Così nacquero i cartoni animati made in Italy
di Giuseppe Pollicelli*
Affascinante e insospettabilmente ricco almeno quanto sconosciuto e sottovalutato. È l’universo che la studiosa milanese Raffaella Scrimitore ha indagato con competenza e passione nel saggio Le origini dell’animazione italiana. La storia, gli autori e i film animati in Italia 1911-1949 (Ed. Tunué, pp. 224, euro 16,50). Suddiviso in due sezioni, il libro, dopo avere raccontato la progressiva differenziazione del cinema animato dal cinema dal vero (percepiti fino agli anni Venti come una medesima forma di attrazione-spettacolo), propone dapprima un esaustivo excursus che va dagli albori dell’animazione nel Belpaese - con gli esperimenti, tra gli altri, di Fregoli e dei fratelli Ginanni Corradini - fino al secondo Dopoguerra, quando (con i film di Anton Gino Domeneghini e dei frateli Pagot) si tentò senza successo la strada del lungometraggio animato, resa impraticabile sia dalla qualità superiore dei prodotti Disney sia dall’attenzione pressoché esclusiva al realismo che contraddistingueva il dibattito culturale di quegli anni. La ricca seconda parte è invece occupata da esaustive schede critiche, comprensive di filmografia, dedicate ai numerosi «pionieri» dell’animazione tricolore.

*Articolo pubblicato originariamente su “Libero” del 21 agosto 2013. Per gentile concessione dell'autore.