Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Liberazione animale (il Saggiatore)

libanimaledi Alessandro Bottero. Nel 1975 il filosofo australiano Peter Stinger pubblica la prima edizione di Animal Liberation, il primo testo filosofico dedicato al problema dei diritti degli animali. Trent’anni dopo la casa editrice il Saggiatore, ripubblica l’opera secondo l’edizione aggiornata del 2015. Quando apparve l’opera di Stinger provocò un terremoto nel campo dell’Etica. Partendo dall’Utilitarismo di Bentham e seguendo l’idea della massimizzazione dei benefici - I benefici maggiori per il numero maggiore – critica alla radice la concezione del rapporto tra esseri viventi umani e esseri viventi non-umani. Il punto di partenza per Stinger è nella capacità di provare sofferenza (capacità passiva) e nella volontà di ridurre tale sofferenza al minimo (volontà attiva). È questo e non il concetto etico di diritto – a differenza, ad esempio dell’opera di Tom Regan, altro esponente del mondo animalista, che invece basa la sua etica sui diritti intrinseci come il diritto di vivere – a dover guidare le scelte etiche di una società. Questo punto di partenza abbatte anche le differenze di valore tra umani e non umani. Una volta stabilito come dato di fatto incontrovertibile che anche gli esseri viventi non umani sono capaci di provare sofferenza e lasciati a se stessi in situazioni normali vogliono ridurre al minimo le possibilità di soffrire, allora ne consegue che è eticamente sbagliato infliggere sofferenze – ossia coartare la volontà di un altro essere vivente sia pure non-umano a non soffrire – mettendo in moto la capacità innata di soffrire. Posto poi che tutto il sistema dell’industria gastronomica soprattutto si basa su uno sfruttamento degli esseri viventi non umani, che ha come componente ineliminabile la sofferenza degli esseri viventi non-umani vittime di tale sfruttamento, la posizione eticamente accettabile è solo quella di non infliggere sofferenza, quindi tirarsi fuori dal circuito di sfruttamento. Ma per Stinger il punto non è solo non fare del male. Nelle sue opere successive a Liberazione Animale, ad esempio Pratical Ethics (1980) e l’ultimo The most good you can do (2015)iha elaborato la teoria dell’ Effective Altruism (Altruismo efficace) per cui non basta solo adoperarsi per ridurre la sofferenza altrui, ma esistendo varie possibilità di intervento la posizione eticamente giusta è farlo nel modo più efficace possibile. Liberazione Animale è il libro in cui Stinger conia per la prima volta il termine Specismo, ossia la forma di razzismo per cui una specie (quella umana) sarebbe di per sé superiore a tutte le altre. Stinger combatte questa posizione affermando una sostanziale uguaglianza tra specie diverse, uguaglianza basata appunto sull’argomento centrale della capacità di provare sofferenza. Bisogna però dire che Stinger non ha mai detto che esseri viventi umani ed esseri viventi non-umani (o volendo esseri umani e animali) siano identici. A pagina 24 del libro troviamo infatti questa frase: “Esistono senz’altro notevoli differenze tra gli umani e gli altri animali che devono dare luogo a qualche differenza nei diritti di ciascuno. L’ammissione di questo fatto ovvio tuttavia non è di ostacolo all’estensione del principio fondamentale di eguaglianza agli animali non umani.” È palese che vi siano differenze morfologiche. Come dice sempre Stinger a pag.24 “Poiché i cani non possono votare è privo di senso parlare di un loro diritto al voto”. Il punto nodale del volume non è affermare che uomini e animali siano identici sotto tutti i punti di vista. Il punto centrale è affermare il diritto degli animali (o più correttamente esseri viventi non-umani) a non soffrire, tanto più se la loro sofferenza è una conseguenza di un godimento perseguito dagli esseri umani nel cibo, nel vestiario o in altro, e quindi liberarli dalla loro condizione di schiavi sottoposti all’arbitrio e ai capricci di un’altra specie. Liberazione Animale in questi trent’anni è rimasto uno dei classici del pensiero anti-specista, e Stinger ha sviluppato il suo pensiero, sempre secondo una coerente linea utilitarista/edonista – ossia il massimo benessere per il massimo numero di soggetti coinvolti – applicando questa logica a temi di bioetica tra i più controversi come l’aborto, l’eutanasia neonatale, e alti ancora. Si può non condividere il suo pensiero, come ad esempio nello stesso campo animalista fa Tom Regan, ma sicuramente le sue provocazioni sono sempre una sfida ed un ottimo esercizio etico e logico.

 

Liberazione animale

Peter Singer

il Saggiatore, 318 pagine,Euro 19

 

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