Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Affittopoli: non è il “nostro” Sergio Bonelli - UPDATE

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[22/02/2010] » Alla fine della notizia, l'intervento del Direttore di Fumetto d'Autore. È un palese caso di omonimia, ma non accettiamo lezioni di giornalismo da chi, come Roberto Reccchioni, ha infangato la memoria di Bruno Concina con false notizie.

Tutto è bene quel che finisce bene. La notizia è che non c’è notizia. Il Sergio Bonelli presente nell’elenco degli affittuari a prezzi ribassati del Pio Albergo Trivulzio, non è il “nostro” Sergio Bonelli, il primo editore italiano di fumetti. Si tratta di un omonimo. Questo Sergio Bonelli, affittuario di un appartamento della Baggina, sito in Via Alfieri 17 a Milano, è primario ospedaliero, e già aveva fatto capolino nella cronaca locale milanese nel 1992 per essere stato gambizzato da uno sconosciuto. Un episodio, che all’epoca fu raccontato dal Corriere della Sera e che poi scivolò nell’oblio e che ora è riemerso a far chiarezza su questo caso di omonimia. E di questo ritrovamento giornalistico ringraziamo Roberto Recchioni, però aggiungiamo che proprio da lui, noi di Fumetto d'Autore, non prendiamo lezioni di giornalismo sul controllo delle notizie e delle fonti.

Scrive Recchioni sul suo blog a proposito di questa faccenda: “sembra evidente, che i giornalisti non avessero tempo da perdere in sciocchezze come il controllare con cura le informazioni a loro disposizione. Del resto, è molto più comodo (e proficuo), sputtanare qualcuno di famoso”. La rockstar del fumetto italiano, sceneggiatore anche di Dylan Dog, spiega tra i commenti del post a chi si riferisce nella sua invettiva: “Era l TG de la 7. Comunque sia, le smentite su quotidiani (e su un sito di fumetti in particolare), sono state PENOSE”.

Il sito di fumetti a cui si riferisce Recchioni è Fumetto d’Autore, visto che siamo stati gli unici a rilanciare prima la notizia della presenza di Sergio Bonelli nell’elenco degli inquilini della Baggina, data dall’ANSA e da altre agenzie e a seguire anche da quotidiani titolati come La Stampa e altri. Il giorno dopo, siamo sempre stati gli unici a riportare la smentita dello stesso Bonelli e le dichiarazioni del suo legale. Abbiamo quindi svolto un'informazione corretta ed equilibrata.

Ma c’è di più. Fumetto d’Autore è anche l’unico sito che ha sbugiardato Roberto Recchioni, pescato a infangare la memoria del defunto sceneggiatore Bruno Concina. La rockstar del fumetto italiano, recentemente, ha raccontato diverse balle sul conto di Concina e della sua diatriba con Disney riferendo anche di un presunto accordo sottobanco tra lo stesso sceneggiatore veneziano e la multinazionale del Topo. Lo stesso Concina, però, aveva smentito l’accordo quando ancora era in vita. Ovviamente in quella occasione Recchioni non citò le fonti delle sue informazioni, né le controllò, visto che quando saltò fuori la verità sul conto di Bruno Concina - anche sul forum di Comicus - non solo non smentì, ma nemmeno si scusò pubblicamente per avere infangato la memoria di un defunto e illustre “collega” davanti alla palese dimostrazione di avere raccontato balle sul suo conto.

Quindi, grazie a Roberto Recchioni per avere aiutato a fare definitivamente luce sul caso di omonimia  riguardante l’editore più grande del fumetto italiano (sul libro paga del quale si trova anche la rockstar del fumetto), ma da Recchioni non prendiamo lezioni di giornalismo sulla fonte e il controllo delle notizie. Il rispetto per la memoria del grande Bruno Concina ce lo impedisce.

Infine ringraziamo Recchioni anche per l'attenzione che dimostra sempre verso Fumetto d'Autore, ma la prossima volta magari un link al nostro sito "penoso" lo può anche mettere. E' vero che non siamo un sito "porno-eversivo", ma magari a qualcuno possiamo anche piacere.

 

L'intervento del Direttore sulla querelle fonti-non fonti relative alla notizia circa la presenza di UN sergio bonelli nella lista degli affittuari degli immobili del Pio Albergo Trivulzio.

Ringrazio tutti coloro che seguono quotidianamente e con costanza il nostro sito, anche se poi non lo dicono. Parrebbe che Giorgio Messina, che si è occupato di seguire il caso "Trivulzio/Bonelli" si sia reso colpevole di un reato di lesa maestà, e addirittura di incoerenza rispetto a quanto scritto da me in un mio editoriale.

Per soddisfare la sete di sangue di alcuni che seguono questo sito, dovrei svergognare pubblicamente Messina, e magari cacciarlo dalla testata, accusandolo di essere astioso, rancoroso, bugiardo, mentitore, ed ovviamente anche "fascista" e rovina-carriere-dei-poveri-autori-che pubblicano-per-la-Cagliostro-E-Press. Forse (ma solo forse) questo placherebbe l’astio e il rancore che leggo in certi interventi totalmente "dinsinteressati".

Quello che voglio dire invece, ai miei piccoli lettori che tanto devotamente seguono tutti i giorni quello che scriviamo, è che non c’è nulla di cui rimproverare Giorgio Messina o Fumetto d’Autore.

Dalle FONTI in possesso di tutta la stampa l’unico dato era la presenza di un NOME, senza data di nascita, su un elenco. La cosa che è stata fatta è dare la notizia basata sulle FONTI primarie (la lista dei nomi degli affittuari degli immobili del Pio albergo Trivulzio, così come era disponibile al momento in cui è andata online la notizia. Quindi RISPETTO DELLE FONTI, CONTROLLO DELLE FONTI, e PUBBLICAZIONE DI UNA NOTIZIA.

Successivamente quando ALTRI DATI NON IN POSSESSO DEI MEZZI DI INFORMAZIONE AL MOMENTO DELLA PUBBLICAZIONE DELLA NOTIZIA sono emersi, è stata data SUBITO la smentita e l’informazione COMPLETA IN BASE ALLE FONTI SUCCESSIVAMENTE DISPONIBILI.

E la smentita è stata pubblicata negli stessi spazi, e con la stessa importanza e visibilità della notizia.

Signori, se vogliamo giocare a fare le pulci a qualcuno con noi cascate male. Ci siamo capiti?

Alessandro Bottero

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