- Categoria: Recensioni
- Scritto da Super User
- Visite: 15565
Recensioni » Orde #03: Zombie War - Unico Indizio le scarpe da Tennis - Krazy & Ignatz: Necromanzia al Blue Bean Bush
Recensioni post-Lucchesi del BotMan: Riceviamo e leggiamo… #02
di Alessandro Bottero
Credevate fosse finita? Ma scherziamo? Non considerando Panini, RW, BAO, Fandango/Coconino, Italycomics, Q press, Edizioni BD e altri ancora che evidentemente non danno copie per recensioni (immagino nemmeno ad altri, o forse agli altri siti e giornalisti si… chi lo sa?) a Lucca saranno uscite un centinaio di cose valide, o quantomeno su cui si potrebbe dire qualcosa. Ecco quindi la seconda puntata (o istallazione, se volete usare il gergo cool dei web designer trendy) relativo alle cose uscite a Lucca e che gli editori (quelli bravi e buoni) hanno dato a Fumetto d’Autore.
Orde 3: Zombie War, di Absoluteblack, 64 pagine, brossurato, bianco e nero, prezzo 10 euri.

Absolute black è una casa editrice che si dedica al genere horror, ma senza mai scendere nel volgare o nel gratuito. L’effettaccio fine a se stesso non le appartiene, e le sue produzioni hanno sempre un perché. Luca Belloni si fa (come dicono dalle parti di Trastevere) un mazzo tanto per far uscire cose di valore, ma tristemente Absoluteblack appartiene, come ho già detto in più di una occasione, al numero delle case editrici invisibili. Eppure la cosa strana è che gli Invisibili spesso alle manifestazioni attirano folle agli stand pari (facendole dovute proporzioni) a quelle che affollano gli stand delle case editrici più blasonate. E sui social gli Invisibili esistono. Allora un pubblico che li segue c’è. Il problema forse è che questo pubblico non viene intercettato dalle fumetterie. Ma il discorso è lungo e non è questo il momento di farlo. A Lucca Absoluteblack ha portato molte cose, tra qui questo terzo numero di Orde, l’antologia horror che testardamente prosegue la sua corsa. Il numero del 2013 è dedicato agli Zombi (e qui forse c’è un leggero cedimento alla moda del momento), e presenta storie di vario spessore. Andrea Cavaletto apre il volume con La tomba dell’amore, racconto muto che da una interpretazione potremmo dire molto gattopardesca degli Zombi. Tutto cambia, per non cambiare poi in realtà nulla. Luca Belloni da una lettura molto politica/cospirazionista del fenomeno Zombie in 2015 l’inizio della fine in una storia forse leggermente a tesi, ma comunque provocatoria. La storia migliore dell’antologia secondo me è Sugar “clown” Robinson di Stefano Stanzione, che in realtà non è solo una storia horror, ma un’Ucronia in cui gli Zombie sono parte della vita quotidiana nella New York degli anni ’20. E chiudo con una doverosa citazione della copertina, opera di Alberto Dal Lago.
Giudizio Finale: 7
Unico Indizio le scarpe da Tennis, di Renoir, 32 pagine, spillato, bianco e nero, prezzo 2 euri.
In realtà questo albetto che era disponibile prezzo lo stand ReNoir è il teaser di una prossima grafic novel scritta da Davide Barzi e disegnata da Marco Villa e Sergio Gerasi, ispirata alla canzone di Jannacci El portava i scarp del tennis. Perché lo recensiamo? Perché Barzi si è inginocchiato in mezzo a Piazza Napoleone supplicando di leggerlo e dire cosa ne pensavamo (o forse Barzi me l’ha dato dicendomi “Alessandro, se vuoi leggilo e fammi sapere che ne pensi”. Decidete voi quale versione sia più credibile). Fondamentalmente questo albo presenta il soggetto, i personaggi, e offre alcune tavole già pronte della futura grafic novel, che come di dice Barzi, racconterà la storia del vagabondo che portava le scarpe da tennis e che fu trovato morto. L’ambientazione è il 1959 e la cosa potrebbe essere molto interessante, visto che in Italia le storie ambientate in quel periodo si contano sulle dita di UNA mano (mi ricordo solo Atrox, della Q press). Parlando di ReNoir è interessante dire che è la casa editrice che pubblica i volumi dedicati a Don Camillo e Peppone, e che ha venduto i diritti di questi prodotti in vari paesi, tra cui la Polonia e la Malesia. Mentre qui da noi ci si scotenna a vicenda per acquisire le licenze di qualsiasi rutto dell’autore americano figoso, la ReNoir zitta zitta vende le sue cose all’estero. E brava ReNoir. Altra cosa interessante è il fatto che la futura grafic novel sia basata su una canzone. Molte canzoni raccontano storie, e sarebbe interessante vederne la trasposizione a fumetti. Certo, delle storie che abbiano un perché, e non semplicemente prodotti realizzati per SFRUTTARE il nome e la fama di cantanti italiani di un certo successo (qualsiasi riferimento a Vasco Rossi e a Ligabue e a fumetti legati ai loro nomi è voluto). Comunque la recensione di un teaser che recensione può essere? La cosa che si può dire è che il progetto è interessante e che aspetto di vederlo pubblicato. E credo che questo sia il risultato massimo a cui un teaser può aspirare, no?
Giudizio Finale: sospeso fino alla pubblicazione della grafic novel
Krazy & Ignatz Necromanzia al Blue Bean Bush, le tavole a fumetti del 1933-1934, 112 pagine, cartonato, bianco e nero.
Ci sono state due cose assolutamente impedibili a Lucca. Una è questa. SI tratta del volume pubblicato da Nova Express, che riprende le pubblicazioni di Krazy Kat, il capolavoro di George Harriman, in precedenza pubblicato da Free Book. Il volume presenta le tavole domenicali dal 1 gennaio 1933 all’8 luglio 1934, ultima tavola ad essere pubblicata prima del revival a colori del 1935. Il volume è completato da una raccolta di immagini e fumetti di Herriman, extra-Krazy Kat. Che dire….è un capolavoro. Punto. Chiamatemi pure nostalgico, dite pure che non sono al passo coi tempi ma più leggo le cose che vengono pubblicate oggigiorno e più questi autori del passato mi sembrano giganti insuperabili. Herriman è un genio, e dover constatare che per il grande pubblico è sostanzialmente sconosciuto, mentre la gente si sdilinquisce e palpita d’amore e ammirazione per rimasticature di cose già lette, già viste, già sentite mi fa sorridere. Ma porco cane… internet è piena di gente che dice di amare il fumetto, di volere belle storie, di stare attenta ai contenuti… e poi volumi del genere non vendono migliaia di copie? Allora sapete che vi dico? Che siete dei buffoni. Che la gente si riempie la bocca (e usa le tastiere) per atteggiarsi a fine conoscitore del fumetto, quando in realtà non capisce una benemerita ceppa. Ami il fumetto? E allora DEVI avere Krazy Kat. Non ci sono né se, né ma. Costa troppo? Compri meno vaccate per un mese e lo prendi.
Giudizio finale: 10







