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L'Intervista » Editoriale Cosmo: la vita, l’universo, i cavalier e l’arme
di Alessandro Bottero
Ebbene sì, ogni tanto appare qualche faccia nuova, e la cosa è un bene. C'è gente in giro da oltre vent’anni tra i prodi editori a fumetti, personcine che sono passate da editor a MegaSuperUltraCavalierCommendator Editore con il MegaFatturato che devi rispettare se no ti distrugge, o da semplice lettore che scassava la BEEEP alle mostre e che ora magari è un probo e rispettato editor o editore. Facce conosciute, facce viste quando non erano nessuno, e che quando le vedi che si credono chissachì ti viene da ridere e pensi “E adesso questo fa il grandioso? Meno male che nessuno si ricorda quando puzzava di latte…”. Ma come dicevo per fortuna ogni tanto arrivano facce nuove, pazzi scatenati che decidono di buttarsi nell’avventura dell’editoria a fumetti. Nel 2012 ne sono arrivati altri. Parlo dell’Editoriale Cosmo, che piano piano, zitta zitta, si è ritagliata uno spazio nelle edicole e nelle fumetterie. L’Editoriale Cosmo da alle stampe quasi esclusivamente fumetti pubblicati originariamente in francese, in versione formato bonellide e in bianco e nero per il mercato italiano. Solo un titolo finora è stato a colori. E la loro sopravvivenza fino ad ora (diciamoci le cose come stanno) tra gli addetti ai lavori ha suscitato più di uno stupore, in un momento dove pare che le vendite nelle edicole siano in contrazione continua. E a questo punto ci siamo detti “proviamo a chamarli e a proporgli un’intervista. Al massimo ci diranno no. Mica vengono a Roma col cric per menarci”. Detto fatto, richiesta di intervista, risposta cortesissima e positiva, e nel giro di qualche giorno la cosa si realizza. Ecco quindi a voi l’intervista all’Editoriale Cosmo, dove non si parlerà di come conquistare le cosplayer alle mostre mercato, ma più prosaicamente si parlerà di loro, di cosa hanno fatto, di cosa non hanno fatto, e di cosa faranno in futuro.

Sono circa due anni che in edicola è presente la realtà dell’Editoriale Cosmo, casa editrice che in certo senso ha raccolto l’eredità della GP publishing nel campo dei fumetti francesi in formato bonellide. Un bilancio di questi primi due anni di vita?
In realtà la nostra attività editoriale e' iniziata nell'Ottobre 2012, quindi compiamo non due anni, ma appena 1 anno e 3 mesi di vita. Può essere benissimo che questo piccolo lapsus dimostri che in qualche modo siamo riusciti a lasciare un segno nel variegato mondo dell'editoria a fumetti nostrana e questo e' sicuramente un sintomo positivo. Parliamo di sintomi e non di bilanci, perché un anno e' davvero un po' troppo poco per dare una traccia di effettiva leggibilità.
È però innegabile una continuità ideale tra la GP Publishing e la Cosmo, anche solo a livello di progetto editoriale e di mercato di riferimento (francese). È solo un caso o c’è un rapporto tra gli ex della GP Publishing e Cosmo?
Esiste un rapporto con GP Publishing nella misura in cui il nostro Art Director e frontman MAURO CORRADINI era anche il curatore delle edizioni in formato Bonelli per la vecchia gestione GP e ha realizzato anche i due libri pubblicati da GP/Edizioni BD. La sua esperienza sul campo e' stata evidentemente decisiva nelle scelte di Cosmo. Siamo due editori diversi, ma non neghiamo questa continuità editoriale di cui parli dal momento che Mauro ne e' stato assoluto protagonista dal giorno uno.
Qual è la serie che vi ha dato più soddisfazioni? E quella che è stata al di sotto delle aspettative?
In termini numerici, Lester Cockney e Voyager sono le serie che ci hanno dato più soddisfazioni. In termini qualitativi e' difficile per noi dare una risposta non emotiva. La serie che - sempre numericamente - ci ha dato meno soddisfazioni e' Masquerouge. Ma siamo stati comunque molto contenti di averla proposta.
Accanto all’Aurea siete una casa editrice che realizza delle raccolte delle vostre serie, riproponendo in edicola le miniserie uscite ad albo singolo. A livelli di risultati, vendite e incassi, queste raccolte quanto incidono? Sono un qual cosina che fa sempre comodo, o una parte importante ed ineliminabile del ciclo vitale dei prodotti Cosmo in edicola?
Per noi non hanno inciso per niente. Motivo? Le abbiamo fatte troppo a ridosso dell'uscita degli albi standard. Per questo motivo se continueremo a farle (esattamente come fa Aurea e SBE) sara' quando avremo guadagnato molta distanza dalla "prima edizione".
Ho notato anche che in alcuni casi, (Bouncer, Millennium, Il Decalogo) a volte variate il formato, passando da albi a 100 pagine ad albi più corposi. Perché? È solo un modo per velocizzare le uscite e non portare avanti progetti troppo a lungo col rischio di stancare i lettori, o ci sono altri motivi?
No, in realta' c'e' una spiegazione per ogni serie. Bouncer e' diviso in tre parti perché sono strutturate così le storie. Millennium e' stato fatto in due puntate su richiesta del proprietario dei diritti. Il Decalogo doveva essere in 5 parti, ma abbiamo preferito concludere prima per motivi commerciali, anche legati all'uscita di SNOW PIERCER a febbraio. uscita per noi molto importante.
In un mercato dove i numeri sono sempre più ridotti, e dove il range di vendita di prodotti come questi varia dalle 10.000 circa alle 3.000 scarse, come è possibile pareggiare i conti e addirittura realizzare guadagni, visto che i costi sono altissimi?
Prescindendo dal fatto che non sempre e' possibile, noi siamo una struttura organizzata che si e' appoggiata su una struttura commerciale e logistica già esistente. E al tempo stesso abbiamo costi di struttura piuttosto leggeri. I guadagni sono una questione di relatività...
Ovvio. Quello che è una perdita per un editore può essere un leggero guadagno per un altro, se i costi del secondo sono minori. Ma rimane il fatto che al di sotto di un certo risultato l’edicola è una macchina assassina che ingoia soldi come un pozzo senza fondo. Com’è la situazione della Cosmo? Tranquilla, florida, o ancora in fase di ammortamento dell’investimento iniziale?
La terza che hai detto :) Per noi poco più di un anno di vita e' un po' poco per valutare l'investimento complessivo. quindi andiamo avanti.
Con Wanted vi siete avventurati nel campo del colore, con un formato che forse è più adatto alle opere originali. Vedremo altri progetti simili nel 2014?
Ci stiamo pensando. Non e' un passo semplice. Sicuramente proporremo a colori e in formato "album" il primo numero di JONATHAN CARTLAND che era rimasto inedito.
Questo però non crea problemi con chi ha il resto dei volumi di Cartland in formato bonellide in bianco e nero? Non è una scelta che penalizza il collezionista?
Può essere, ma non e' "colpa" nostra se il precedente editorie ha saltato questa avventura, no? Noi offriamo un'opportunità' e una storia bella nel formato che riteniamo adatto, per il resto ci spiace.
Ho letto che inizierete ad entrare nel campo delle librerie, specializzate e non, con una serie di volumi di prestigio. Iniziate con un fumetto eccezionale, uno dei massimi capolavori della storia del fumetto, ossia Flash Gordon di Alex Raymond. La cosa è encomiabile. Ma quante speranze ha un volume del genere di sopravvivere in un mercato dove la brama di novità spesso rende ciechi ai gioielli del passato?
Ai posteri l'ardua sentenza :) Anche in questo caso tutto e' relativo, quindi per noi la realizzazione di questa opera può avere un valore strategico piuttosto che economico. D'altronde l'impegno e' limitato a tre libri che presenteremo nel 2014, quindi i rischi commerciali ci sono ma sono relativi. Comunque sia ce la metteremo tutta per fare un lavoro adeguato all'opera e alle giuste aspettative dei lettori.
Personalmente auguro tutto il bene possibile per Flash Gordon. Ma a parte questa iniziativa, che altre novità ci sono per il 2014? Ovviamente quelle di cui si può parlare. Altre serie francesi? Incursioni nel mercato americano?
Grazie. Nel 2014, per quel poco che possiamo dire, abbiamo intenzione di mantenere stabile il piano editoriale e consolidarci come editore. Abbiamo acquisito SNOW PIERCER,un fumetto di fantascienza davvero bello che ha una riduzione cinematografica importante. Uscirà a febbraio, mentre il film e' previsto per marzo. Abbiamo iniziato MALEFOSSE che e' un impegno notevole per noi e dobbiamo proseguire (e finire) I PIONIERI DEL NUOVO MONDO (che e' una serie molto lunga). A febbraio saremo in grado - forse - di fare qualche annuncio.
Ho visto che ristamperete Battaglia di Recchioni e Leomacs. Perché? È un modo per sfruttare il nome di Roberto Recchioni, visto che è innegabilmente il suo momento o siamo di fronte a un progetto di recupero di storie italiane pubblicate negli ultimi vent’anni e ormai fuori catalogo? Ci sono altri titoli in progetto oltre Battaglia?
In realta' ci piaceva molto la storia (anzi, le due storie) e pensavamo fosse sensato riproporla in pocket economico (quella e un'altra che si chiama Garrett). E' presto per parlare di strategie onestamente, continuiamo nella politica del step by step.
Non siete stati presenti a nessuna delle manifestazioni del settore, o perlomeno nel 2013 non vi ho visto né a Napoli, né a Roma, né a Catania, né tantomeno a Lucca. È una scelta strategica, o solo contingente?
Contingente, sicuramente. Il numero di pubblicazioni proposte nel 2013 era insufficiente per poter pensare di pareggiare i costi. Poche collane disponibili, bassi prezzi di copertina, scarsa popolarità. Abbiamo preferito insistere sul programma editoriale e rafforzare così la nostra immagine. Una mostra mercato pero' l'abbiamo fatta: quella organizzata da ANAFI a Reggio Emilia, fine 2013 dove eravamo presenti con stand e abbiamo incontrato i lettori.
E le reazioni?
Mauro Corradini ha incontrato i lettori e assimilato i vari complimenti e le - inevitabili - critiche. Ne faremo tesoro. Esperienza sicuramente utile.
Chi è l’Editoriale Cosmo? All’inizio avete scelto una sorta di anonimato, ponendo in primo piano il nome Cosmonauti, come alter ego collettivo della società. Ma chi sono i nomi e volti che compongono l’Editoriale Cosmo? Professionisti reduci da altre esperienze, o focosi appassionati alla prima battaglia nell’agone editoriale?
Cosmonauti e' un nostro gioco, ci diverte e ci serve per dare un nome collettivo alla redazione. D'altronde i nostri commerciali - ovvero coloro che si interfacciano settimanalmente con distributori (anche quelli da fumetteria), negozi (anche fumetterie) e fornitori - si firmano con nome e cognome e non necessariamente sono appassionati di fumetti. Io stesso (Mario) mi firmo con nome e cognome se contattato da testate giornalistiche come la vostra. Il nostro art director Mauro Corradini, proprietario di Vincent Studio ed editore di Vincent Books, e' un nome piuttosto conosciuto nell'ambiente. Emanuele Rastelli e' popolarissimo fra gli appassionati di D&D e di giochi di carte. I nomi dei traduttori li inseriamo a meno che (come succede) non ci venga chiesto esplicitamente di non farlo. Quindi siamo un mix di figure conosciute e perfetti sconosciuti.
È interessante cosa hai detto. Ci sono traduttori che chiedono esplicitamente non essere citati nelle gerenze e nei crediti, risultando così anonimi? Perché una cosa del genere? Di solito c’è sempre grande premura di veder riconosciuto ed accreditato il proprio lavoro, anche solo a livello di curriculum personale. Perché invece nel caso del lavoro con voi si preferisce l’anonimato. In oltre vent’anni di carriera una del genere l’ho vista solo quando un traduttore lavorava in modo massiccio con un editore, e non voleva che il suo nome apparisse sugli albi di un altro editore concorrente per cui lavorava. Siamo ancora a questi livelli?
Niente di così torbido onestamente. Molto semplicemente non credo gli interessi molto apparire. E' una scelta caratteriale, tutto qua. Chiunque altro e' accreditato, da Mauro Giordani quando scrive un articoli, a Mauro stesso quando traduce direttamente a tutti gli altri collaboratori (e ce ne sono diversi) che attualmente stanno lavorando a questa o quella pubblicazione. Non ci interessa fare i misteriosi, altrimenti useremmo degli pseudonimi e nessuno si accorgerebbe di nulla, no?







