Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

Max Bunker: per Alan Ford (che sono io) la politica è una farsa

maxbunker_sette_miniFumetto d'Autore, in collaborazione con l'Ufficio Stampa RCS Quotidiani, vi presenta in esclusiva l'intervista di Max Bunker, alias Luciano Secchi, rilasciata al giornalista Vittorio Zincone e apparsa sul numero del settimanale "Sette" uscito in edicola il 22 settembre scorso.

Da cinquant’anni sforna personaggi leggendari: Kriminal, Satanik, il Gruppo TNT. E storie che una volta parlavano pure di Bossi e Berlusconi. Oggi no.Perché? «Al bunga-bunga preferisco il melodico»

di Vittorio Zincone

Max Bunker è uno dei padri del fumetto italiano. Ha settantadue anni e da circa cinquanta sforna personaggi leggendari: Kriminal, Satanik, il Gruppo TNT… Non solo: si deve a lui la diffusione della maggior parte dei supereroi americani nelle nostre edicole: dall’Uomo Ragno a Silver Surfer, passando per Thor. Carattere ruvido e battuta fulminante, Bunker riesce a rendere fumettistiche anche le interviste. Quando gli chiedo se conosce i confini della Libia, replica «A spanne» e si ferma lì. Quando lo interrogo sulla scelta che gli ha cambiato la vita, risponde: «Scelte? Quali scelte! Mi affido sempre al lancio della moneta». Sembra che a parlare sia uno dei personaggi del suo Alan Ford.
A inizio anni Novanta, in piena Tangentopoli, sui volumetti di Alan Ford, nati nel 1969 e ancora in edicola, comparirono alcuni episodi “manipulitisti”. I personaggi si aggiravano per le tavole gridando «À nous la liberté». In un numero para-leghista si affacciò pure un Alberto da Giussano/Bossi che bastonava un Barbarossa/Del Turco, accompagnato da Andreotti e da Forlani. Glielo rinfaccio. «Cose di altri tempi», dice.

Il suo Alan Ford si occupa ancora di attualità?
«Quasi mai».

La politica italiana oggi…
«Shakespeare diceva: “Il filo che divide la farsa dalla tragedia è sottilissimo”».

Chi è l’ultimo politico finito dentro Alan Ford?
«Camillo Benso Conte di Cavour».

Anche Berlusconi ha avuto a che fare con il Gruppo TNT.
«Anten Man».

È il “cattivo” che lotta per il monopolio televisivo. I suoi personaggi si sono occupati anche del bunga-bunga?
«Preferisco e preferiscono il melodico».

Oggi qual è un personaggio che avrebbe successo tra i lettori?
«Maximilien de Robespierre».

Qualche anno fa ha provato a lanciare il personaggio dell’investigatrice Kerry Kross. Andò male. E lei disse che aveva dovuto chiudere perché in Italia il pubblico non accettava un personaggio lesbo. Un editore dovrebbe intercettare gli umori dei lettori o guidarli?
«Guidarli. Se li avessi sempre e solo intercettati Alan Ford non sarebbe mai nato. Sceneggiatori ed editori devono vivere fasi di ricerca e avere il coraggio di aprire strade nuove».

Una vita per i fumetti. Letture giovanili? Fumetti che l’hanno ispirata?
«Dick Fulmine, Phantom e Mandrake. Con i miei amici c’era uno scambio continuo».

Che studi ha fatto?
«Nessuno. Sono autodidatta».

Vabbè. Il primo lavoro?
«All’Edizione Serpente Volante. Una piccola casa editrice di fiabe».

Ha mai provato a disegnare?
«Ero piuttosto bravo. Ma preferisco scrivere: sono più svelto».

Quali sono le prime storie che ha inventato?
«Max Reporter e Maschera Nera».

Il nome d’arte Max Bunker come le è venuto in mente?
«Da piccolo giocavo in porta e paravo tutto. Ero un bunker».

Alle Edizioni Corno come ci arriva?
«Presentando il libretto di lavoro».

Bei tempi. I primi successi: Kriminal e Satanik, fumetti “neri”. È vero che per colpa di quei personaggi ha ricevuto molti sequestri e molte denunce?
«Andavamo a peso. Siamo arrivati a tre tonnellate: tanti processi, ma sempre assolto».

Come ha conosciuto Roberto Raviola, in arte Magnus, il disegnatore di Satanik, Kriminal e poi di Alan Ford?
«Mettendo un annuncio su Maschera Nera. Cercavamo disegnatori per Kriminal e lui si presentò».

Magnus contribuiva anche alle sceneggiature di Kriminal?
«Questa domanda è un insulto che andrebbe lavato col sangue».

Perché? Magnus è stato anche il primo disegnatore e uno dei padri di Alan Ford.
«Magnus è sempre stato un grandioso interprete delle mie sceneggiature. Che sono sempre e solo un mio parto. Nel bene e nel benissimo. Sono finito in causa con gli eredi di Magnus e sia in primo grado sia in appello è stato santificato che Max Bunker è l’autore di Alan Ford. Io creatore letterario e Magnus realizzatore grafico».

Come le venne l’idea di Alan Ford e del Gruppo TNT?
«Alan Ford è stato preparato con una serie di siparietti comici, talvolta satirici, che mettevo sia in Kriminal che in Satanik. Poi ci fu la prova generale con Dennis Cobb Agente SS 018…».

È vero che scrisse la prima sceneggiatura di Alan Ford in un paesello lombardo?
«A Cremeno, in Valsassina. Quella sceneggiatura la scrissi e la riscrissi fino alla nausea. La seconda, affinché la storia sappia, l’ho scritta a Parigi a casa di un mio parente in rue Faubourg Saint-Honoré, poco distante da quella che fu la residenza di Robespierre».

Perché ambientò le avventure di Alan Ford nella New York dei sobborghi e non in una città italiana?
«Per il piacere di poter scrivere in libertà, senza temere di pestare i calli a qualcuno che non usa il callifugo».

La genesi dei personaggi…
«Quasi tutti sono ispirati a persone esistenti allora o esistite: Alan è il bello per antonomasia».

La Cariatide, che è stato il primo capo del Gruppo TNT?
«Era la copia precisa di un amico di mio nonno».

Bob Rock, il personaggio più comico?
«La caricatura di Magnus».

Geremia, l’investigatore ipocondriaco?
«Un mio vecchio zio perennemente ammalato, ma tutt’ora vivo: sfiora i 100 anni».

Il conte Oliver, l’agente segreto cleptomane?
«Un nobile inglese decaduto che frequentava casa nostra… ma senza portar via gli argenti».

E il Numero Uno, il capo?
«Lui me lo sono proprio inventato».

I nemici: il più famoso è Superciuk.
«Per lui mi sono ispirato al mio portinaio, che era semper ciuc, ovvero sempre ubriaco in dialetto milanese».

Alan Ford esplose proprio dopo l’apparizione di Superciuk nel numero 26.
«Eravamo partiti malissimo. Ma poi lentamente abbiamo cominciato a far proseliti. È stato un caso che il primo numero molto venduto avesse dentro il ladro ubriacone».

C’è stato un rischio chiusura prima di quel numero 26?
«Andrea Corno, l’editore, dopo il quarto numero voleva stoppare Alan Ford. Lasciò a me la patata bollente: “Decidi tu”, mi disse. E io decisi bene».

Perché Magnus a un certo punto se ne andò?
«Magnus viveva una sua situazione particolare, molto complessa. Inoltre si era stancato di disegnare Alan e voleva fare nuove esperienze. Legittime!».

Eravate amici o rivali?
«Io, Magnus e Corno eravamo davvero amici».

Con l’editore Sergio Bonelli, invece, vi punzecchiate spesso a mezzo stampa.
«Penso che Bonelli nutra nei miei confronti una certa acredine».

E perché?
«Invidia? Io non lo sento come un rivale. Lui è una corazzata. Il re indiscusso del fumetto nazional-popolare. Al confronto, io sono una barchetta artigianale. Faccio cose meno commerciali, ma di contenuto».

A proposito di contenuto, le riferisco un po’ di critiche dei suoi lettori trovate on line: Alan Ford è ancora in edicola, ma non è forte come una volta.
«Siamo intorno al numero 510: qualche sbavaturina può capitare. Chi non è soddisfatto può smettere di acquistarlo. Max dixit».

Sempre i lettori: Alan Ford negli ultimi anni non è stato curato con nuovi autori e disegnatori, come invece è successo a Tex…
«Il paragone è improponibile! Alan Ford è un prodotto d’autore, e l’autore sono io: Max Bunker. L’ho scritto e lo scriverò sempre io. Il giorno che il cielo vorrà avermi tra i suoi ospiti vip, Alan Ford finirà. Ho lasciato disposizioni testamentarie che nessuno possa mai scrivere una storia di Alan. Del resto sono in buona compagnia: Schultz scelse la stessa via per i suoi Peanuts».

Oltre a scrivere e inventare personaggi lei è anche un talent scout di matite e autori. Nel 1967 ha fondato la rivista Eureka e ha portato al successo Andy Capp, Lupo Alberto e Sturmtruppen… Come li ha selezionati?
«Lanciando una moneta per aria».

Con la Corno lanciò anche molti supereroi americani.
«Le do la versione poetica di come accadde: ero in vacanza a Forte dei Marmi. Il sole era alto, non ancora caldo, e una lieve brezza spirava dal mare spargendo nell’aere profumo di iodio. Arrivai nei pressi di un’edicola dove fui attratto dalle copertine multicolori degli albi americani. Portavano testate a me sconosciute: Spiderman, Fantastic Four, Avengers, Captain America, Iron Man, Silver Surfer… Comprai una copia di ogni albo e corsi sotto l’ombrellone di mia pertinenza tuffandomi nella lettura. L’autore di tutti i testi era un tale Stan Lee che, mi resi conto subito, stava stravolgendo con briosa intelligenza il mondo dei super-eroi».

Come riuscì a pubblicare quei personaggi con l’Editoriale Corno?
«Tornato a Milano mi rivolsi all’agenzia investigativa Riccardo Finzi…».

Riccardo Finzi è un suo personaggio…
«… appunto, di fiducia… Mi rivolsi a Finzi per scoprire chi era l’agente italiano di questa Marvel di New York».

Chi era?
«Una gentile signora. Mi spiegò che era la Mondadori ad avere l’opzione e che però la stava facendo cadere perché riteneva quei supereroi inadatti al mercato italiano. Firmai subito un contratto pluriennale. Per un annetto andarono così così… Ma poi ci fu l’esplosione! E fu marvigliosa».

Un personaggio che avrebbe voluto inventare lei?
«Dick Fulmine».

Un disegnatore con cui avrebbe voluto collaborare?
«John Romita. Il disegnatore dell’Uomo Ragno».

Lei ha un clan di amici?
«Sì, agguerritissimi e un tantino fanatici».

A cena col nemico?
«Nicolas Sarkozy».

Qual è l’errore più grande che ha fatto?
«Accettare di fare questa intervista».

La canzone preferita?
«The Blob di Burt Bacharach».

Il libro?
«La coscienza di Zeno di Italo Svevo».

Che cosa guarda in tv?
«Qualche sport minore, le news e i buoni film».

Il suo film preferito?
«Cantando sotto la pioggia, di e con Gene Kelly».

Perché non è mai stato fatto un film sul Gruppo TNT?
«Perché verrebbe una pochade orrenda».

Un regista adatto?
«Steven Spielberg visto che ama i fumetti europei».

L’interprete perfetto per Alan Ford?
«Era Peter O’Toole. Oggi potrebbe essere Adrien Brody».

Sa quanto costa un litro di latte?
«Circa un euro».

Cosa le fa pensare l’articolo 12 della Costituzione?
«Che ce ne sono undici prima».

maxbunker_sette

Magazine

L'Intervista - Kirby Academy, a Cassino un punto di riferimento unico per chi vuole fare fumetti

17-01-2020 Hits:489 Autori e Anteprime Super User

A cura della redazione L'Associazione Culturale Cagliostro E-Press, ha 15 anni alle spalle di meritoria attività di scountng di nuovi talenti e diffusione del media fumetto sul territorio nazionale: la storia dell'Associazione, sempre presente alle principali fiere di settore, racconta di più di 150 volumi pubblicati in questi tre lustri e...

Leggi tutto

Saggio e analisi di "TESLA AND THE SECRET LODGE"

17-12-2019 Hits:2332 Critica d'Autore Lorenzo Barruscotto

 La cover variant (a sinistra) e quella ufficiale (a destra)   Ucronia. Cosa significa questa parola? Con tale termine viene indicato un genere di narrativa fantastica basato sulla premessa che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo a quello reale. Deriva dal greco e significa letteralmente “nessun tempo”, analogamente a come...

Leggi tutto

Intervista con OSKAR su ZAGOR

17-12-2019 Hits:2442 Critica d'Autore Lorenzo Barruscotto

    Facciamo quattro chiacchiere in merito al volume “L'eroe di Darkwood”, il sesto e conclusivo della mini serie “Zagor – Le Origini” che ha visto Oskar, nome d'arte di Oscar Scalco, classe 1971, disegnatore con all'attivo numerosi traguardi prestigiosi, impegnato ai disegni sui testi di Moreno Burattini. Le sue due opere che vedrete di seguito sono presenti...

Leggi tutto

Moleskine 125 » Quella falsa differenza tra Fumetto e Graphic Novel

30-08-2019 Hits:1513 Moleskine Conte di Cagliostro

Sottotitolo: Artibani e Recchioni avanti, dietro tutti quanti (Plazzi compreso) per piacere di Topolino. di Conte di Cagliostro Houston il fumettomondo ha un problema. Ci sono dei pazzi che vanno in giro spacciandosi per Francesco Artibani, Andrea Plazzi e Roberto Recchioni? O Artibani, Plazzi e Recchioni sono pazzi? Ricapitoliamo. Qualche giorno fa, il...

Leggi tutto

RECENSIONE CARTONATO DEADWOOD DICK "TRA IL TEXAS E L'INFERNO"

29-07-2019 Hits:2460 Critica d'Autore Lorenzo Barruscotto

    "Avete mai fatto caso che nella vita ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto in…alberare?” Ecco, quel qualcuno è Deadwood Dick. Mutuandola ed adattandola per i nostri scopi, la celeberrima frase pronunciata da un granitico Clint Eastwood in “Gran Torino” serve perfettamente a delineare il carattere del personaggio...

Leggi tutto

Moleskine 124 » Quando scappa un fumettosauro dallo zoo del fumettomondo

15-06-2019 Hits:1694 Moleskine Conte di Cagliostro

di Conte di Cagliostro Interrompiamo il silenzio di questa disgraziata rubrica su questo disgraziatissimo sito, perchè pare che sia scappato il fumettosauro dallo zoo del fumettomondo. Per sgombrare subito il campo da qualsiasi possibile dubbio, durante la nostra assenza dal vergare queste righe siamo diventati grandissimi estimatori del famigerato Sauro Pennacchioli...

Leggi tutto

Il Duce, la storia di Mussolini che la Panini non vi farà mai leggere...

15-06-2019 Hits:2082 Off Topic Super User

...Fumetto d'Autore ve la presenta corredata da un imprescindibile apparato critico. Dopo avere scoperchiato il caso della storia dedicata a Mussolini misteriosamente omessa dalla Panini, in nome della stessa libertà con cui M.M. Lupoi si riempe i profili social tutti i giorni, potete scoprire da soli se era da censurare...

Leggi tutto