Addio a Sergio Toppi
di Giuseppe Pollicelli*
È scomparso ieri a Milano, dov’era nato 79 anni fa, Sergio Toppi, uno fra i maggiori illustratori e autori di fumetti italiani. In circa sessant’anni di carriera, Toppi ha contribuito a un così gran numero di pubblicazioni, collane di libri e iniziative editoriali che è inutile tentarne un elenco, per quanto sommario, nel breve spazio del presente articolo. È più proficuo spendere qualche parola sullo stile grafico e narrativo di questo artista che intrattenne un rapporto privilegiato con l’editoria cattolica (è stato una colonna de «Il Giornalino») e che, curiosamente, ha al suo attivo un solo personaggio fisso, il poco noto Collezionista, creato nel 1984. Oltre a innovare l’impostazione della gabbia di ogni singola tavola (cioè la forma e la disposizione delle vignette), Toppi aveva messo a punto negli anni un tratto colto e personalissimo con cui, per mezzo di sapienti chiaroscuri e di fitti tratteggi, dava vita a figure sì realistiche ma sempre avvolte da un’aura solenne (ieratica, quasi) che rivela un’attrazione potente per il mito. Quelli di Toppi sono per lo più fumetti storici che, in virtù della sensibilità del loro autore (senz’altro definibile come religiosa), tendono a una trasfigurazione della Storia.
*Articolo tratto da “Libero” del