Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Fullcomics 2011: analisi del convegno sul diritto d’autore

fullcomicsposter2011minidi Giorgio Messina

Il (brevissimo, di appena un ora) convegno sul diritto d’autore svoltosi all’ultima edizione di Fullcomics, la settima che sancisce il ritorno – con grande successo – a Piacenza Expo, conferma molti dei dubbi e delle perplessità sollevatisi in questi mesi e provenienti da autori alle prese con “risvegli sociali”, Stati Generali del Fumetto, tavole rotonde lucchesi e rivendicazioni “sindacali”. Per buona pace della realtà editoriale effettiva che ci circonda, quella da sciolingua “anticipo-300-euro-mille-copie-in-libreria-venderne-500-è-un-successo”.

In questo clima non deve quindi stupire più di tanto lo strano comportamento di Michele Petrucci alla vigilia di Fullcomics. L’autore de "Il Brigante Grossi e la sua miserabile banda” (Tunuè) è uno di quegli autori da mesi in prima fila al fianco del capopopolo Claudio Stassi. Intervenne pure in prima persona tra i relatori durante la pressoché inutile tavola rotonda lucchese, quella degli autori a confronto (prima parte, seconda parte, terza parte del resoconto, e considerazioni finali). Stavolta Petrucci ha preferito glissare sul fatto che a Fullcomics ci fosse una omotetica iniziativa sul diritto d’autore che vedeva anche la partecipazione tra i relatori degli stessi nomi coinvolti già qualche mese fa a Lucca: Ivo Milazzo, Michele Ginevra, Luca Boschi (che all’ultimo momento non parteciperà al convegno piacentino per sopraggiunti impegni personali).  Petrucci dopo avere applaudito al “risveglio sociale”, in questa occasione di dibattito sul diritto d’autore ha cambiato registro e si è concentrato maggiormente (forse con intento strumentale?), nel gettare discredito sulla manifestazione piacentina (che lui stesso ammette di non conoscere nemmeno per partecipazione diretta non essendoci mai stato) e sui premi ospitati. Insomma, il messaggio che è passato è sembrato, molto poco velatamente, comunicare che quello che conta non è l’iniziativa e chi vi partecipa, ma chi la promuove e dove si svolge.

Questo sembra confermarsi nel silenzio assordante proveniente dall’esclusivo clubino elle anime belle del fumettomondo, quelle che si stracciarono le vesti sui forum e sui blog contro gli editori “sfruttatori” per mesi e che incensarono l’iniziativa di Stassi. Quelli che poi, novelli Beati Paoli del fumetto italiano, si rinchiusero dopo la tavola rotonda lucchese nella stanzuccia segreta in assemblea carbonara permanente con l’obiettivo di stilare il contratto “perfetto”. Ebbene costoro questa iniziativa sul diritto d’autore nata in seno a Fullcomics si son ben guardati anche solamente dal nominarla. In giro per le fiere e gli eventi del fumetto, il diritto d’autore e le prospettive degli autori sembrano essere argomenti buoni e giusti solo quando in mezzo ci sono i vari Stassi e i vari Petrucci. Altrimenti, zitti e mosca!

Eppure, verrebbe spontaneo pensare, che chi si erge a promotore della battaglia per il diritto d’autore, dovrebbe plaudire ogni iniziativa a favore di questo e della sua diffusione, anche quando queste iniziative non provengano sempre dal solito comitato appaltatore. E questo dovrebbe accadere senza se e senza ma. Dovrebbe.

Purtroppo però, dopo Fullcomics, il dubbio che la battaglia del diritto d’autore serve solo ad alcuni più come vetrina pubblicitaria di se stessi che come specchio sincero di genuine intenzioni, è ormai quasi una certezza.

E dispiace dover sottolineare che il primo a dare il cattivo esempio in tal senso sia il maestro Milazzo. Purtroppo i numeri parlano chiaro e non si possono tacere. Milazzo per parlare di diritto d’autore all’interno di un’incontro della durata di un’ora, in cui ha dovuto dividere gli interventi con altri 3 relatori, ha chiesto per compenso 500 euro, permettendosi alla fine del convegno pure il lusso di dire che “gli autori di fumetti non sono metalmeccanici”.

Quindi facciamo cadere ogni timore reverenziale e chiamiamo le cose con il loro nome. Fare la battaglia per il diritto d’autore a cachet non è cosa molto elegante. Anzi, non è un modo di fare serio per chi vuole fare battaglie per ottenere dei risultati per tutta una categoria. Capisco che si debba pagare l’obolo al prestigioso testimonial quale è Milazzo, ma 500 euro per 2 ore al pomeriggio di sabato, compresi tempi morti, non è un rimborso spese, è un compenso vero e proprio, ed è un compenso esoso in relazione alla reale prestazione fornita. Se poi si aggiunge alla cifra il fatto che il creatore grafico di Ken Parker se ne è andato subito dopo l’incontro (nonostante provenisse da 55 km di distanza da Piacenza), salta all’occhio che almeno avrebbe potuto trattenersi, dopo il congresso, magari per una mezz’oretta al bookshop della fiera per fare un paio di disegni per il pubblico. I lettori che avrebbero potuto essere fortunati beneficiari dei suoi disegni, oltre l’impegno sindacale e politico a compenso, ne avrebbero di sicuro apprezzato anche le grandi doti artistiche che da sempre lo hanno fatto amare presso il grande pubblico. Magari tra i visitatori c’era anche qualche metalmeccanico amante del fumetto che se ne sarebbe tornato a casa contento con un disegno originale di un grande maestro del pennello di nome Ivo Milazzo, papà grafico di Ken Parker.

L’intervento del Maestro Milazzo al convegno sul diritto d’autore a Fullcomics è suonato per molti aspetti come un disco già sentito che si articolava sui soliti punti che da sempre caratterizzano le uscite pubbliche dell'autore su questo argomento. La proposta di modifica della legge sul diritto d’autore portata da anni avanti da Milazzo da sempre si incardina sull’assunto (molto opinabile a dire il vero) che i disegnatori impiegano più tempo a realizzare la loro parte dell’opera rispetto allo sceneggiatore e alle altre maestranze del settore che concorrono alla creazione di un prodotto editoriale.

Non sono mancate la frecciatine nei confronti dell’ex Ministro della Cultura e del Governo, senza risparmiare i rami del parlamento, tutti rei secondo Milazzo, di essere in altre faccende affancendati e di non avere nella giusta priorità il fumetto. Ma non è mancata nemmeno da parte di Milazzo la lucida analisi che il rivendicazionismo spinto di alcuni autori non è correlato con l’attuale situazione del mercato.

L’intervento del Maestro Milazzo si è chiuso comunque con l’accenno alla fusione degli autori di fumetto nell’Associazione Illustratori, per dare vita agli Autori di Immagini, che nemmeno è nata è già suggerisce l’idea di essere una meravigliosa paella senza sale utile a qualcuno.

Dell’incontro piacentino sul diritto d’autore va archiviato come avulso dal tema centrale del dibattito, l’intervento di Matteo Stefanelli, ricercatore dell’Università La Cattolica. Il “professore”, proveniente da Milano (cachet 150 euro, perché come lui stesso sostiene, un contributo professionale; ha un costo), non trova di meglio,  che spiegarci la situazione dei diritti del mercato digitale in Francia. In un semiflorilegio di diritto d'autore internazionale comparato che non tiene minimamente conto del fatto che siamo in Italia, che il convegno si riferiva al diritto d’autore in Italia e che il mercato digitale qui nel Belpaese è ancora agli albori grazie ad “investor” che hanno stabilito prezzi da svendita sotto l’euro pur entrare nel mercato dei fumetti digitali, ci viene ancora una volta data a bere la presunta superiorità dei francesi in materia di diritto d’autore. Forse il “Professore” Stefanelli deve avere scordato, o si è nascosto sotto al tappeto (a volte gli capita, ma succede anche ai migliori), il recente caso Uderzo.

Secondo il fisco francese il coautore di Asterix è stato derubricato a semplice illustratore, mero esecutore delle indicazioni dello sceneggiatore Goscinny e quindi deve sborsare all’erario d’oltralpe circa 230.000 euro per il cambio di prestazione. Un significativo passo indietro per quella che ci viene spacciata continuamente per il modello di nazione e di cultura fumettistica a cui l’Italia dovrebbe necessariamente aspirare.

Del moderatore Michele Ginevra, invece, l’unica cosa degna di nota che si ricordi dei suoi interventi durante l’incontro sul diritto d’autore a Fullcomics è l’avere ricordato all’uditorio presente che si è laureato in Scienze Politiche con una tesi sul diritto d’autore nel fumetto, e che la tesi ha vinto pure un premio. Probabilmente il manoscritto sarà stato molto apprezzato dai “tanti zii e cugini” che ornano il suo profilo da blogger. Chissà…

Tra i relatori era presente anche Salvatore Primiceri, in veste di autore del libro “Il Diritto d’Autore nelle Opere a Fumetti”, l’unico ad avere un a vera “expertise” certificata in materia di diritto d'autore, considerata la sua biografia che racconta di una laurea conseguita in giurisprudenza e degli approfondimenti in diritto d'autore conseguenti. Purtroppo Primiceri a casa del doppio ruolo di padrone di casa e relatore non è potuto andare oltre una sintetica presentazione del suo libro durante il suo breve intervento.

Ed è curioso comunque notare come i cosiddetti “esperti” di diritto d’autore, riuniti a convegno a Fullcomics, a differenza dello stesso padrone di casa, non abbiano mai pubblicato un saggio esplicativo sull’argomento. Giunti a questo punto è più che legittima la boutade. Forse non avranno trovato il cachet adeguato per riversare sul cartaceo le loro conoscenze? Se per parlare meno di un ora c’è chi si prende dai 150 ai 500 euro, per scrivere un libro come quello realizzato da Primiceri, quanto avrebbero chiesto in proporzione all'editore? 20.000 euro?

Rimane il fatto che il libro di Primiceri sul diritto d’autore nelle opere a fumetti è al momento unico nel panorama editoriale italiano saggistico di settore e nessuno praticamente ne sta parlando. E dire che contiene anche il modello di contratto di edizione commentato nel dettaglio, così come è commentata la legge sul diritto d’autore vigente in tutti i suoi articoli e aspetti.

Tirando le somme, il convegno sul diritto d’autore a Fullcomics va considerato come ben riuscito ma andrebbe ripensato nella sua formula. Si potrebbe diluirlo sui tre giorni di fiera con tre incontri diversi, con il terzo appuntamento che abbia la funzione di raccogliere le fila dei primi due. E soprattutto si potrebbe iniziare a vedere se oltre al giro dei soliti noti esistano altre voci degne di attenzione per quanto riguarda lil diritto d'autore. Un pizzico di “expertise” in più, infine, non guasterebbe. Per vincere le guerre ci vogliono anche i generali, non solo i pittori di guerra…

La chiusura dell'articolo è dedicata all’incontro professionale che si svolgerà a Napoli Comicon, in cui l’Associazione Illustratori dovrebbe iniziare il percorso di trasformazione in “Autori di Immagini”. I relatori sono: Ivo Milazzo, Claudio Stassi, Luca Boschi, Paolo Rui, Susanna Raule, Aldo Di Gennaro, Baru.

Due domande (a trabocchetto, ma anche no...):

1) ma anche qui Milazzo prende 500 euro?

2) ma perché abbiamo sempre bisogno dell’ospite straniero per legittimare le cose di casa nostra?

Domanda bonus:

Ma non sarebbe anche il caso di iniziare a pensare ad una associazione relatori a cachet delle fiere del fumetto?

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