Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Garth Ennis, il Tarantino dei Comics

preacher1di Francesco Borgonovo e Giuseppe Pollicelli*

Quanti in questi giorni stanno preparandosi a invadere i cinema per godersi Django Unchained, ultima fatica di Quentin Tarantino, hanno a disposizione un modo semplice ed economico per gustare altre avventure con la stessa carica di sarcasmo e di azione. Possono recarsi in libreria o in edicola e acquistare uno dei capolavori dello sceneggiatore che, a tutti gli effetti, si può considerare l’erede del regista americano. Si chiama Garth Ennis e al cinema ha preferito il fumetto, in cui ha trasposto il gusto tarantiniano per l’esagerazione e la parodia, senza dimenticare l’avventura.
Nato a Belfast nel 1970, Ennis ha conquistato la fama come scrittore appena compiuti i diciott’anni. Ha iniziato pubblicando per case editrici indipendenti, per poi passare a colossi come la Marvel e la Image. Ma, dovunque vada, la sua impronta è immediatamente visibile e richiama, seppur con l’aggiunta di tonalità molto personali, l’opera di Tarantino. Intanto il suo stile di sceneggiatura ricorda da vicino quello di Pulp Fiction, dove la trama esplode, si frammenta in una miriade di flashback ed episodi la cui matassa è poi ordinatamente ricomposta tenendo lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine.
C’è quindi lo sfruttamento della violenza. A partire da Le iene, Tarantino ha abbondantemente utilizzato questa carta. L’ha esasperata a tal punto da renderla caricaturale, fumettistica, appunto. Proprio qui sta la sua genialità postmoderna: grazie alla satira e alla caricatura, ha reso di nuovo possibile la sospensione dell’incredulità nei film d’azione. Un Rambo o un Terminator agli occhi del pubblico degli anni Duemila non possono non risultare comici, poiché si prendono eccessivamente sul serio. I personaggi tarantiniani, invece, sembrano essere consapevoli di trovarsi sul grande schermo: parlano e agiscono parodiando costantemente i loro predecessori divenuti ormai mitologia. Ennis ha portato tutto ciò nei comics americani. Ha preso il personaggio del Punitore della Marvel (in Italia la serie è disponibile in volume per Panini Comics) e lo ha rivitalizzato, tramutandolo in un giustiziere talmente violento da risultare divertente: il disgusto viene temperato dall’ironia. Sfogliando le pagine sembra di trovarsi in una scena de Le iene.
Come Tarantino, Ennis ha una sfrenata passione per la serie B dell’arte. Con Django Unchained, Quentin ha reso contemporaneo il cinema western. Il fumettista britannico lo ha fatto con Just a Pilgrim (da poco edito in Italia da Magic Press in un volume unico, pp. 240, euro 20), che ha per protagonista un giustiziere cow-boy che si aggira in un mondo post-atomico del tutto simile al deserto dell’Arizona.
Il percorso dei due sceneggiatori prosegue quasi in parallelo. Tarantino ha detto la sua sulla Seconda Guerra mondiale in Inglorious Basterds, Ennis lo ha fatto recuperando i fumetti di guerra, genere quasi estinto negli ultimi anni. Planeta De Agostini ha raccolto in volume Le avventure della Brigata Fucilieri, grottesco quasi quanto il lungometraggio del re del pulp.
Ma il vero capolavoro di Ennis riguarda i supereroi, ovvero quel tipo di storie che di solito non si leggono più passati i quindici anni. Garth li ha smitizzati nella serie The Boys (ora in edicola per Panini Comics), in cui una squadra di agenti speciali spia i super umani mostrandone i terribili vizi privati, sesso e droghe compresi.
Se Tarantino non si è ancora cimentato con il genere horror (se si esclude Dal tramonto all’alba del suo amico Robert Rodriguez, in cui figura come sceneggiatore e attore), Ennis ci si è gettato a capofitto creando Crossed (tradotto sempre da Panini Comics). Trattasi di una rivisitazione del genere zombi, ovviamente estremizzata, al punto da essere riservata a un pubblico adulto.
Dalla satira delle Cronache di Wormwood (in Italia per Edizioni BD), che prende di mira la religione e il mondo della televisione, fino alle avventure di The Preacher e The Authority (quanto di più avvicinabile a Kill Bill potete trovare su carta stampata), l’autore scozzese ha rivoluzionato non solo l’universo dei comics ma anche, in senso lato, la letteratura. Se dopo aver visto Django Unchained non siete ancora sazi di battute memorabili e sparatorie, non dovete fare altro che recarvi alla prima edicola vicina.

*Articolo pubblicato originariamente su “Libero” del 6 gennaio 2013. Per gentile concessione degli autori.

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