- Categoria: Recensioni
- Scritto da Andrea Pistoia
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Bushido
La prima cosa che balza all’occhio di questo albo è la sua difficile lettura.
Lo s’intuisce dalla trama: si narra di un periodo della storia giapponese collocato intorno alla fine del diciannovesimo secolo. Il Giappone si apre al resto del mondo; questo porta i giapponesi tradizionalisti a dover immergersi in modi e costumi nuovi, fatti di pistole, di nuove tecnologie, di punti di vista e di pensiero opposte alle loro.
Questo scenario di grossi cambiamenti lo viviamo attraverso gli occhi di Shiwa Shinnosuke, un giovane ma agguerrito samurai che sta cercando un luogo dove morire con onore, come richiede il codice dei samurai. Immerso in una guerra tra spade, pistole e cannoni, Shiwa trova una ragione di vita in Hishitaka Toshizo, il suo vice comandante.
Insieme affronteranno numerosi combattimenti e verranno a contatto con personaggi alquanto insoliti ed originali, il tutto dominato dalle ferree leggi della ‘Via del samurai’.
Come dicevo, l’albo è di difficile lettura. Innanzitutto seguiamo episodi di un passato a noi sconosciuto (quello appunto di fine diciannovesimo secolo in Giappone), al punto che non è chiaro quanto sia storico e quanto romanzato (per fortuna, alla fine dell’albo, c’è un glossario che chiarisce alcuni aspetti della storia). Poco importa questo deficit, se solo il fumetto non fosse pregno di nomi, città, episodi e sfumature narrative che limitano la lettura e la comprensione.
Non facilita neppure il disegno, dato che l’autore (famoso già per opere quali Fortified school) usa un tratto molto sottile, spigoloso, marcato, spesso superficiale. In più, alcune vignette sono talmente povere ed abbozzate che paiono essere state posizionate lì all’ultimo momento. Anche i visi dei protagonisti e tanti sfondi sono grezzi e poco espressivi, anche se nei momenti più delicati e d’impatto si fanno precisi quanto basta per apprezzarli.
Sicuramente uno stile non molto congeniale a quello a cui noi siamo abituati ma che in una storia di questo genere può trovare una sua coerenza e linearità.
La professionalità dell’autore si scorge in altri contesti, ad esempio nel modo in cui è suddivisa la tavola e l’abilità nel giocare con i chiaroscuri (i retini sono pochi e fanno da contorno a disegni che sfruttano solo il tratto ‘cattivo’ dell’autore per risaltare scene e dinamismo).
Lo spessore e la profondità che manca nel disegno lo compensa la caratterizzazione dei personaggi. Dai protagonisti ai personaggi di contorno si scorge un impegno a dare un carattere marcato e originale ad ognuno, mostrandoci i loro dubbi esistenziali e la loro difficoltà a vivere in quell’era di cambiamenti.
Il protagonista vacilla tra insicurezza e aggressività, tra vendetta e onore, tra la ricerca della morte e un motivo per vivere. È un’anima in pena dal carattere conflittuale e precario, così in balia delle sue emozioni da renderlo imprevedibile (e per questo interessante).
Questo albo può certamente incuriosire chi vuole approfondire non solo la ‘via del samurai’ ma anche il passato di un Giappone che per noi occidentale è ancora sconosciuto e misterioso. La trama pur nella sua complessità scorre liscia e senza intoppi (gli aspetti storici che a noi rendono difficile la comprensione vengono compensati da una trama veloce, ricca di colpi di scena e di episodi che mantengono vivo l’interesse).
Non sottovalutate comunque il contesto in cui viene narrata la storia: chi desidera un fumetto di facile lettura non lo apprezzerà di certo. Idem per quanto riguarda chi cerca un disegno curato e realistico.
Un fumetto, in definitiva, difficile da collocare e che per le sue caratteristiche peculiari non è accessibile a tutti.
BUSHIDO
Testi e disegni: Shinichi Hiromoto
Editore: Flash Book Manga
Bianco/Nero, € 5.90