dice, che è la summa della vuota “fighetteria” di una certa critica on line. Questa simpatia è sincera e non potrebbe essere altrimenti visto come i due sedicenti critici, nel tentativo - molto “ignorante”, come vedremo - di stroncare preventivamente le iniziative editoriali dedicate alla Golden Age promosse da Bottero Edizioni e Cagliostro E-Press,riescano invece a palesare tutta la loro incompetenza sulla storia del fumetto americano dagli anni ’30 agli anni ‘50. Niente di grave, si dirà, ma come è tradizione di questa rubrica, certe cose vanno dette e sottolineate.

Merita, poi, una menzione particolare a parte, il fatto che sempre i due pennaioli di cui sopra, utilizzino entrambi lo stesso metodo “critico” molto “snob” secondo il quale stroncano sì, ma senza mai nominare chi viene stroncato. Ma procediamo con ordine. Sergio L. Duma si occupa della faccenda Golden Age su Mangaforever, con questo articolo nella sua rubrica “Comics World”. Guglielmo Nigro, indossando la maschera di Harry Naybors, invece se ne occupa sul blog di Harry Dice con questo post.

Scrive Sergio L. Duma nel suo articolo: «Di colpo Kirby sembra tornato di moda. Non so stabilire, sinceramente, se tali proposte siano il tentativo di attirare l’attenzione nei confronti di un autore ingiustamente trascurato; oppure se abbiano solo lo scopo di spillare soldi all’appassionato che ricorda con affetto certe storie lette da ragazzino. Non trovandomi nella testa degli editori, non mi sforzo di trovare una spiegazione».

Non è una barzelletta, questo è proprio il livello di una certa critica on line secondo la quale pubblicare un volume dedicato a storie inedite di Jack “The King” Kirby corrisponda a “spillare soldi”. Seguendo lo stesso metro di giudizio “tranchant” si potrebbe concludere che ogni editore al mondo, con ogni volume che pubblica, cerca di “spillare soldi” al malcapitato lettore. Ma probabilmente, Duma, preso dal suo furor critico, non si è ben reso conto della “gaffe” critica che ha vergato nero su bianco. Mancherebbe solo “piove, editore ladro” per completare la goffa tesi critica sugli editori “spillasoldi”. Ma andiamo avanti, chè il meglio del pensiero “made in Duma” dedicato alla produzione di Jack Kirby durante la Golden Age deve ancora arrivare.

Scrive sempre il nostro: «Per ciò che concerne gli anni quaranta/cinquanta, quindi, il libro della Bao (Il Meglio di Simon e Kirby – Bao Publising – ndr) è sufficiente per farsi un’idea delle doti narrative e grafiche del Jack degli inizi. Poi ci si deve concentrare sull’era Marvel, che in fondo ha dato fama imperitura al Re».

E qui Duma dimostra di non conoscere affatto ciò di cui disquisisce. Il citato volume pubblicato dalla Bao presenta nel complesso, oltre al Capitan America dell’Atlas (la versione antelitteram della Marvel), una selezione delle storie che Kirby, insieme a Simon, aveva prodotto sotto il marchio della “Mainline”, la casa editrice di proprietà degli stessi Kirby e Simon che però non ebbe lunga vita negli anni '50. La considerazione, poi, che Kirby trovò la sua fama imperitura con i comics realizzati alla Marvel dagli anni ’60 in poi, è altro esempio probante di come gran parte dell’ultima generazione di critici non conosca la Golden Age, se non per qualche leggenda metropolitana. Jack Kirby negli anni ’40 aveva creato, insieme a Simon, il genere “romance”, che all’epoca vendeva milioni di copie e negli anni ’50 era già diventato una delle firme più richieste dalla miriade di editori medio-piccoli (che significava vendere centinaia di migliaia di copie) e grandi (milioni di copie) che affollavano le edicole americane con fumetti di tutti i generi. E Kirby fu attivissimo (anche come sperimentatore) sfornando storie di tutti i generi possibili, dalla fantascienza, alla guerra, al romance appunto, sino ai supereroi in calzamaglia, che rappresentano solo una fetta (e nemmeno la più rilevante) del materiale prodotto in quei venti anni di età dell’oro amricana dei comics. Quando Kirby arriva alla Marvel negli anni ’60 e inizia a lavorare con Stan Lee, nel comicdom americano è già “The King”, perché negli anni di onorata carriera che ha già alle spalle è diventato una delle firme più famose del panorama fumettestico a stelle e strisce. Non è un caso che Kirby sia uno dei pochi talenti della Golden Age che riuscirono a sopravvivere alla crisi (indotta dalla politica) del fumetto.

Scrive ancora Duma: «L’altro momento significativo della carriera di Jack è costituito dalla produzione DC dei seventies. (…) E un suo serial DC fondamentale, benché all’epoca considerato minore, è Kamandi, già disponibile nel catalogo dell’editore spagnolo (Planeta – ndr). Le vicissitudini dell’ultimo ragazzo della terra sono ancora oggi godibili e, in questo caso, noterete l’evoluzione dello stile di Jack, più dettagliato e stilizzato». Peccato che Duma ignori che la storia che ispirò Kirby per creare successivamente Kamandi sia una storia dello stesso “The King” uscita nel 1957 su Alarming Tales numero 2 (Harvey Comics) e intitolata “The Last Enemy”. Ma qui Duma ha qualche attenuante a sua scusante, perché la scoperta filologica di questa storia ispiratrice di Kamandi è stata fatta in tempi recentementissimi di Alessandro Bottero, e la storia in questione si trova nel volume “Jack Kirby Sci-Fi Golden Age Collection” pubblicato da Cagliostro E-Press. Cade dunque qualsiasi tentativo insulso di accusare di “spillare soldi”, ma anzi, va sottolineato quanto una certa "critica" avesse il dovere di documentarsi e sottolineare quanto quello di Cagliostro E-Press è un volume che apporta un contributo significativo alla filologia mondiale dedicata a Jack Kirby, mettendo su carta una scoperta filologica che non è mai stata menzionata nemmeno nei numeri della rivista “Jack Kirby’s Collector”, sinora massima autorità  in termini cronofilologici di “The King”. E il volume di Bottero Edizioni sarà un altro ulteriore e importante recupero dell'opera inedita di Jack Kirby.

Passiamo ora a Guglielmo Nigro/Harry Dice. Dice Harry Dice: «Si dice che più di un editore voglia proporre materiale datato, libero da diritti. Non è un prodotto semplice da vendere, oggi come oggi. Ha un potenziale di interesse per il lettore piuttosto basso, per almeno due ragioni: essendo libero da diritti e reperibile abbastanza facilmente in rete, chiunque può procurarselo senza spendere soldi; il materiale è davvero datato e, in alcuni casi, ha risentito mortalmente del tempo trascorso».

La tesi del lettore non interessato ad un volume se tratto da materiale che è anche reperibile gratuitamente in rete è un'altra manifestazione “snob”  di una certa critica on line. I file non si possono "collezionare" o mettere in libreria, e il rapporto “materico” del lettore del fumetto con il libro travalica qualsiasi disponibilità gratuita sul web proprio perché la rete è di bit e byte e non di carta e inchiostro.

Continua Harry/Nigro: «Ora, se hai questo proposito, devi confezionarlo in modo da riuscire a renderlo un prodotto unico, accattivante, un pezzo da collezione.

Un esempio riuscito? Guarda il lavoro fatto da Paul Karasik con l'opera ritrovata di quello strano fumettista che è stato Fletcher Hanks. La pubblicazione di Karasik per Fantagraphics ha vinto anche alcuni premi negli States, sia per l'importanza del ritrovamento storico, sia per la qualità dell'edizione. Ebbene, Karasik è riuscito a fare due libri in perfetto equilibrio tra cura filologica e prodotto pop, valorizzando al massimo quel materiale.»

A questo punto della narrazione di Harry dice mi rivolgo direttametne a te, Guglielmo Nigro/Harry dice (cavolate), perchè forse con la maschera di Harry davanti agli occhi non hai messo bene a fuoco che gli editori non fanno i volumi per vincere premi ma per creare qualcosa che prima non c’era sul mercato, anche se di nicchia. Permettimi poi di dubitare che se non ci fosse stato Paul Karasik in mezzo all’operazione Fantagraphics, tu nemmeno lo avresti mai saputo chi era Fletcher Hanks. Prova ne è il fatto che la storia delle ristampe della Golden Age negli USA è lunga parecchi lustri ed è di molto precedente ai volumi della Fantagraphics, che ne sono solo l'ultima punta (fighetta) dell’iceberg. Facciamo  dunque un rapido excursus su queste ristampe, per capire, a livello mondiale, in che filone si inseriscono i progetti di recupero della Golden Age di Bottero Edizioni e Cagliostro E-press.

Possiamo suddividere il campo ristampe Golden Age in due grosse tipologie:

A - Ristampe a colori su volumi di ultra lusso

B - Ristampe in brossura e spillati

A – sono i Marvel Masterworks (che però partono solo dal 1961, tranne un unico volume pre-super eroi contente racconti brevi di mostri), e i DC Archives. A questi sono aggiunti negli ultimi 4-5 anni alcuni volumi della Dark Horse (Green Lama, ma anche Magnus e Solar dell’epoca Golden Key, ossia anni ’50, e alcuni volumi in bianco e nero formato “elenco del telefono”, di alcuni personaggi umoristici dell’Harvey e di Creepy) e della Fantagraphics (Fletcher Hanks 1 & 2, ed alcuni volumi sui primi super eroi degli anni ’40)

B- nel secondo filone troviamo la casa editrice Pure Imagination di Greg Theakston, che saltuariamente dal 1982, e con continuità dai primi anni ’90, pubblica volumi in BIANCO E NERO, che ristampano opere di pubblico dominio.

Sempre dagli anni ’90 è attiva la AC Comics, che prima sotto il nome di Paragon Press, e poi come AC Comics ha pubblicato oltre un centinaio di albi spillati che hanno presentato storie di pubblico dominio, soprattutto super eroi, western, e Jungle girl. Quasi tutti questi albi sono in bianco e nero, con tavole ricavate usando proprio le scansioni degli originali. Le collane della AC Comics sono molte. Tra le tante citiamo: GOLDEN AGE TREASURY GOLDEN AGE SPOTLIGHT; MEN OF MYSTERY; AMERICA'S GREATEST COMICS; GOLDEN AGE GREATS; GOOD GIRL ART QUARTERLY; JUNGLE GIRLS; BEST OF THE WES; BLACK PHANTOM.

Il fenomeno dell’utilizzo degli albi di pubblico dominio per ristampare storie del’epoca Golden Age, quindi, esiste da oltre vent’anni in America, ed in gran parte si è sviluppato secondo la modalità “ristampa in bianco e nero, usando le scansioni degli albi originali”. Anche la casa editrice inglese Robinson, nei suoi “mammouth” utilizza lo stesso canone per (ri)presentare materiale di diversi generi provenienti dalla Golden Age americana.

Alla luce di ciò, pensare che l’unico modo di presentare le storie della Golden Age sia quello usato dalla Fantagraphics per Fletcher Hanks, la dice lunga su quanto effettivamente Nigro/Harry conosca della Golden Age.

Ma, pur nella sua scarsa conoscenza della materia, Nigro/Harry si permette anche la presunzione di dare consigli. Conclude infatti il suo intervento "critico" così: «In Italia, invece, sembra si voglia valorizzarlo (?!) con fotocopia tradotta a fronte e prezzi di copertina non certo ridotti. Questo non è un giudizio preventivo, ma un suggerimento. Ripensarci è possibile. Pena un clamoroso buco nell'acqua».

Se Nigro vedesse la resa di stampa dei volumi citati (dalla AC Comics alla Robinson), scoprirebbe che la qualità da “fotocopia” che attribuisce ai volumi Cagliostro E-Press e Bottero Edizioni (che non ha nemmeno visto stampato, ma son dettagli...), è nettamente superiore ad altre operazioni dello stesso tipo. Poi vorrei tranquillizzare Nigro. Nessun ripensamento. “Jack Kirby Sci-Fi Golden Age Collection”  (QUI l'anteprima) tra ordini in fumetteria e abbonamenti ha raggiunto già le 200 copie ordinate, che con i tempi che corrono, per un piccolo editore e per il tipo di volume e per il pubblico a cui si rivolge, sono un risultato più che ragguardevole. E ancora dobbbiamo vedere come accoglierà l'operazione Golden Age il pubblico delle pincipali fiere italiane di settore.

Quindi se c’è un buco nell’acqua è solo l’incompetenza critica di Nigro/Harry che però può consolarsi visto che è in buona compagnia. Può andare tranquillamente a braccetto con Duma.

Lunga vita a Jack Kirby che ha ancora tante storie da farci scoprire e non saranno certo un paio di incompetenti, sedicenti "critici" a non farcele leggere.

Buona lettura a tutti, quindi, anche a Nigro e Duma. A questi ultimi anche il mio personale invito aggiuntivo a documentarsi meglio la prossima volta che vogliono fare stroncature preventive. La mia simpatia per loro, comunque, è a prescindere. Anzi è preventiva.

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Anche Guglielmo Nigro/Harry Dice, scambia questa rubrica per un blog e affida la sua risposta a questo articolo ai commenti. Siamo magnanimi e non infieriamo ulteriormente (lo farà verso se stesso il medesimo Nigro a breve) e pubblichiamo di seguito la sua risposta come se ce l'avesse mandata via mail.

sarò molto sintentico.
simpatia o antipatia a prescindere, che qui non siamo a scuola, caro messina... evidenzio solo che la mia perplessità non è in merito all'utilizzo di fotocopie come nei casi citati nel tuo articolo, bensì al fatto di accoppiare alla pagina originale una seconda pagina fotocopiata in bianco e nero con la traduzione in italiano. questo è chiaro a chiunque legga con attenzione e intelligenza il mio articolo.
inutile aggiungere che conosco la maggior parte delle pubblicazioni sopra citate e che ho le mie preferenze. ma non mi risulta che nessuna delle pubblicazioni sopra citate abbia il doppio delle pagine o la metà del contenuto (fate voi il conto) per presentare accanto una fotocopia identica con la traduzione, come si può facilmente osservare dall'anteprima da te postata.

gli ordini del volume sono buoni? felice per voi di sbagliarmi.
come il solito, ogni tuo articolo, fatte le debite precisazioni, si commenta da solo.
harry

Caro Guglielmo Nigro/Harry,

hai ragione, non siamo a scuola e  infatti gli adulti si firmano nome e cognome, quello all'anagrafe, e non con il nome di una maschera. Sembra poi che indossare questa maschera di Harry purtroppo, caro Guglielmo, causi qualche interferenza alla tua capacità di comprensione delle informazioni disponibili.

Io non ho MAI parlato di utilizzo di "fotocopie" per quanto riguarda le pubblicazioni da me citate, e non ho MAI detto che le nostre pubblicazioni dedicate alla Golden Age accoppiano alla "pagina originale una seconda pagina fotocopiata in bianco e nero con la traduzione in italiano", come tu sostieni. I volumi Golden Age della Cagliostro E-Press e di Bottero Edizioni, come comunicato anche attraverso i cataloghi, e come visibile nell'anteprima on line, avranno una pagina a colori con i dialoghi originali e a fronte la stessa pagina STAMPATA (non "fotocopiata") in bianco e nero con la traduzione in italiano. Ovviamente entrambe le pagine sono frutto di un'opera di restauro. Quindi la tua "critica" si basa su una informazione errata e arbitraria.

Non ti piace il modo con cui presentiamo il lavoro affiacando le pagine, perchè non lo hai mai visto prima? Va benissimo. Come lettore hai tutta la libertà di non comprare ciò che pensi possa non piacerti. Noi come editori abbiamo tutta la libertà di proporre la formula editoriale che più ci convince. Come (pseudo)critico invece avresti (in teoria) il dovere di parlare quando hai fisicamente il libro tra le mani. Parlare di "fotocopie" senza avere visto effettivamente i volumi, rende chiaro invece lo stato di fatto di una certa critica "snobettina" del fumetto italiano, di cui la maschera di Harry è sempre più il simbolo.

Se poi con "fotocopia" volevi definire in modo dispregiativo la stampa digitale che tra i primi, nel mondo del fumetto. la Cagliostro E-Press ha iniziato a usare cinque anni fa arrivando oggi a risultati di eccellenza, allora - casomai la maschera da te indossata ti impedisse di accorgertene - ti informo che di "fotocopie" nel mondo del fumetto, ad oggi, ne girano sempre di più. Sapessi quanti editori ricorrono sempre di più alla stampa digitale in questi tempi (difficili per tutti).

Spero, infine, ti farà piacere sapere che gli addetti ai lavori, distributori e lettori che a Mantova Comics & Games hanno potuto visionare il primo volume di Kirby, ci hanno tutti espresso vivi complimenti per il risultato finale ottenuto.

Come al solito, comunque, la tua risposta conferma la tua incompetenza (in questo caso preventiva), ma sappi che verso questa tua incompetenza ribadisco la mia incondizionata e preventiva simpatia, perchè sinceramente i tuoi sfoggi da "dummies" mi divertono molto. E ancor di più mi diverte smontare le tue tesi insulse.

Alla prossima di Harry dice (cavolate) e speriamo che sia presto. Se no, io su questa rubrica di che parlo?

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