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Scoop di PQEditori: Martin Mystere chiude nel 2012
[19/09/2011] » «Abbiamo saputo da una fonte molto attendibile, che l’anno prossimo il biondo professore scomparirà dalle edicole italiane, in quanto la testata chiuderà definitivamente i battenti.»
Non è un buon momento per il fumetto in edicola. Se si eccettua Tex in tutte le salse allegate, veniamo a sapere che c'è un gioiello di casa Bonelli che annaspa. Il sito PQEditori, con un articolo firmato da Ivano Garofalo, tira fuori uno scoop sulla chiusura, questa volta, di una testata storica come Martin Mystere. Se a lasciarci è il Buon Vecchio Zio Marty creato da Alfredo Castelli orami nel lontano 1982 vuol dire che oramai i tempi stanno davvero per cambiare e niente sarà più come prima. Ma ancora non è detta l'ultima parola. La chiusura dovrebbe essere prevista per il 2012 (cioè per il trentennale, allora è davvero la fine del mondo?), ma chissà che un'impennata improvvisa di vendite allontani la fine di MM e anche la fine del mondo. Ecco l'articolo di PQEditori in versione integrale, che potete trovare anche QUI:
Martin Mystere nasce nel lontano 1982 dalla penna di Alfredo Castelli, il caro zio Martin rappresenta il punto di rottura tra le serie classiche bonelliane (Tex, Zagor) e apre un nuovo ciclo, che porta a personaggi come Dylan Dog e Nathan Never.
Martin Mystere ha un grande successo di pubblico, a tal punto che, gli è stata dedicata una serie animata prodotta in Francia, ma oggi i tempi sono cambiati. Per diversi motivi la testata ha subito una grossa contrazione di lettori. Un po’ di tempo fa, per contenere le perdite è stata trasformata da mensile a bimestrale, ma temiamo che quest’ azione non sia stata sufficiente. Infatti, abbiamo saputo da una fonte molto attendibile, che l’anno prossimo il biondo professore scomparirà dalle edicole italiane, in quanto la testata chiuderà definitivamente i battenti.
Riteniamo questo evento un nuovo smacco all’arte italica nel campo delle nuvole parlanti, perdere un personaggio cosi unico nel panorama mondiale, in un periodo dove l’archeologia del mistero sembra essere di gran moda, pone tutti di fronte ad una riflessione sull’attuale modo di fare impresa culturale in Italia.







