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Valter Buio #01
di Azad Lafata
Valter Buio, il nuovo fumetto italiano tra fantasmi e psicanalisi.
Sono passati quasi ventiquattro anni da quell'ottobre del 1986, quando nelle edicole italiane fece capolino l'alba dei mortiviventi, il primo albo di Dylan Dog, pubblicato da Sergio Bonelli Editore, in cui grazie alla genialità e al talento di Tiziano Sclavi, il paranormale fu sdoganato davanti al vasto pubblico del fumetto popolare, diventando uno dei generi a fumetti di maggior successo, sia di pubblico che di critica fino al punto di rendere le storie dylaniate un vero e proprio cult che dura ancora oggi.
In questo marzo 2010, esce per Star Comics il primo numero di Valter Buio, psicanalista degli "Inconsci" ovvero i fantasmi dei morti intrappolati nel limbo che li separa dal riposo eterno.
Ebbene l'uscita di questo primo numero dedicato a questo nuovo personaggio creato da Alessandro "La Dottrina" Bilotta , intitolato semplicemente I Morti, forse tra qualche anno potrebbe essere ricordato con lo stesso fulgore e lo stesso valore della nascita editoriale dell'indagatore dell'incubo di Craven Road.
Una breve anticipazione della trama del primo numero di Valter Buio è facilmente reperibile anche sul sito della Star Comics, e quindi non ci soffermeremo sulla storia in se stessa, soprattutto per non rovinare il gusto della lettura, ma ve ne raccomandiamo caldamente l'acquisto.
Se siete rimasti delusi da Caravan e da Greystorm, ma se avete apprezzato gli ultimi numeri di Dylan Dog (tra cui una bella storia firmata proprio dallo stesso Bilotta), allora Valter Buio è il fumetto che fa per voi.
Alessandro Bilotta, forse qui più libero dai parametri bonelliani, reinventa il fumetto italiano dedicato al paranormale, arrivando addirittura, secondo chi vi scrive, a scavare un nuovo solco per questo genere. La Star Comics con Cornelio, altra serie a fumetti creata da Carlo Lucarelli e inaspettato successo di pubblico più che di critica, era finalmente riuscita, grazie all'apporto del romanziere giallista ed esperto di cronaca nera, a sdoganare il fumetto popolare con una ambientazione e personaggi tutti italiani.
Alessandro Bilotta conclude con Valter Buio, ambientandolo in una Roma molto realistica e affascinante, quest'opera di demolizione del dogma, non solo del fumetto, ma anche presente in tutte le altre forme d'intrattenimento audiovisivo, che ci accompagna dal dopoguerra e secondo il quale l'Avventura con la A maiuscola non può essere ambientata nel nostro belpaese, perchè se è vero, come dicevano Fruttero e Lucentini, che nella fantascienza "dischi volanti non possono atterrare a Lucca", nel mondo del fumetto popolare sembrava ancor più vero che senza un personaggio straniero e l'evocazione di paesaggi esotici o urbani d'oltreoceano non si potesse raggiungere effettivamente il cuore del lettore, quello più puro nella ricerca del suo intrattenimento, quello di passaggio, quello che legge albi a fumetti durante il suo pendolarismo quotidiano.
Bilotta riesce anche a soprassedere al postmodernismo e al citazionismo spinto fine (a volte fine a se stesso) che attualmente sembra andare molto di moda tra gli diversi esponenti dell'ultima generazione di scrittori di fumetti da edicola. Eppure sarebbe facile cadere in questo baratro del citazionismo davanti ad un personaggio come Valter Buio, ma l'autore invece ce lo racconta come una delle infinite storie che affollano le vie e gli uffici della Capitale. Valter non ha bisogno di citare fighe frasi di film per sfidare il lettore ad indovinare la fonte, perchè Valter parla al lettore con le sue fragilità, le sue fobie e le sue fissazioni, e anche con un immancabile oscuro passato, che però, agli occhi del lettore ancora ignaro dei suoi segreti più terribili, lo restituisce come un personaggio molto malinconico e molto avvezzo alla sofferenza umana e sono proprio questi tratti a fargli rapidamente conquistare la fiducia e l'occhio benevelo del lettore.
Valter Buio si avvale di un plot abbastanza ritmato, che strizza l'occhio ai meccanismi narrativi delle moderne serie TV, ma sempre senza abusarne, cercando anzi di reinventare anche su questo frangente nuove regole e nuove prospettive per raccontare una storia nata per un albo di larga diffusione. A completare il tutto una serie di coprotagonisti molto ben tratteggiati e mai fuori registro, e un avversario malvagio come raramente se ne sono visti negli ulimi anni.
Valter Buio, anche grazie agli otimi disegni di Gerasi che rendono perfettamente l'atmosfera pensata da Bilotta, è un fumetto che ti prende e che ti fa dire dopo l'ultima pagina. "quando esce il prossimo?"; e non è sempre stato forse questo l'obiettivo del fumetto popolare?
Testata: Valter Buio
Titolo: I morti (numero 1)
Descrizione: 96 pp, b/n, brossurato, formato "bonelli"
Prezzo: 2,70 euro
Editore: Star Comics
Distribuzione: edicola, fumetteria