Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Scuola Internazionale di Comics: Interviste a Stefano Tamiazzo, Francesco Frosi e Matteo Rosin

scuola_internazionale_comicA cura di Paola Consoli e della Scuola Internazionale di Comics

Conosciamo meglio la sede di Padova della Scuola Internazionale di Comics con tre interviste dedicate rispettivamente a Stefano Tamiazzo, Francesco Frosi e Matteo Rosin. Un occasione di orientamento per coloro che vorrebbero intraprendere la carriera di fumettista o di grafico.

Intervista a Stefano Tamiazzo, direttore della Scuola Internazionale di Comics di Padova.

Per i maturandi del 2011 è tempo di riflessioni e di scelte sul percorso da intraprendere dopo il diploma e la Scuola Internazionale di Comics offre una vasta gamma di corsi per chi vuole formarsi per lavorare nel campo delle arti visive.

Per spiegare i motivi che possono indurre un giovane a scegliere di frequentare uno dei corsi abbiamo pensato di fare qualche domanda a chi dirige l’accademia delle arti visive più prestigiosa del paese.

La Scuola Internazionale di Comics: come nasce l’idea di crearla e perchè internazionale?

A questa solo Dino (Caterini, direttore generale della Scuola - ndr)  può rispondere...

Perchè consiglierebbe a un ragazzo di frequentarla?

Il motivo è semplice ma non ovvio: Perchè permette a tutti con il giusto atteggiamento, di intraprendere un percorso professionale e aggiungerei interiore, che va al sodo senza perdersi in orpelli ridicoli. La nostra è un'attività legata all'artigianato, con o senza tecnologia , e in quanto tale necessita di disciplina e metodo che puoi imparare solo al fianco di chi questo mestiere lo affronta già da anni.

Quali sono secondo lei i requisiti che un allievo deve avere per frequentare la Scuola Internazionale di Comics?

La volontà e l' amore per la materia scelta sono ingredienti senza cui nulla è possibile!!!

Il metodo e la tecnica si apprendono, la passione no...Anche se si può opportunamente alimentare!

Qual è il corso che va per la maggiore?

Il corso col maggior numero di inscritti  alla sede di Padova è quello di fumetto, anche se devo dire con grande soddisfazione che sono attivi sia al mattino che al pomeriggio che alla sera anche i corsi  illustrazione  e grafica  pubblicitaria. Crescono nel frattempo con più calma anche cinema d'animazione, web design, e sceneggiatura per fumetto.

Quale corso dà maggiori possibilità di lavorare?

In realtà ogni corso  ha le sue peculiarità legate al mercato.

Credo che la cosa più interessante degli ultimi anni, e parlo anche per esperienza personale, sia il fatto di potere vivere nella propria città e di poter lavorare a distanza anche in altri paesi. Questo ha ovviamente amplificato enormemente la possibilità di poter lavorare.

Ovvio che un briciolo di inglese a questo punto non è più un optional.

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Intervista a Francesco Frosi, docente di Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics.

Quando è nata la tua passione per il disegno e cosa ti ha spinto a voler diventare un fumettista?

Da quando a 6 anni mi luccicavano gli occhi al cinema durante la proiezione dei cartoni Disney e da quando ho cominciato a sognare sulle pagine del Giornalino, di Asterix, di Valerian e di Tex e Martin Mystère.

Parlaci della tua esperienza in qualità d’insegnante: cosa significa per te insegnare la tua arte ai tuoi allievi?

Insegnare è uno “sport” completamente diverso da quello di Disegnare per conto proprio. E' un misto di documentario e teatro in cui la principale preoccupazione è quella di farsi comprendere e mettere gli allievi nelle condizioni di provare nuove cose, approfondire le loro capacità lavorando sodo e divertendosi il più possibile.

Nel fumetto non esistono formule magiche, come tutti lavori è fatto di prove, di crisi di tanto lavoro sulla tecnica e sulla fantasia, dunque è molto importante insegnare ad essere elastici, curiosi, attenti e documentati.

Personalmente quando vedo le facce soddisfatte degli allievi che riescono finalmente a fare qualcosa che pensavano impossibile per loro, mi sento davvero fortunato e mi compiaccio di essere un insegnante.

Quali caratteristiche ci vogliono secondo te per diventare un bravo disegnatore?

Prima di tutto un bravo disegnatore potrebbe anche non essere un bravo fumettista.

Il bravo disegnatore è colui che disegna bene tutto, i corpi tridimensionali e vibranti, gli ambienti profondi e ricchi di atmosfera, ma se non sà sciegliere le immagini giuste e creare le sequenze più fluide, non può essere un bravo fumettista.

Quindi oltre a caratteristiche tecniche assolutamente indispensabili (le basi del disegno per intenderci) ci vogliono una gran passione per raccontare e una grande resistenza per perseverare quando sembra che tutto ti dica fai dell'altro.

Se quando disegni un uomo in corsa non ti accontenti che sia corretto anatomicamente ma vuoi proprio che esca dal foglio allora è sicuro, vuoi proprio fare i fumetti.

//

Intervista a Matteo Rosi, docente di Grafica alla Scuola Internazionale di Comics.

Quali competenze sono richieste ad un buon grafico?

Le competenze che riguardano il ramo della grafica pubblicitaria e della comunicazione sono davvero numerose ed ogni singola competenza richiede uno studio approfondito e una continua ricerca di stimoli e di innovazioni.

Oggi sono molto richieste competenze strategiche (capacità di analisi, di sviluppare un messaggio corretto, rispondere ad obiettivi), competenze organizzative (le fasi del flusso di lavoro), competenze teoriche (comunicazione visiva, utilizzo del testo, del colore, sviluppo di un progetto grafico, ragionare per immagini e metafore ecc.), competenze tecniche (utilizzo dei software), competenze relazionali (lavoro in team).

Poi spetterà ad ognuno di noi scegliere in quale o quali discipline eccellere, se nell'ambito fotografico, nel web design, nella comunicazione pubblicitaria, nel video, nella prestampa ecc.

Cosa vuol dire “studiare grafica”?

Come dicevo prima i rami professionali nell'ambito della comunicazione sono numerosi e ognuno di essi richiede una grande dedizione e amore.

Questo significa che un grafico necessariamente deve conoscere e studiare la storia e le basi della comunicazione pubblicitaria, la storia dell'editoria e come essa si è sviluppata nel corso degli anni, conoscere i media su cui si estende la comunicazione ecc...

Ad esempio un professionista della stampa tipografica non può trascurare quali sono state le origini della stampa perchè non potrebbe comprendere a pieno il percorso di sviluppo ed innovazione che ci porta ai giorni nostri.

Inoltre è importante non fossilizzarsi sull'epoca in cui viviamo ricordandoci che nella storia dell'arte e della comunicazione c'è molto da cui attingere in termini di creatività, concept e tecnica.

Anche lo studio dei software di grafica è molto importante, oggi è richiesta rapidità e precisione nel flusso di lavoro e l'utilizzo avanzato dei software ci permette di arrivare a risultati in termini di tempo e qualità davvero sorprendenti, ma ricordiamoci che non è la maestria nell'utilizzo di essi che fa il professionista ma piuttosto che ci aiutano alla realizzazione finale di un lavoro d'eccellenza.

Nel nostro lavoro l'approccio di partenza è molto importante e fa la differenza in un flusso di progettazione. Parlo di approccio manuale: progettare un logo partendo da una serie di schizzi su un foglio di carta è molto diverso dal partire da un file vuoto di Illustrator o pensare di girare uno spot pubblicitario senza avere uno storyboard che illustra come si dovrebbe svolgere la scena e le inquadrature...

Beh, non è necessario disegnare capolavori! Non tutti siamo pratici con la matita, l'ampia conoscenza dei software ci permetterà poi di realizzare al meglio il nostro prodotto sulla base delle idee che abbiamo abbozzato.

Per concludere ognuno di noi dovrebbe tenersi sempre aggiornato studiando con curiosità e passione le rapidissime evoluzioni del campo della comunicazione a pro di una costante crescita professionale.

Cosa non si deve mai pensare quando si sceglie di intraprendere un percorso del genere?

La prima cosa che non si deve pensare è di essere arrivati al traguardo dei propri limiti. L'essere curiosi e cercare costantemente di capire in cosa posa possiamo ancora crescere rende il nostro lavoro unico e stimolante e da risultati concreti. Quindi mai dire “fin qui arrivo...” o “più di così non so fare”!

Inoltre non si deve pensare di poter fare tutto da soli. Negli anni ho capito che un team affiatato e stimolante è fondamentale per portare i risultati del nostro lavoro molto in alto. Inoltre il confronto costante con altre professionalità porta alla ricerca di nuovi stimoli, nuove soluzioni e approcci.

 

 

 

Quali competenze sono richieste ad un buon grafico?

Le competenze che riguardano il ramo della grafica pubblicitaria e della comunicazione sono davvero numerose ed ogni singola competenza richiede uno studio approfondito e una continua ricerca di stimoli e di innovazioni.

Oggi sono molto richieste competenze strategiche (capacità di analisi, di sviluppare un messaggio corretto, rispondere ad obiettivi), competenze organizzative (le fasi del flusso di lavoro), competenze teoriche (comunicazione visiva, utilizzo del testo, del colore, sviluppo di un progetto grafico, ragionare per immagini e metafore ecc.), competenze tecniche (utilizzo dei software), competenze relazionali (lavoro in team).

Poi spetterà ad ognuno di noi scegliere in quale o quali discipline eccellere, se nell'ambito fotografico, nel web design, nella comunicazione pubblicitaria, nel video, nella prestampa ecc.

Cosa vuol direstudiare grafica”?

Come dicevo prima i rami professionali nell'ambito della comunicazione sono numerosi e ognuno di essi richiede una grande dedizione e amore.

Questo significa che un grafico necessariamente deve conoscere e studiare la storia e le basi della comunicazione pubblicitaria, la storia dell'editoria e come essa si è sviluppata nel corso degli anni, conoscere i media su cui si estende la comunicazione ecc...

Ad esempio un professionista della stampa tipografica non può trascurare quali sono state le origini della stampa perchè non potrebbe comprendere a pieno il percorso di sviluppo ed innovazione che ci porta ai giorni nostri.

Inoltre è importante non fossilizzarsi sull'epoca in cui viviamo ricordandoci che nella storia dell'arte e della comunicazione c'è molto da cui attingere in termini di creatività, concept e tecnica.

Anche lo studio dei software di grafica è molto importante, oggi è richiesta rapidità e precisione nel flusso di lavoro e l'utilizzo avanzato dei software ci permette di arrivare a risultati in termini di tempo e qualità davvero sorprendenti, ma ricordiamoci che non è la maestria nell'utilizzo di essi che fa il professionista ma piuttosto che ci aiutano alla realizzazione finale di un lavoro d'eccellenza.

Nel nostro lavoro l'approccio di partenza è molto importante e fa la differenza in un flusso di progettazione. Parlo di approccio manuale: progettare un logo partendo da una serie di schizzi su un foglio di carta è molto diverso dal partire da un file vuoto di Illustrator o pensare di girare uno spot pubblicitario senza avere uno storyboard che illustra come si dovrebbe svolgere la scena e le inquadrature...

Beh, non è necessario disegnare capolavori! Non tutti siamo pratici con la matita, l'ampia conoscenza dei software ci permetterà poi di realizzare al meglio il nostro prodotto sulla base delle idee che abbiamo abbozzato.

Per concludere ognuno di noi dovrebbe tenersi sempre aggiornato studiando con curiosità e passione le rapidissime evoluzioni del campo della comunicazione a pro di una costante crescita professionale.

Cosa non si deve mai pensare quando si sceglie di intraprendere un percorso del genere?

La prima cosa che non si deve pensare è di essere arrivati al traguardo dei propri limiti. L'essere curiosi e cercare costantemente di capire in cosa posa possiamo ancora crescere rende il nostro lavoro unico e stimolante e da risultati concreti. Quindi mai direfin qui arrivo...” opiù di così non so fare”!

Inoltre non si deve pensare di poter fare tutto da soli. Negli anni ho capito che un team affiatato e stimolante è fondamentale per portare i risultati del nostro lavoro molto in alto. Inoltre il confronto costante con altre professionalità porta alla ricerca di nuovi stimoli, n

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