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Di Stelle, Italia, sogni ed altro
Intervista a Claudia Bovini, Direttore Editoriale Star Comics.
di Alessandro Bottero
E dopo le presentazioni delle nuove proposte 2011 della Star Comics (N.O.X., Dottor Morgue e The Secret), ci siamo detti di puntare in alto. Ecco allora un’intervista a Claudio Bovini, Direttore Editoriale della casa editrice umbra, mirata a dare uno sguardo alla produzione italiana della Star Comics. Come sempre un grazie alla disponibilità di rispondere alle domande, e buona lettura a tutti voi.
Cosa significa essere direttore editoriale di una realtà significativa nel mercato a fumetti italiano, come la Star Comics? O per dirlo più terra terra: che fa un direttore editoriale?
Innanzi tutto, essere un direttore editoriale è una grande responsabilità, il mio nome è stampigliato a chiare lettere sul volume, e se succede qualcosa sono la prima che vengono a cercare (:)). Non so cosa fanno i direttori responsabili di altre realtà editoriali, qui parliamo di un’azienda di medie dimensioni improntata su una conduzione di tipo familiare, e questo comporta il saper fare tutto. Dal mio punto di vista inizio con il selezionare i progetti, selezionare gli staff cercando di garantire sempre lavoro a rotazione a tutti quelli che ne fanno parte. Spesso mi occupo anche della revisione finale delle bozze, perché voglio sapere sempre di cosa stiamo parlando. Anche gli editoriali passano sotto la mia scure. Inoltre mi occupo del marketing in generale.
Ultimamente La Star Comics si è dimostrata una delle case editrici più attive nel settore delle produzioni italiane, con numerose miniserie pubblicate nelle edicole. Quali sono i risultati di tale impegno? Noti una crescita in questo settore, o i numeri sono ancora ristretti rispetto – ad esempio - alle produzioni provenienti dal Giappone?
Parliamo di due mercati profondamente diversi che nonostante appartengano allo stesso settore difficilmente entrano in contatto. Il pubblico non è lo stesso e anche i numeri sono differenti. Paradossalmente lo zoccolo duro del fumetto italiano è superiore a quello del manga, salvo alcuni casi particolari. Tuttavia il comparto italiano è molto più complesso ed oneroso per la casa editrice, proprio perché tutto viene fatto in casa. Il settore Italiano che abbiamo creato è per me motivo di grande orgoglio, dato che sta crescendo e guadagna consensi anno dopo anno. I risultati ci sono per questo vogliamo andare avanti aumentando progressivamente l’offerta.
Ultimamente si parla molto su Internet del rapporto tra autori ed editori. A Lucca, tanto per fare un esempio, alcuni autori ed addetti ai lavori si sono riuniti in una “tavola rotonda”, per parlare di questo argomento. Ed in seguito a quell’incontro alcuni autori stanno elaborando un cosiddetto “contratto perfetto”, o per meglio dire un’ipotesi di regolamentazione del rapporto tra editori ed autori, che dovrebbe salvaguardare e tutelare gli autori, evitando casi di sfruttamento. Cosa pensi di tutto questo?
Poco dopo Lucca sono stata contattata da una radio di Bologna per discutere di questo tema e sono già in contatto con alcuni sostenitori del progetto per vedere di sviluppare le loro ipotesi. Penso che la tutela dei collaboratori sia molto importante e se c’è la possibilità di offrire degli strumenti utili che consentano di lavorare con maggior trasparenza, credo sia giusto farlo. Noi stiamo già procedendo in questo senso.
Non è possibile evitare la canonica domanda sulla crisi del fumetto. Come vedi la situazione in Italia? C’è crisi? Non c’è? C’è, ma è possibile resistere?
Parafrasando Guzzanti ‘C’è grossa crisi! ’. In un settore così piccolo è normale avvertirla molto, tuttavia questo è anche uno stimolo per cercare di resistere e andare avanti cercando di fare meglio e meglio degli altri in modo da emergere dalla massa. L’occhio esperto del nostro editore Giovanni Bovini aveva individuato questa tendenza già in tempi non sospetti e questo ci è stato d’aiuto per cercare di correre ai ripari con tempestività in modo da poter essere preparati in anticipo. Prima o poi si dovrà giungere ad una nuovo equilibrio e speriamo che questo momento non sia troppo lontano.
Qual è stata la scommessa più riuscita nelle varie produzioni italiane fin qui messe in cantiere, e quale invece quella - forse - meno?
Senza dubbio la rivelazione dell’anno è stata Valter Buio di Alessandro Bilotta. E’ una serie di cui si è molto parlato, ha vinto molti premi e in molti si stanno disperando dato che ci si avvia verso la conclusione. E’ stato un progetto di grande impatto, che ha avuto un buon successo e al quale sono molto affezionata. Forse meno…c’è una serie alla quale tenevo molto e che probabilmente non vedrà mai la luce…Ma di questo parlerò in un altro momento. Non tutte le ciambelle riescono col buco.
Esaminando e valutando decine e decine di proposte ogni anno, ti sarai fatta un’idea della qualità media degli autori italiani. Ha ragione chi dice che gli autori italiani sono meno bravi di quelli giapponesi, francesi, o americani, e quindi è giustificato il fatto che all’estero i prodotti italiani non siano diffusi?
Io sono normalmente molto critica verso i nuovi progetti, valuto molte cose tra cui la scrittura, l’originalità e vedo che questi ingredienti non mancano ai nostri artisti. Noi italiani siamo per definizione dei modaioli e quindi siamo molto aperti anche alle tendenze degli altri paesi. Forse all’estero non è proprio così. I giapponesi pensano che non ci sia altro fumetto all’infuori dei manga e data la massiccia produzione non hanno neanche bisogno di aprirsi ad altre culture. I coreani che vogliono pubblicare in Giappone lo fanno in stile manga, anche Stan Lee per sbarcare in America ha iniziato a sceneggiare manga. Per quanto riguarda la Francia, data la moltitudine di artisti italiani che lavorano presso le principali case editrici d’oltralpe non credo pensino che siamo meno bravi di loro…
In questi giorni è rimbalzata nella rete la proposta del sindaco di Lucca, di estendere la prossima Lucca Comics da quattro a cinque giorni, ossia dal 28 ottobre al 1 novembre 2011, così da coprire l’ultimo fine settimana di ottobre (venerdì 28-domenica 30 ottobre), ed il ponte del primo novembre (lunedì 31 ottobre e martedì 1 novembre). Il sindaco però ha anche fatto capire che gli inevitabili costi aggiuntivi dovranno essere sopportati anche dagli espositori. Cosa ne pensi?
Ultimamente la questione fiere è diventata piuttosto spinosa. Lucca come molte altre manifestazioni si sta trasformando nella fiera del cos play più che del fumetto vero e proprio. I visitatori aumentano ma comprano di meno, inoltre i prezzi degli stand crescono anno dopo anno. Se si dovessero aggiungere ulteriori spese i bilanci inizierebbero a non quadrare più e penso che in molti comincerebbero a lamentarsi.
Come vedi la Star Comics da qui a cinque anni?
In continuo rinnovamento, come lo siamo ora del resto. Continueremo a cercare di captare tutte le nuove tendenze per restare al passo con i tempi ed accogliere le necessità del nostro pubblico.
Siamo alla fine. Il sogno nel cassetto del Direttore Editoriale Star Comics? Il progetto a cui tieni di più?
Scrivere un fumetto tutto mio. Mi piace scrivere ma non mi sono mai cimentata. Chissà che in futuro la scintilla della creatività non si accenda. Per ora non ho abbastanza tempo per dedicarmi ad un progetto di mia produzione. Se mai accadrà spero di trovare un editore disposto a pubblicarmi :)







