Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Antonio Mannoni: il progetto editoriale di una piccola leggenda

legend01di Alessandro Bottero
In questi giorni potete trovare in edicola è il secondo numero di Legend! Fumetto d'Autore vi propone una lunghissima intervista esclusiva con Antonio Mannoni, uno dei creatori della rivista in formato bonellide e sceneggiatore del fumetto Radairk che trovate serializzata all'interno dell'albo bimestrale.

Fd'A - Perché tutto questo? Ve l'ha ordinato il dottore di rischiare fior di euri nelle edicole?

Antonio Mannoni: Il progetto era nato fin dall'inizio per essere accompagnato da un magazine in edicola. Volevamo semplicemente avvicinare quanto più pubblico possibile al prodotto e l'edicola è il canale di distribuzione ideale.

Chi siete? Da dove venite? Cosa volete?
Siamo una banda di sognatori, un gruppo di lavoro che si fa il mazzo (come tutti) e che vuole trovare compagni di  viaggio per questa fantastica avventura appena iniziata.

Se non ricordo male a Torino Comics di  qualche anno fa', vidi un volume cartonato a 6 euro, che si chiamava Radairk. Legend! è l'evoluzione di quel progetto?

La parte del fumetto, compresi gli approfondimenti testuali, si. Una "corretta" pronuncia di Radairk sarebbe in realtà Raiark, e il suo significato, "Visione", già pone in chiaro molti elementi relativi al discorso.).

Chi sono gli autori di Legend!? come sono arrivati fino a voi?

Se ti riferisci agli articoli, si tratta di colleghi, giornalisti, conoscenti che condividono una passione per un certo tipo di argomento, che spesso non trova spazio sufficiente su altre riviste o media similari.


Perché, da lettore, dovrei dare fiducia a Legend? Qual è l'elemento che lo caratterizza, rispetto a tutte le altre pubblicazioni?

Un'identità precisa, insieme ad un progetto dalla natura particolare, la quale mi auguro e spero che venga percepita.

Chi è Antonio Mannoni?

Come chiunque si metta in testa di fare qualcosa di simile, un folle. Che magari in precedenza ha avuto esperienze "importanti" di operatore video, montatore, anche animatore relativamente a spot pubblicitari, e che ha prestato opera per editing e realizzazioni specifiche per vari altri editori, ad esempio Comic Art, Play Press, etc.

Perché l'uscita di Legend! è stata accolta con lazzi, frizzi, e battute grossolane sui vari forum? Siete antipatici?

La cosa interessante è che a dire il vero, non ho avuto personalmente a che fare con nessuno dei diretti interessati, propendo per un karma carico di una certa negatività.

Non nascondiamoci dietro a una foglia di fico, la questione Sunset pesa ancora molto, nella percezione che si ha di questa nuova realtà. Cosa è successo con la Sunset?

Quando in un matrimonio non si va d'accordo è meglio divorziare, per il bene di tutti... Semplicemente, è stata presa una strada che ci ha  consentito di andare finalmente in edicola. Direi che quindi alla fine la scelta e' stata quella giusta.

Infinito: affrontiamo le cose senza paura. Ci sono voci molto diffuse in rete, che questa identità fittizia di un blogger che ha parlato senza  freni per mesi e mesi, sia legata alle stesse persone che formano la vostra casa editrice. Per essere più chiari, Infinito sarebbe stata una identità collettiva, dietro cui si sarebbero "nascoste", alcune delle persone che lavorano con voi. Ora, fermo restando che a me personalmente di Infinito e affini poco importa, un giornalismo serio approfitta delle occasioni per chiarire le cose, anche a rischio di fare domande scomode agli intervistati. Per cui, dimmi..Infinito eri tu? E se sì, cosa voleva significare "l'esperimento sociale Infinito".


Sono spiacente ma non sono io ed ho seguito la cosa sulla rete davvero di sfuggita. Inoltre, e chi mi conosce lo può ben dire, modi e argomenti adoperati in passato, sono totalmente estranei al mio modo di fare o di rapportarmi con gli altri.

Veniamo a Legend. Parlaci della politica distributiva, se possibile. Cosa significa andare in edicola? Tirature? Punti di pareggio?

Sempre ovviamente dal mio punto di vista, per me significa responsabilità, tanto che a volte inizio a chiedermi "ma chi me l'ha fatto fare", ma mi interrompo sempre prima di finire la frase perchè E' realmente qualcosa che ho sempre avuto intenzione di fare. Poi, non so se passerà la base dell'iniziativa editoriale, che è quella di dare spazio nella rivista anche e soprattutto a personaggi "nati" nella comunità online, vedremo con il prosieguo. Quello, per me, sarebbe il raggiungere un obiettivo personale preciso. Per le tirature e i punti di pareggio (chiunque abbia a che fare con un distributore sa per forza di cose anche i numeri degli altri), penso che da qualche parte Pulcinella abbia affittato da anni un'abitazione molto ampia dove stipare tutti questi dati, ma sempre per il ruolo para-teatrale del citato, direi che è il caso di adeguarsi al solito andazzo e bollarli come segreti di stato. In ogni caso, il numero di edicole è quello che è. Quindi...

Che tipo di contratto/accordo stipulate con gli autori? Anticipo sulle royalties? Pagamento a tavola? Percentuale sul venduto? Un bacio un bocca, e amici come prima?

Pagamento a tavola e mi auguro si possa continuare ad essere amici ed a lavorare serenamente come già facciamo, senza passare per il vischio natalizio od estemporaneo Specialmente poi considerando l'elevata e quasi esclusiva componente maschile dei collaboratori. Si, lo so è un discorso squisitamente sessista, ma ancora non siamo in periodo natalizio, dopotutto. A parte gli scherzi, perlomeno io sono dell'avviso che se si vuole affrontare il settore del fumetto specialmente con un certo tipo di periodicità non si possano proporre agli artisti pagamenti a percentuale sul venduto. Chi disegna e scrive fumetti investe il proprio tempo al pari di un panettiere o di un avvocato e deve, quindi, ottenere una retribuzione sicura per vivere. Alla fine, e penso di parlare anche per gli altri, posso dire che siamo convinti che solo attraverso questo tipo di investimento sugli artisti si possano ottenere ottimi risultati sul fronte artistico e produttivo.

Secondo te un lettore, solo perché compra un prodotto, assume in automatico il diritto divino di sparare a zero sulla casa editrice?

Dal mio punto di vista, chiunque è libero di fare e dire ciò che vuole. Magari, ecco, visto che i piani editoriali sono fatti per l'estensione di un periodo anche abbastanza ampio di tempo, si potrebbero  evitare i processi alle intenzioni.

Ha ancora senso pubblicare fumetti? Ovviamente risponderai sì, ma perché?

Rispondo dicendo innanzitutto che Legend! è un magazine, in formato bonellide, con tra gli altri contenuti un fumetto, che illustra la parte 'racconti di un mondo immaginario' della linea editoriale. Proseguendo poi a parlare anche più in astratto, il fumetto è un medium importante, con proprie vitalità e peculiarità tali da poter rappresentare  storie in modi, e con scansioni temporali non riscontrabili in altri mass media. E avendo avuto modo, sempre con limitati e specifici intenti di natura pubblicitaria, di avere a che fare con il montaggio video e con l'animazione, devo dire che, ovviamente secondo la mia limitata esperienza, il fumetto offre delle 'sfide' particolari, che fanno parte del medium, e che lo rendono oltremodo affascinante, oltre che dotato di una carica di immediatezza non da poco.

Quali sono gli obiettivi che avete?

Anche volendo dominare il mondo, pare che tutto finirà nel 2012, quindi pare non ne valga la pena. Per quanto mi riguarda, semplicemente raccontare una storia, e come ho accennato prima, mi piacerebbe davvero molto che venisse percepito il  discorso legato alla 'creazione' dei personaggi. Sono perfettamente conscio che ci sono tantissimi scrittori a me superiori e mi piacerebbe molto se questo progetto potesse fare in modo di dare spazio a loro e dare la possibilità a me di leggere storie che magari resterebbero in qualche cassetto. Anche perchè conosco molto bene il luogo in questione.

Perché avete scelto di inserire dei testi, nel vostro fumetto? È vero che anche l'Epierre lo fa, mettendo racconti su Il comandante Mark e articoli sulla ristampa di Mister No, ma loro sono belli e bravi. Voi invece siete dei fanfaroni, che non avvisano quando pubblicano qualcosa. Come vi siete permessi di mettere dei racconti, e degli articoli in un fumetto?

Se parliamo dei testi tra gli episodi, si tratta di una scelta particolare; in pratica lascio l'iniziativa dell'azione e dello svolgimento della storia  al fumetto, per lasciare approfondimenti su taluni elementi a tali parti testuali. Con una precisazione; le parti testuali fanno parte e sono estratti da un ideale libro che "qualcuno", il protagonista 'invisibile' di cui si vede parlare in prima battuta, progressivamente con la propria esperienza ha scritto e realizzato. Per poi 'finire' nelle mani di un'altra persona. E' quello che si evince nella prima pagina del 'libro' che si vede nel sito dell'ambientazione (www.radairk.com) , con due 'dediche' fatte da due persone differenti. E proprio per tale natura 'finita' a livello di contenuti, leggendo le pagine del libro, e mettendo insieme determinati elementi che saranno man mano evidenziati nelle pagine del fumetto, già fin d'ora si può leggere tutta la storia come sarà raccontata anche in futuro. Tranne dei passaggi, che si possono fare ora per intuito, ma ancora difficilmente, oppure man mano leggerli in modo più evidenti dal contesto del fumetto che prosegue. Posso ad esempio dire che in prima pagina si può leggere una certa dedica, che rappresenta l'ultima cosa che verrà scritta alla conclusione della storia. In pratica le ultime parole di ciò che verrà narrato, si possono già leggere dalla prima pagina del libro in questione (ricordo a partire dal sito www.radairk.com ).Certo, ovviamente questo sottintende una natura 'ciclica' della cosa, ma questo alla fine è uno dei pochi vezzi  (a parte la narrazione non-lineare e destrutturata dei primi due episodi; ad esempio pur sviluppati nello stesso periodo, questo progetto e quello di Shunji Iwai che vede poi la rappresentazione principale nel film "Riri Shushu no Subete" hanno molti punti di contatto pur con presupposti, premesse e conclusioni differenti. La struttura della narrazione del film in sé poi ha moltissimi punti di contatto con il tipo di narrazione da me adoperato) che mi sono permesso. Alla fine, il vero 'personaggio' principale del fumetto, é l'ambientazione. Proprio per la natura diciamo più "intima" del progetto. Il resto dei contenuti, fà parte della linea editoriale, di cui forse ho accennato prima,che prevede per la testata in questione, il racconto del fantastico su tre aspetti principali; quello di un mondo immaginario con il tramite di un fumetto, quello di miti e leggende italiane e quello di miti e leggende straniere, entrambi con l'uso di racconti. Racconti che sono posti inoltre nell'ottica di esplorare e dimostrare i punti di contatto e di raccordo tra diverse tradizioni e culture. A questo seguono gli approfondimenti a tema, e delle recensioni di altri modi di raccontare/rappresentare il fantastico, quali libri, film, serie tv, giochi di ruolo, videogiochi.

Che giochi di ruolo preferisci? Fantasy? Horror? Fantascientifici?

Non mi è mai dispiaciuto AD&D, ma col tempo ho sempre più apprezzato giochi neiquali sia dato molto spazio all'interpretazione più che allo EUMATE (Entra-Uccidi-Mostro-Afferra-Tesoro-Esci) che dopo un po' di tempo stanca; come ad esempio mi piace Mage della Whitewolf, oppure l'italiano OnStage! Ho sempre preferenza per il fantasy, ma ad esempio "Paranoia" della West End Games mi era molto piaciuto; più che altro dipende se mi piace o meno il setup relativo e il livello di personalizzazione.

Qual è l'ultimo disco che hai ascoltato?

Colleziono colonne sonore, ma per qualche curioso motivo mi ha sempre affascinato la musica elettronica, come ad esempio quella di Jean Michel Jarre e Vangelis. L'ultimo quindi solo in ordine temporale, è un cd che ho comprato da poco quest'anno come 'auto-regalo' di compleanno, "Yume" di Shinichiro Ikebe, dall'omonimo film di Kurosawa. Spero che questa non passi come risposta troppo "snob".

Che ne pensi della "critica" fumettistica su internet?

Io penso che *ogni* critica sia una cosa positiva. Non mi è mai piaciuto fare distinzione tra 'critica costruttiva' o meno,  altrimenti se ne svilisce il senso e la natura. Nello specifico in questione, leggo molte cose interessanti e altre meno (assai meno), ma ci dirigiamo su un terreno molto soggettivo in questo senso. E sempre a livello personale gradisco molto il punto di vista 'terzo' su ciò che faccio, spesso questo mi consente di vedere cose su cui magari ho indugiato poco, e altre su cui avrei dovuto lavorare di più. In definitiva, trovo la critica in sé molto utile.
Ovviamente, parlando di critica.


Perché hai ritenuto necessario mandare un comunicato ufficiale a Comicus, puntualizzando alcune cose? Hai ritenuto che si dicessero cose lesive per l'immagine della casa editrice?  E in un mondo ideale, un'autorità preposta al controllo non sarebbe dovuta intervenire prima, evitando così all'editore di dover fare la figura del "cattivo"?

Ecco, a proposito, un esempio di critica corretta. Ritengo molto positivo quando si cerca di interpellare la "fonte" per avere un giusto e doveroso chiarimento su evidenti equivoci.
Cinque fumetti che ritieni indispensabili.

La tipica lista nella quale far figurare Watchmen in qualche posizione? (mi auguro che questa non sia poi presa da qualcuno come una critica ad una risposta similare). Per quanto mi riguarda, anche se non so se l'autore abbia già una qualche funzione tipo quella del titolo citato prima, Kazuo Koike e il suo Lone Wolf and Cub è uno dei miei punti di riferimento, come molto del cinema giapponese.

E adesso , invece, la più grande delusione della tua vita (parlando di fumetti, chiaro).

Al momento, non essere riuscito ad uscire prima d'ora. Il fatto è che, per quanto ne possa sapere io, ogni atto, fatto, azione, di ciascuno è figlio di un periodo preciso, fatto da aspettative, input progettuali, e quant'altro; quando si va oltre un certo 'tempo', ciò che spinge a portare a compimento un progetto è l'ostinazione, più della voglia di fare e dell'entusiasmo iniziale. E ciò non è bello.

Che ne pensi di Lucca Comics & Games?

Una grande manifestazione.

Programmi 2010 per la vostra casa editrice?

Ancora presto per parlarne.

Chi c'è, oltre te, nella 7even age entertainment?

Uno splendido gruppo di lavoro che conta una decina di persone con un unico obiettivo: lavorare per creare sogni da offrire ai lettori... Speriamo di riuscirci.

Un ultimo messaggio ai lettori: esprimiti liberamente.

Io ritengo che ciò che ho da dire si esaurisce nell'arco di quello che scrivo, quindi più che invitare a leggerlo, ove venga pubblicato, come su Legend! in questo caso, non saprei che altro rispondere :-) Un saluto da Antonio Mannoni!

La nostra recensione di Legend! numero 1 la potete trovare QUI.

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