- Categoria: Recensioni
- Scritto da Francesco Murrone
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Incubi
Sogni inquieti e nefaste realtà nell'opera prima di Michele Penco.
Quattro storie, quattro vicende slegate le une dalle altre con un piccolo comun denominatore: la materializzazzione delle proprie paure più recondite.
Con “La città sull'oceano” e “Il modello”, adattamenti a fumetti dello scrittore statunitense H.P. Lovecraft, ed insieme a “l'autoritratto” e "l'essere del sogno”, suoi racconti originali, l'autore riesce a snocciolare in questa antologia il tema dell'incubo eccellentemente.
Il volume si presenta in modo elegante sin dai primi momenti ed è ben introdotto dalle lusinghiere parole dell'autore toscano Gianni “Gipi” Pacinotti.
Già da un veloce sguardo il disegno salta all'occhio per la sua minuziosità; scene di particolare enfasi horror sembrano studiate dal vivo e riprodotte con fedeltà di vignetta in vignetta.
Particolare attenzione merita la storia che apre la pubblicazione, “l'autoritratto”, che, in poche pagine e pochissimi dialoghi, narra uno stato d'animo complesso e la materializzazzione della paura atavica del protagonista, come se, il lavoro introduttivo, si ponesse come manifesto dell'intera opera.
Dal punto di vista narrativo è da notare che la storia conclusiva segue lo stesso registro lessicale e narrativo delle precedenti, sembrando così anch'essa un adattamento da Lovecraft.
Le modalità della narrazione nelle ultime tre storie ricordano estremamente le formule prescritte da Will Eisner nel suo “Graphic storytelling”, conferendo alle opere, nella loro totalità, un taglio rigidamente tecnico, meno forte e convincente de “l'autoritratto”.
Nonostante qualche piccola ingenuità, consona ad un fumettista esordiente, “Incubi” è una buona opera prima della quale il suo giovane autore, Michele Penco, può far vanto.
Titolo: Incubi
Testi e disegni: Michele Penco
Editore: Associazione culturale Double Shot
Pagine: 80 pagine in bicromia
Prezzo: € 8,00