- Categoria: Autori e Anteprime
- Scritto da Gianmarco Fumasoli
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Violet: una supereroina contro la camorra da Napoli agli USA e ritorno
Fumetto d'Autore intervista Mario Lucio Falcone, autore italiano che si è distinto particolarmante al concorso per nuovi supereroi indetto dalla Stan Lee Foundation.
di Gianmarco Fumasoli
Qualche giorno fa, entrando in un negozio di fumetti in quel di Roma, mi sono imbattuto in un folto gruppo di quindicenni che parlottavano di comics americani e supereroi; ho sorriso ripensandomi vent’anni prima al loro posto mentre ero nel pieno della mia passione giovanile per il colorato mondo dei fumetti USA; ho sorriso fin quando la mia gioia si è visibilmente trasfigurata in una maschera di orrore nel sentire uno di quei ragazzi esordire con le seguenti parole: ”Ma dai! Hai visto l’Uomo Ragno? C’hanno fatto anche un fumetto…”
Dopo essere rinvenuto ho fatto i miei acquisti e, tornando a casa, mi sono soffermato a pensare su come le aderenti tute degli eroi di casa Marvel, DC e compagnia bella, abbiano attraversato le vite di generazioni di lettori in maniera completamente diversa; nel mio caso passando tra le vignette dei comics; in altri, attraverso gli schermi cinematografici.
Il supereroe, comunque, resterà sempre la vera grande invenzione delle nuvole parlanti. Eroi che, sin dall’inizio della loro lunghissima carriera, si sono fusi con il mondo reale, combattendo veri nemici della razza umana prima ancora della creazione dei supercriminali.
I primi, fortunati lettori targati anni ‘40, ammirarono Namor combattere i sottomarini nazisti (ancor prima che l’America entrasse in guerra), mentre Superman si occupava dei carri armati o la Torcia umana combatteva nei cieli.
Nel belpaese, il fumetto di stampo supereroistico è sempre esistito ma sono poche le persone che ne parlano; per ciò che concerne la più stretta accezione del termine, eroi veri e propri quindi, ne abbiamo avuti ormai decine di anni addietro; Dick Fulmine, Tanks l’uomo d’acciaio, l’Asso di picche e altri, fanno parte del periodo che potrebbe essere etichettato come la preistoria del fumetto supereroistico italiano. Il secondo motivo che porta a non conoscere supereroi tricolori più recenti è che questi, spesso molto trash, fanno parte di un sottobosco non frequentato dalla grande massa dei lettori attuali. Parliamo quindi del Massacratore, di Capitan Italia e di altri numerosi comprimari, che magari agiscono ancora ma più lontano dai riflettori rispetto ad una volta.
Oggi, nonostante quindi i detrattori dei supereroi tricolori, un ventottenne di Aversa, Mario Lucio Falcone (The Marius) si è iscritto ad un concorso indetto dalla Stan Lee Foundation per la creazione di un nuovo supereroe; stiamo parlando di Violet, una giovane supereroina bionda impegnata a combattere contro la camorra.
Attualmente il progetto, sebbene il tam tam mediatico sia velocissimo e impazzi sul web da settimane, non ha ancora un editore, ma la curiosità è tanta e abbiamo deciso di fare due chiacchiere con Mario Lucio Falcone.
Buongiorno Mario e benvenuto sulle pagine di Fumettodautore. Innanzitutto una piccola introduzione, chi è "The Marius" ?
the Marius è un giovane di 28 anni, nato a Napoli e cresciuto ad Aversa. Dottore in Scienze della Comunicazione, ama il cinema, il fumetto e la letteratura ed è quasi impossibile vederlo senza la sua fida tracolla, nella quale si trovano sempre un lettore mp3, qualcosa da leggere, strumenti da disegno e la fida moleskine.
Siamo stati molto colpiti dal tam tam che sul web ha messo sotto le luci della ribalta il tuo personaggio, Violet; molte sono state le persone che ti hanno virtualmente appoggiato. Come ti sei sentito e cosa ne pensi del world wide web visto come mezzo alternativo al cartaceo per giovani autori che vogliano affermarsi?
Non sono abituato ad avere tante attenzioni, ad essere onesto mi ha spiazzato un po'. Ovviamente ho provato a rimpiazzare l'imbarazzo con la necessità di comunicare il mio messaggio che, oltre la lotta alla criminalità di Violet, sta nel far comprendere agli italiani quanto il fumetto sia un medium comunicativo importante e non di second'ordine.
La piattaforma web è uno strumento importantissimo per muovere i primi passi nel mondo del fumetto. Basti pensare che da ragazzino, quando questa tecnologia non era alla portata di tutti, autoproducevo i miei fumetti (solitamente fotocopiandoli) e distribuendoli a mano. Adesso bastano dieci minuti per creare un blog e, evitando i costi di produzione e l'affanno dell'autodistribuzione, puoi diffondere i tuoi fumetti su vastissima scala: la differenza è enorme. L'unico ostacolo è che le giovani leve non hanno il confronto con le problematiche tipiche della realizzazione, come il formato di stampa o le dimensioni delle gabbie.
Parliamo del tuo personaggio. Nonostante i molti pregiudizi legati ai "supereroi italiani", hai voluto provare a sfatare questi luoghi comuni ed è venuta alla luce Violet; come prende vita il progetto?
Violet nasce secondo uno schema personale secondo il quale i fumetti italiani debbano essere ambientati in Italia. Non solo per "patriottismo", ma anche per esigenze di reperibilità: è molto più facile e divertente scendere in strada e disegnare le vie e le piazze dove vivi, immaginando che i tuoi personaggi possano passare da quelle parti, piuttosto che prendere riferimenti fotografici sul web. A me piace il confronto con varie tecniche di narrazione, per questo cerco di spaziare tra vari generi. Dopo vari tentativi, in passato, ho ripreso ad approcciarmi ai supereroi e, alla luce delle mie personali direttive sull'ambientazione, è nata l'idea per Violet. Un supereroe italiano, che combatte criminali "made in Italy". Ovviamente la scelta della città è ricaduta su Napoli non solo per la vicinanza logistica, ma soprattutto per l'importanza geopolitica che ha sempre caratterizzato la città, per l'immensa cultura e il "meltin' pot" tipico di una città portuale del centro del Mediterraneo.
Generalmente, il supereroe è maschile. Come nasce l'idea di Violet in quanto donna?
La società di Napoli è prevalentemente matriarcale, la donna è il centro della famiglia ed è il fulcro di ogni attività. Basti pensare alla vastità dei culti Mariani a Napoli, delle divinità greche che erano prevalentemente donne, di quelle del folklore (la Bella 'Mbriana o la Janara) o anche semplicemente di Partenope, la sirena che fonda la città. Chi meglio di una donna, quindi, per salvare Napoli?
Analizziamo il contesto. Violet, mi sembra di aver capito, non nasce come rappresentante dell'Italia nel mondo ma come difensore di una città nel belpaese. Non hai pensato ad una sua rappresentazione differente per darle una collocazione più ampia?
Penso che il design del costume di Violet sia molto poco rappresentativo della città. Se fosse stato un costume da supereroe napoletano in linea con gli stereotipi avrebbe avuto una maschera da Pulcinella, probabilmente, e non sarebbe stata viola ma quasi sicuramente azzurra o giallorossa (i colori dello stemma della città). Penso che, anzi, il design sia molto più global, moderno e realizzabile, realistico (rispetto alle tutine attillate e ai mantelli). E' un costume urbano, da metropoli, piuttosto che un costume pittoresco con i colori della bandiera o che richiami l'aspetto della città che pattuglia l'eroe.
Parlaci della tua esperienza con il contest indetto dalla Stan Lee Foundation.
Sono venuto a conoscenza di questo contest e ho deciso di parteciparvi, dato che avevo questo progetto accantonato nel cassetto a prender polvere. La gara consisteva in due step: il primo riguardava il voto di una giuria popolare tramite facebook per una settimana; dopodiché, tra i primi 20 più votati (più qualche ripescaggio) la giuria tecnica avrebbe scelto il vincitore. Ho avuto un ottimo supporto dai lettori e dagli amici - che ringrazio affettuosamente - con quasi 800 voti e con pochi voti di scarto non sono riuscito ad entrare nella top 20, ma mi sono fermato alla posizione 24. Purtroppo non c'è stato il ripescaggio, ma va bene così. E' stata una bella esperienza, soprattutto quella del tam tam mediatico che s'è creato!
Che progetti ci sono nel futuro immediato per Mario Lucio Falcone e Violet?
Al momento c'è il desiderio di veder realizzato Violet, desiderio che molti altri lettori condividono. Mandare avanti il progetto Advanced Nerds e soprattutto prepararsi per il Napoli Comicon dove, se mi sarà possibile, vorrei proporre qualche novità.
Se avessi la possibilità di dare ai nostri lettori 5 titoli di Graphic novel o, più in generale, fumetti che abbiano contribuito alla tua crescita nel settore, cosa consiglieresti ? Qual è la TOP FIVE "fumettistica" di The Marius?
Mmm... Risposta difficile, così su due piedi. Se prendiamo in considerazione che considero mio maestro morale Will Eisner non posso che citarti qualche sua opera. Tra le più importanti, quella che rileggo volentieri quando mi manca la fiducia nel fare fumetti è sicuramente il Sognatore. Tra i miei amori di sempre c'è L'Uomo Ragno, quindi non posso non inserire la serie classica di Stan Lee disegnata sia da Ditko che da Romita. Il capolavoro che risponde al nome di Sandman non può mancare. Tra le letture adolescenziali devo dire che Dragon Ball mi ha influenzato non poco, tanto che sono ancora in fase di "epurazione" dallo stile di disegno toriyamesco dalla mia matita. E infine, l'immancabile Topolino, con cui ho cominciato a leggere.
I titoli citati non sono in ordine di importanza, perchè credo siano più o meno tutti sullo stesso piano, così come altri titoli che ho escluso dai 5 come Corto Maltese, i Peanuts, Sin City, il ritorno del Cavaliere Oscuro, L'ultima caccia di Kraven, Sturmtruppen, Zanardi, Hellblazer, Planetary, Dylan Dog e tanti altri...
Mario Lucio Falcone ha realizzato il volume "Il Sognatore" per Cagliostro E-Press e su Fumetto d'Autore pubblica anche la sua striscia "Advanced Nerds".







