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- Scritto da tuttocartoni
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Intervista a Lucilla Stellato: «sono riuscita a forare il guscio della noce»
Presentati ai lettori di Fumetto d'Autore.
Ciao a tutti, mi chiamo Lucilla Stellato, sono salernitana e disegnatrice di Nathan Never per la Sergio Bonelli Editore.
Quando e perchè è nata la tua carriera.
Carriera è un parolone... chiamiamola gavetta! ;-)
Ho avuto sin da piccola la passione per il fumetto ma mi sono interessata e avvicinata all'ambiente professionale solo intorno al 2004, dopo aver portato a termine gli studi al liceo classico e all'Accademia di Belle Arti di Napoli.
Ho seguito i corsi di fumetto presso la Scuola Italiana di Comix, a Napoli. La frequenza ai corsi e il contatto con i professionisti del settore mi sono serviti tantissimo per apprendere aspetti sconosciuti del mestiere e per appassionarmi sempre di più a questo lavoro. Colgo quindi l'occasione per ringraziare pubblicamente tutti gli insegnanti e i disegnatori (sia napoletani che salernitani) che mi hanno incoraggiata, seguita e consigliata sin dai miei primi giorni alla Comix.
Dopo la fine dei corsi e durante gli anni in cui lavoravo con continuità per le edizioni scolastiche, sono entrata in contatto con Daniele Statella e insieme abbiamo iniziato a realizzare diverse tavole di prova per alcune serie finchè non siamo entrati nello staff di Unità Speciale per l'Eura Editoriale.
Contemporaneamente ho cominciato anche a lavorare per Giuseppe di Bernardo (L'Insonne – Edizioni Arcadia).
In seguito ho avuto modo di conoscere Federico Memola e, per le Edizioni Star Comics, ho collaborato alla realizzazione di una storia per un Extra di Jonathan Steele e ho disegnato un episodio per Agenzia Incantesimi. Sempre con Memola ai testi, ma per le Edizioni Arcadia, ho disegnato una storia de La Stirpe di Elan per la pubblicazione Arcadia Presenta.
Successivamente c'è stata la partecipazione al progetto Nero Napoletano, per la Scuola Italiana di Comix, Corriere del Mezzogiorno e Napoli Comicon.
Dopodichè sono entrata nello staff della serie Kepher, per le Edizioni Star Comics. Per questa serie, scritta da Roberto Cardinale e Stefano Nocilli, ho realizzato due numeri (il 2 e il 7).
Nel frattempo ero già in contatto con Antonio Serra, al quale inviavo, di tanto in tanto, studi sui personaggi principali di Nathan Never, finchè non ho realizzato le tavole di prova e sono stata accolta nello staff di questa serie Bonelli.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
Non è facile per me rispondere a questa domanda... anedotti ce ne sarebbero ma avrei difficoltà ad essere sintetica nel raccontarli!
Preferisco usare un po' di ironia verso me stessa e riassumere scherzosamente i miei anni di gavetta paragonandomi a un animaletto, detto volgarmente pappicio, che, lentamente e con molta pazienza, riesce a forare il guscio di una noce.
C'è un detto napoletano che dice "Ricett' 'o pappic' vicin' 'a noce: ramm' o tiemp' ca t' spertos'!" (Disse il pappicio alla noce: "Dammi il tempo che ti buco").
Ecco, diciamo che mi diverto a descrivermi così! :-)
A quali progetti stai lavorando attualmente?
Al momento sono al lavoro su di un albo per la serie regolare di Nathan Never, si tratta del capitolo conclusivo di una trilogia, i cui testi sono di Alberto Ostini. Dopo Simona Denna ed Elena Pianta, rispettivamente al lavoro su primo e secondo albo, arrivo io con la terza e ultima parte della storia.
Ho iniziato da pochi mesi e sono davvero contenta, mi sto impegnando per fare del mio meglio.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Vorrei fare tante cose in futuro... ma ho ancora tanto da imparare e per il momento sto ancora familiarizzando con Nathan! Di sicuro un domani mi piacerebbe provare anche con altre storie e altre ambientazioni ma c'è tempo... si vedrà!
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Dunque... di sicuro rifarei alcuni sacrifici e certe rinunce... per quanto mi siano costati (e tutt'ora mi costino) li rifarei perché so che sono stati necessari, almeno in gran parte. Quindi non sono pentita di aver dovuto lavorare intensamente e aver rinunciato a uscite o svaghi, sapevo che faceva parte del gioco.
Di sicuro, con il senno di poi e se potessi tornare indietro, non sprecherei tempo ed energie su alcuni progetti o collaborazioni improvvisate che non sono effettivamente serviti alla mia crescita professionale, per fortuna si è trattato di pochi casi. E, soprattutto, darei il giusto peso alle parole di certe persone e non crederei alle promesse di altre.
La tua serie preferita?
Non riesco a scegliere una serie in particolare tra la grande varietà di racconti, storie e personaggi che il fumetto offre...
Piuttosto direi che apprezzo in particolare alcuni albi o alcuni cicli di storie, estrapolati da serie e scuole di diversa natura (da alcuni albi di Dylan Dog, Nathan Never e Julia a certe graphic novel americane, da diverse pubblicazioni francesi – Blacksad è senz'altro una delle mie preferite - alle produzioni di alcuni mangaka).
Decisamente troppa varietà di stili e contenuti, come si fa a scegliere? Il fumetto è meraviglioso perchè vario! :-)
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Quando rimango colpita da una storia a fumetti vuol dire che vengo affascinata dall'insieme, dall'unione dei testi e dei disegni, nel momento in cui sono entrambi di alto livello si crea la magia e si dice che la "storia funziona" (come in Blacksad, appunto).
In questi casi, quindi, mi capita di pensare "Vorrei disegnare anche io così, un domani, per poter essere in grado di contribuire alla realizzazione di un prodotto importante".
Ma credo di dover accumulare ancora parecchia esperienza!
Com'è il tuo rapporto con il web?
Controverso. Internet è diventato ormai uno strumento indispensabile per il mestiere del disegnatore di fumetti, sono la prima ad ammettere che mi troverei in difficoltà senza.
E' un mezzo ultilissimo sia per la documentazione quotidiana, sia per tenersi il più possibile aggiornati su nuove uscite, pubblicazioni, recensioni, pareri e quant'altro.
Frequento raramente i forum e non ho un buon rapporto (anzi, non ho alcun rapporto!) con i Social Network. Ho perso il conto di tutte le volte che mi sono sentita chiedere ripetutamente (un po' da tutti tra amici, colleghi e conoscenti) perché non mi sia mai creata un account su Facebook.
Sono consapevole che questa mia scelta comporti un immancabile isolamento, riconosco che sia un utile mezzo che i disegnatori hanno adottato per tenersi in contatto tra loro. Ciònonostante non avverto l'impellente necessità di iscrivermi. Forse il mio carattere tendenzialmente molto schivo ed estremamente riservato, forse un'innata pigrizia nelle public relations on line... cambierò idea solo se, in futuro, non potessi proprio farne a meno. Forse. ;-)
Nel frattempo vedrò di far modificare e aggiornare il mio sito, ce n'è davvero bisogno!
Parlaci della tua giornata tipo
Dopo non tantissime ore di sonno mi alzo e, come prima cosa, faccio il pieno di coccole della mia gatta per poi concedermi una buona colazione.
Una volta che mi sono ricaricata nel corpo e nello spirito non mi siedo subito al tavolo da disegno ma dedico un po' di tempo alla casa (anche i disegnatori cucinano, passano l'aspirapolvere e stendono bucati!).
Si può dire quindi che la mia giornata si divida tra lavoro (mattina, pomeriggio e anche dopocena) e gestione della casa. Ma non solo... cerco di occuparmi anche delle piante di terrazzo e giardino, attività impegnativa ma che mi rilassa molto e mi permette di passare un po' di tempo all'aria aperta e a contatto con la natura.
Ah, da poco ho anche iniziato a fare un po' di attività fisica per evitare di diventare un blocco unico con la postazione di lavoro. Essendo troppo pigra per andare in palestra (come fanno tanti miei colleghi più volenterosi) ed avendo la fortuna di avere accanto un'anima pia (ed esperta) che mi segue, svolgo gli esercizi tra le mura domestiche... chissà se un giorno mi deciderò ad andare un po' a correre!
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d''Autore.
Innanzitutto ringrazio Fumetto d'Autore per avermi concesso questo spazio, ringrazio tutti coloro che mi seguono e che apprezzano il mio lavoro, il mio obiettivo è quello di crescere professionalmente per soddisfare il più possibile me stessa e i lettori.
Desidero lavorare, migliorare e poter contribuire, nei limiti delle mie possibilità, allo sviluppo del fumetto in Italia, un paese dove idee e potenzialità non mancano, bisogna solo credere in ciò che si fa e impegnarsi a fondo per realizzare i propri sogni.
Un saluto a tutti, vi aspetto al Cavacon!








