Ci sono albi che puntano sui colpi di scena e l’azione, altri a dare emozioni forti, specialmente paura e batticuore. Altri ancora che scavano nell’animo umano per trovare quelle sfaccettature emotive che rendono i protagonisti più profondi, complessi e veri.
Uchu Kyodai fa parte di questo terzo gruppo.
La storia è alquanto insolita e originale: nel 2025 due fratelli molto uniti ma in competizione tra loro, aspirano a diventare astronauti della N.A.S.A. Mentre il più piccolo, Hibito, riesce a coronare il suo sogno, il più grande, Mutta, dopo esser stato licenziato come designer nella sua, cercherà in tutti i modi di seguire il fratello tra le stelle.
Nel primo albo avevamo lasciato i due protagonisti a vivere vite separate: Hibito immerso nei preparativi per andare nello spazio mentre Mutta, dopo il licenziamento, affronta il suo pessimismo verso il suo destino tentando una selezione per aspiranti astronauti.
In questo secondo albo Mutta, raggiunto il fratello in Florida, affronterà nuove prove, quotidiane e non, che da un lato mostreranno la sua psiche curiosa e imprevedibile, dall’altro ci faranno scoprire come dietro un concept di base particolare e lontano dalle nostre vite possano nascere situazioni che tengono incollato il lettore all’albo.
La storia prosegue senza eclatanti colpi di scena ma viene servita in modo lineare e ponderata: seguiamo da una parte l’addestramento di Hibito (tanto di cappello all’autore e alla sua cultura sull’argomento trattato) e dall’altro la vita ‘on the road’ di Mutta. Tutto prosegue in modo scorrevole, fatto di piccoli gesti e situazioni che avvicinano i protagonisti al loro sogno, senza accelerazioni forzate verso la dirittura d’arrivo. L’autore, e noi, si gode il viaggio.
Il fumetto è indirizzato verso un pubblico prevalentemente adulto, sia per le tematiche trattate sia per il modo in cui vengono narrate. La lettura scorre senza tentennamenti e senza annoiare, pur narrando a volte episodi di vita quotidiana che il lettore medio potrebbe fare anche a meno di conoscere. Ma questa è solo una conclusione superficiale; in realtà ogni elemento, anche il più insignificante, fa parte di un quadro molto più ampio e sottile che ci permette di conoscere sempre più in profondità la psiche dei protagonisti, al punto che ci si domanda se non esistano veramente.
La quotidianità della loro vita viene narrata con un ritmo serrato e mai noioso, i protagonisti di contorno hanno una loro identità precisa e mai banale, i dialoghi sono fluidi (anche se un paio di errori si riscontrano nella traduzione, causa certamente di una svista) e i disegni sono in armonia con la storia.
Non pensiate però che sia un albo serio; Mutta passa da momenti di introspezione a situazioni di ilarità pura, che strappano un sorriso (se non addirittura una risata) al lettore, alleggerendo l’atmosfera. La psiche dei protagonisti è realistica e ricca di sfumature mai stereotipate. I discorsi sono fluidi e ricci di particolari, mai patetici o da romanzo rosa di serie Z.
I disegni sono ottimi e molto realistici, perfettamente in linea con la trama e le tematiche trattate. Per fortuna non ci sono i protagonisti in versione deformed; questo avrebbe rovinato inevitabilmente l’albo. Ciò non toglie che le espressioni realisticamente buffe dei protagonisti sono sufficienti a far divertire.
L’uso dei retini non è mai ingombrante e fuori luogo e, come la divisione delle tavole e le inquadrature, non stanca mai il lettore e lascia fluire la storia senza intoppi o rallentamenti.
Colpiscono anche le copertine: la Star Comics le ha realizzate con un effetto olografico (vedere per credere!) che rende questi albi ancora più singolari e distinguibili dalla massa.
Infine, da non sottovalutare anche il fatto che questo fumetto è stato candidato a svariati premi in Giappone (di cui alcuni pure vinti) e attualmente stanno realizzando un film con attori in carne e ossa.
In definitiva, un albo appassionante, originale, ricco di sfumature sia psicologiche che tecnologiche, di continui piccoli colpi di scena e situazioni che non fanno mai calare l’attenzione del lettore.
Un serie consigliata a tutti coloro che stanno cercando un fumetto ‘adulto’ in cui potersi identificare.
Difficile da digerire invece per chi è abituato a fumetti come ‘Dragon Ball’ o ‘Sailor Moon’, i quali lo potrebbero trovare addirittura noioso se non addirittura privo di stimoli.
UCHU KYODAI, FRATELLI NELLO SPAZIO, 2° albo
Testi e disegni: Chuya Koyama
Editore: Star Comics
Bianco/Nero, PP 220, € 4.90






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