Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Moleskine #114 » Il carneade Ruffino, ovvero la schizofrenia dei critici-fanboy-marchettari-autori-wannabe

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Moleskine #114 

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l'informazione di settore.

Il carneade Ruffino, ovvero la schizofrenia dei critici-fanboy-marchettari-autori-wannabe

di Giorgio Messina

Ora, per farvi capire quanti danni possano combinare i “critici-fanboy-marchettari-autori-wannabe” che scorrazzano liberi in giro per il fumettomondo, in cerca di una collocazione “professionale”, vi racconto quello che è stato in grado di combinare un degno rappresentante di questa categoria a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio di questo 2014.

Tale Renato Umberto Ruffino scrive degli articoli sul fumetto per il portale Italnews.info (il cui editore è l’Associazione Culturale “Cultura&Tradizioni”). Tale Ruffino conduce una trasmissione webradio sul fumetto chiamata Comic Noise, diffusa in streaming on line sul network 11Radio promosso da varie associazioni no profit. Tale Ruffino scrive anche fumetti. O quantomeno ci prova.

Tale Ruffino, il 30 dicembre 2013 ha vergato il tipico articolo fumettomondista sui top & flop del 2013 (QUI). Il risultato finale, come vedremo, è involontariamente e schizofrenicamente grottesco, pregno di quell’esercizio cerchiobottista e marchettaro tipico dei “critici-fanboy-marchettari-autori-wannabe”.

Iniziamo dal flop dei flop secondo tale Ruffino:

«1) “Gli speculatori”: Ultimamente ci sono degli editori che sfruttando i fumetti con i diritti d’autore scaduti, quindi di pubblico dominio, propinano pubblicazioni di scarsa qualità e dai discutibili formati editoriali. Proporre 80 pagine in formato tascabile in B\N al prezzo di 15 (anche 96 pagine per 25 euro volendo) euro mi sembra eccessivo. I fumetti costano. Costano per chi li legge e anche per chi li pubblica. Mi domando come facciano in USA dove pubblicano materiale di pubblico dominio restaurato e revisionato in formati grandi, di lusso ma con prezzi popolari. Visto che certe cose si trovano online gratis e sono anche legali… per una volta scaricate tranquilli, ok?»

Ogni tanto ricicciano fuori le vecchie polemiche sulla pubblicazione dei fumetti divenuti di dominio pubblico per bocca di nuovi protagonisti in cerca d’autore. Iniziamo subito a dire che Ruffino si riferisce chiaramente a Cagliostro E-Press che parallelamente a Bottero Edizioni, con formati 16 per 22 cm da 100 pagine B/N a 15 euro e 100 pagine metà colore e metà bianco nero a 25 euro, cerca di proporre al lettore - tramite i canali distributivi delle fumetterie – i maestri del fumetto americano degli anni ’30-’50, autori famosi e meno sconosciuti e chicche dei fumetti della Golden Age diventati di dominio pubblico. Questi volumi vengono confezionati traducendo, letterando in italiano e restaurando le scan degli albi americani originali messe in rete gratuitamente da collezionisti americani. I volumi sono inoltre impreziositi da un apparato critico, note e materiale iconografico dell’epoca. I volumi di 100 pagine metà colore e metà bianco e nero venduti a 25 euro presentano storie inedite di autori del calibro di Jack Kirby, Joe Kubert, Alex Toth Wally Wood, ma anche talenti meno conosciuti ma di gran valore nella storia del fumetto americano Golden Age come Fletcher Hanks e Basil Wolverton. Queste sono tra l’altro delle edizioni filologiche molto apprezzate dai collezionisti in quanto presentano le tavole originali a colori e a fronte le tavole in bianco e nero letterate in italiano. Stiamo parlando comunque di tirature di 100/50/30 copie. Il lettore attento capirà che levato il costo di stampa, levato il costo del restuaro-traduzione-lettering e il costo del distributore (che è il 50% del prezzo di copertina), è abbastanza difficile realizzare delle speculazioni editoriali con questo materiale nonostante sia libero da diritti. E tra l’altro Ruffino autoproducendosi i suoi fumetti – quelli sì di scarsa qualità rispetto agli autori della Golden Age elencati più sopra – dovrebbe sapere bene quanto costa produrre titoli in piccole tirature. Tra l'altro collaborando egli stesso con realtà associative - come è la Cagliostro E-Press -, saprà bene quale è la situazione di chi produce contenuti in modo no profit. Al nostro incauto commentatore potrà quindi sembrare eccessivo il costo, ma come dimostrato non è possibile fare diversamente. Come dice lo stesso Ruffino grottescamente e goffamente . “I fumetti costano. Costano per chi li legge e anche per chi li pubblica”. Marzullianamente, Ruffino si era risposto da solo alla sua stessa accusa di speculazione... Come fanno in America, si chiede anche quasi shakespirianamente Ruffino? Innanzitutto i prezzi popolari di cui parla Ruffino iniziano dai 20 dollari. E poi parliamo di edizioni in 2000 copie fatte da editori come Fantagraphics e Dark Horse che si possono permettere formati più grandi ed extralusso a quei prezzi viste le tirature. Ovviamente gli americani non hanno necessità di tradurre in italiano e letterare in italiano partendo da immagini che sono scan e quindi non hanno livelli di testo su cui intervenire, ma il lettering italiano è già una azione di vero restauro ed intervento. Ma c’è di più. Ruffino a dare dello speculatore a chi fa la Golden Age in Italia con questi formati e questi prezzi non è solo disonesto intellettualmente ma è anche in malafede. Lo stesso attacco di Ruffino infatti mi è stato fatto un paio di settimane fa su un gruppo FB da un altro blogger carneade, tale Gennaro Cardillo, un altro povero incompetente convinto che capire di fumetti significhi scrivere lunghe seghine cerebrali su Alan Moore e la Lega degli Straordinari Gentlemen e ricevere qualche “mi piace” e qualche volume da recensire. Già allora avevo spiegato le dinamiche di come venivano confezionati questi volumi. Ruffino aveva assistito alla discussione, commentandola pure, ma ha preferito fare copia-incolla di stupide critiche, fottendosene bellamente delle spiegazioni già fornite.

 

Un esempio di scansione pagina albo di dominio pubblico.

 

gacc tavola non restaurata

 

Un esempio di scansione albo di dominio pubblico restaurata, tradotta e letterata in italiano.

 

gacc tavola restaurata


Protesto anche con la direzione di Italnews per quanto scritto da Ruffino e da questo ottengo questa rettifica:

«Rettifica del 31|12|2013: Non vorrei che qualcuno si potesse risentire per l’uso del termine “speculatori” utilizzato nel mio articolo. Il testo aveva ed ha una connotazione esplicitamente giocosa.»

Insomma il carneade Ruffino e Italnews riscrivono la semantica della lingua italiana, manco fossero la Treccani. Quando la toppa è peggio del buco dimostra solo che l’autore di buco e toppa è un minus habens.

Ma andiamo avanti. La Ruffineide non è mica finita qui. La parte schizofrenica e contorta deve ancora arrivare. Veniamo al top del top sempre secondo Ruffino:

«1) Pino Rinaldi: Quando un autore del livello di Pino Rinaldi decide di dar vita ad un progetto per lanciare ed educare le nuove leve del fumetto merita il gradino più alto del podio. Pino con il progetto Agenzia X & Omega Compendium (“Oltre il buio” il nuovo progetto è stato appena annunciato) ha dato la possibilità a tanti giovani autori di farsi le ossa con un maestro che è sinonimo di serietà e professionalità. Quando un grandissimo del fumetto mondiale si mette a disposizione con progetti come questo merita, senza nessun dubbio, grande riconoscenza da parte di lettori e addetti ai lavori.»

Manca qualcosa? Sì. Nella foga di fare una marchetta ad un autore dal passato prestigioso e da un presente un po’ più – come dire - appannato, Ruffino omette di dire che il Compendium curato da Pino Rinaldi lo ha pubblicato Cagliostro E-Press, così come avrebbe dovuto pubblicare “Oltre il Buio”. Così invece sembra che sia una autoproduzione di Pino Rinaldi. Cosa falsa.

Non è comunque difficile notare come per Ruffino in pratica Cagliostro E-Press sia al contempo il top dei top e il flop dei flop secondo la sua personale classifica del 2013. Se non siamo alla schizofrenia, poco ci manca. Ma non è finita qui. Dopo la schizofrenia, Ruffino ha ancora in servo il contorto colpo di scena finale.

Scopro infatti che ancor prima di pubblicare questo articolo schizofrenico e denigrante per deficienza di informazioni corrette, Ruffino ha presentato dei soggetti per collaborare al progetto “Oltre il Buio” di Pino Rinaldi. Quindi la marchetta a Rinaldi era interessata (probabilmente un ringraziamento per essere stato chiamato da Rinaldi nel nuovo progetto? chissà) e il Ruffino con faccia di bronzo avrebbe pure voluto - eufemisticamente parlando - mangiare nel piatto dove ha prima sputato. Ma se un editore secondo te è uno speculatore e uno sfruttatore perché ci vuoi collaborare? Misteri schizofrenici dei “critici-fanboy-marchettari-autori-wannabe”.

Riassumendo: tale carneade Ruffino denuncia le presunte speculazioni e i presunti sfruttamenti di un editore senza nominarlo, poi dello stesso editore, sempre senza nominarlo, ne esalta un progetto editoriale per fare una marchetta al curatore, e infine vuole pubblicare per lo stesso editore che ha definito sfruttatore e speculatore perché in mezzo c’è l’autore a cui ha dedicato la marchetta. Se non siamo davanti a roba da centro di igiene mentale, poco ci manca.

Quindi il top del top fumettomondista del 2013 per questa rubrica è tale Renato Umberto Ruffino. Insomma se li conosci almeno puoi evitarli in futuro. Incontrare questi personaggi fa passare proprio la voglia di fare fumetto per passione.

Ps: come finisce la storia di Ruffino e Oltre il Buio? Finisce che chiedo gentilmente a Rinaldi di allontanare dal progetto un autore che definisce speculatore e sfruttatore l’editore per cui vorrebbe pubblicare e ne ottengo che il buon Pino manda all’aria tutto il progetto. Secondo Rinaldi il fatto di avere accordatogli carta bianca per realizzare un progetto significa che l’editore deve girarsi la faccia da un'altra parte se l’autore insulta e valutare solo la capacità produttiva dell’autore. Come se insultare l’editore con cui si vuole pubblicare non facesse parte della sfera professionale e non contribuisse a creare un giudizio meritocratico. Provate a insultare qualsiasi editore grande o piccolo o no profit che sia e poi pretendere che l’insultato valuti il vostro lavoro con “obiettività”. La professionalità non è solo nel sapere produrre le storie ma è anche nel sapere rapportarsi con l’editore. Capito però quanto però può essere potente un “critico-fanboy-marchettaro-autore-wannabe” se trova terreno fertile? Una marchetta fatta bene può creare una carriera, una marchetta fatta male può distruggere un intero progetto editoriale… Rimane comunque l'amarezza di queste delusioni, che prima di essere fumettistiche, sono umane. Moto più facile imparare a fare fumetti, che imparare Il savoir-vivre per fare fumetti.

Pps: dimenticavo: buon 2014. Il nostro è cominciato buttando un po’ di roba vecchia dalla finestra. Auguri da Moleskine.

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