Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Prima di Lucca: Affilare le lame (1 di 3)

lucca2010di Alessandro Bottero

Un editoriale in tre parti: il countdown di Fumetto d'Autore a Lucca Comics & Games 2010.

Si avvicina Lucca Comics & Games (partirà venerdì 29 ottobre), e in giro si avverte tensione. Vi ricordate quello spot “C’è baruffa nell’aria”? Probabilmente no, perché non siete vetusti come me, ma l’idea è quella. In giro c’è una tensione che si taglia col coltello. Perché? Perché Lucca è ormai diventata (non credo volontariamente, ma per perverse dinamiche commerciali interne al mondo del fumetto), il luogo dove editori medio-piccoli, e negozianti “mettono fieno in cascina” per il lungo inverno.  Con un numero di persone ormai stabilmente superiore a 100.000 visitatori, la possibilità di tornare a casa con un po’ di liquidi è molto probabile, ma non è mai sicuro. E il nervosismo del “E se quest’anno la gente non compra?”, non si può far svanire di colpo. Lucca Comics oltretutto ha un’altra caratteristica. Non essendo in una grande città non soffre del clima dispersivo che invece è tipico delle manifestazioni organizzate a Roma, Milano, Torino o Napoli. Lucca è piccola, e quindi è il momento perfetto per vedersi anche extra-manifestazione. Inoltre l’importanza mediatica dell’evento fa sì che se devi fare un gesto clamoroso, lo organizzi per Lucca. Non per BorgoSperdutoComix.

E allora si affilano le armi, perché c’è il setting (un fracco di gente), ci sono le persone (distributori/editori/persone-che-contano), e ci sono quelli che poi delle cose che succedono ne parlano nei siti  - o magari anche sui giornali (parliamo dei vari siti/sitarelli/pseudo-siti/blogghe/forum/twitter/un accidentichevisiportavia).

La prima Affilata Maxima è quella dell’AFUI, che ha il 12 ottobre ha mandato una mail di protesta ad Alastor e Planeta, perché da mesi la gestione degli arretrati della Planeta era a dir poco imbarazzante. QUI il link alla nostra notizia "AFUI versus Alastor" con il testo integrale della mail.

Ora, pur comprendendo l’irritazione dell’AFUI il discorso è però poco chiaro.

1 – Tanto per cominciare: che c’entra Alastor? La mail è diretta a un editore (La Planeta) e parla solo di un editore (la Planeta), attribuendo solo all’editore la responsabilità di questa situazione che avrebbe creato danni alle fumetterie. Allora che c’entra Alastor?  La domanda mi viene subito in mente, perché poi –nei fatti- il dibattito suscitato dalla mail dell’AFUI invece ha preso una piega diversa, ossia una piega che in modo più o meno palese tende a dare la colpa della situazione ad Alastor, che per motivi non meglio chiariti e mai precisati da nessuno, sarebbe parte responsabile di questo mancato arrivo degli arretrati alle fumetterie. L’idea che mi sono fatto è “parlare a suocera, perché nuora intenda”. Ossia, mi sono fatto l’idea che ufficialmente l’AFUI parli a Planeta, ma che in realtà si rivolga ad Alastor, senza però dirlo mai esplicitamente.

2 – Rimane irrisolto il problema di quante siano queste fumetterie che AFUI rappresenta. Dire “siamo una bella fetta”, non significa nulla. Una fetta non è l’intero. Per cui dicendo “siamo una bella fetta”, in realtà – a mio modo di vedere- si sta dicendo che l’AFUI raccoglie ancora la minoranza delle fumetterie italiane. E ripeto: se non mi dici QUANTI punti vendita rappresenti, e che PERCENTUALE è la tua rappresentatività in rapporto al numero totale delle fumetterie (che vabbé non si sa, ma in un anno come AFUI non potevi scoprirlo?) io come editore non sono in grado di valutare se quello che dice l’AFUI riguarda 50 fumetterie, o solo 10.

Essendo io convinto che le fumetterie in Italia siano un numero compreso tra le 200 e le 250, non di più (per fumetteria intendo quei punti vendita che ricevono i fumetti dai tre distributori PAN DISTRIBUZIONE, ALASTOR, STAR SHOP), se l’AFUI dicesse “Parliamo a nome di 50 fumetterie, e quello che diciamo esprime il pensiero comune di 50 fumetterie”, beh, 50 su 250 sarebbe un quinto del totale, ossia una porzione rispettabile

Se invece parlassimo di 10 fumetterie, capite bene come la differenza numerica cambia anche il modo di considerare il tutto.

E questo non riguarda solo i rapporti privati editore-AFUI, ma nel preciso momento in cui l’AFUI fa un comunicato pubblico, che si rivolge a TUTTI, è ovvio –per me- che TUTTI dovrebbero poter sapere l’effettiva rappresentatività dell’AFUI. Anche il semplice lettore.

Sennò domani io fondo la A.E.E.F. (Associazione Europea Editori a Fumetti), e inizio a fare comunicati in giro per il mondo, dicendo l’A.E.E.F. è una realtà rilevante e che va presa in considerazione, che siamo tantissimi, ma che non diciamo a nessuno quanti siamo perché abbiamo deciso così.

3 – Mandare una lettera il 12 ottobre, e pretendere una risposta entro il 15 “sennò la diffondiamo!”, è –scusate- ridicolo. Ma che gli dai tre giorni per rispondere? Ma a questo punto mandala direttamente ai siti, e pace. L’AFUI voleva “fare paura” a Planeta o Alastor dicendo “Ah sì? O ci rispondete in fretta, o noi….MANDIAMO LA MAIL AI SITI!!!!”. Vabbé. Mandatela subito, e amici come prima. Tanto lo sappiamo tutti che era chiaro che non avreste ricevuto risposta (o magari non avreste ricevuto “La risposta che volevate”) e quindi la mail sarebbe stata diffusa in ogni caso.

4 – il discorso però più serio è questo: non capisco dove sia il problema.  O meglio, capisco il problema nel senso che ormai siamo tutti più o meno in una situazione dove anche dieci euro in più possono risolvere le cose, e non poter vendere qualche volume alla fine crea irritazione, perché se non vendo non incasso, ma che vogliamo fare? Proibire agli editori di vendere alle mostre mercato? Lo so , lo so…il pensiero inespresso è che la Planeta (o Alastor, insomma qualcuno) VOLUTAMENTE non dia la merce alle fumetterie per venderle alle mostre ed incassare il prezzo pieno, ma scusate….e poi sarei io il paranoico? Ma voi ce li vedete sul serio Planeta o Alastor che dicono “eheheheh. Siamo dei geni del male! Adesso non spediamo più gli arretrati di Flash rinascita, ce li teniamo in magazzino, e poi andiamo alle mostre e li vendiamo tutti a prezzo pieno! Bwahahahahaha!!!!! Tiventeremo patroni ti monto!!!!!”.

Dai, veramente? Cioè a Barcelona, o a Napoli/Caserta ci sono magazzini STRACOLMI di arretrati Planeta, e volutamente nessuno li spedisce da mesi alle fumetterie, pur di poterli vendere a Romics o Lucca? Ossia, rinuncio ad un incasso costante nei mesi (gli arretrati venduti alle fumetterie, che li pagano), per fare l’avido alle mostre? Da mesi non spedisco gli albi, per tenerli SOLO per le mostre?

Ma allora il problema non è che mi tengo gli albi e non spedisco gli arretrati. Il problema è che sarei un autentico PIRLACCHIONE se ragionassi così. Se –cioè-  volutamente adottassi questo modo di lavorare.

Conclusione: capisco lo sfogo AFUI, lo comprendo, e mi rendo conto che la situazione non è affatto rosea. Per nessuno.

E capisco anche che sfogarsi fa bene. Sicuramente è un’alternativa preferibile all’incendiare le macchine nella piazza davanti alla propria fumetteria. Ma la prossima volta –sarà colpa mia che non capisco, non lo nego- potremmo scrivere anche qualche cosa che abbia senso?

Fine prima parte.- La seconda parte di questo editoriale sarà on line domani 28/10/2010.

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