Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Moleskine #112 » CFAPAZ: una testimonianza dello scandaletto al sole delle selezioni dei volontari del Servizio Civile

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Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l'informazione di settore.

CFAPAZ: una testimonianza dello scandaletto al sole delle selezioni dei volontari del Servizio Civile

Riceviamo e pubblichiamo.

Ciao Giorgio, sono “Ginevra”.

Ho letto con piacere e dispiacere i tuoi articoli sul Centro fumetto Andrea Pazienza e le selezioni per il servizio civile. Non so se te ne interessi ancora, comunque volevo scriverti per dirti grazie.

Grazie perché mi hai chiarito molte cose che prima annusavo ma non comprendevo fino in fondo.

Nel 2011 io ho provato a fare la selezione per il SCN al Centro Fumetto Andrea Pazienza. Era ed è un po' un mio sogno: adoro le biblioteche e adoro i fumetti.

All'epoca avevo i requisiti e anche la passione...però mi mancava la conoscenza dell'ente, e per conoscenza dell'ente io credevo s'intendesse sapere storia/attività/iniziative etc, e comunque qualcosa sapevo, mi ero preparata ed informata. Poi bazzicando per Cremona il Centro l'avevo conoscevo e lo stimavo, avevo anche partecipato ad alcune iniziative carine...però non lo frequentavo, ecco, ho "peccato" in questo.

Quando uscirono le graduatorie ci rimasi male, lo ammetto, ma sapevo di non avere tutti i requisiti, pur avendo la camera piena di manga, topolini, diabolik (i classici) e pur frequentando fiere e festival, con e senza cosplay.... ho pensato che evidentemente non era abbastanza, ho pensato che cercavano qualcuno più qualificato.

Se non fosse che dopo, curiosando in internet scoprii che era stato selezionato un ragazzo che già collaborava con il Centro, in qualità di disegnatore/fumettista (http://www.mondopadano.it/stories/graffiti/1400_michele_prima_allievo_poi_autore_e_insegnante_per_me_lavorare_qui__come_essere_in_famiglia/#.Um7qySTTrhQ ).

Ci sono rimasta parecchio male, ho pensato "però magari è un caso", e invece no.

Scopro, leggo che sembra essere la prassi al Centro: selezionatore ragazzi che già collaborano per ammortizzarne il costo.

Allora perché chiamarlo concorso pubblico? Senza nulla togliere a Michele Nazarri: se lui non avesse collaborato così strettamente con il centro (e non avesse conosciuto quindi tutto lo staff, selezionatore compreso) sarebbe stato considerato allo stesso modo degli altri ? (Eravamo tanti). Per il Centro era indubbiamente più conveniente selezionare un ragazzo di cui vendeva i fumetti per poi portarlo alle varie fiere non solo in qualità di standista ma anche di autore, i soliti due piccioni con una fava. Utilizzare il servizio civile come occasione per portare in giro e promuovere un proprio autore quando invece, stando a quello che diceva il bando, il fine doveva essere principalmente un altro, promuovere la cultura del fumetto, di tutto il fumetto, non solo quello di Michele Nazarri.

Provo molto risentimento perché volevo che fosse per me un'occasione di crescita, un'occasione per approfondire questa passione, ma sopratutto ci tenevo e ci tengo ancora molto all'idea di una biblioteca di fumetti.

Tra l'altro, leggendo le clausole principali per partecipare al bando c'è la b:

b) abbiano in corso con l'ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell'anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non conosco il caso di Michele Nazarri, sono sicura comunque che hanno sfruttato qualche scappataio all'interno di qualche articolo perché questa gente agisce sempre così.

Quest'anno è uscito un nuovo bando e di nuovo un posto è al Centro. In questi anni sono cresciuta molto e ho fatto molte esperienze, sempre nel campo della cultura che non paga quanto dovrebbe. Quando ho visto il bando un pensiero l'ho fatto ma poi ho fatto domanda da un'altra parte, al Centro avevo già rinunciato ancor prima di leggere i vostri articoli.

Ho rinunciato perché per quanto affascinante l'idea di "passare" e collaborare col Centro, il rischio di vedermi passare avanti ancora un altro disegnatore (pur essendo più qualificata ora) mi ha spaventata.

Sono tempi durissimi per chi lavora nella cultura, e il servizio civile è un'occasione da non lasciarsi scappare se sei giovane e precario. Rischiare e provare al Centro o andare sul "sicuro", in un posto dove rispondo esattamente ai requisiti, anche se meno stimolante? Ho scelto la seconda.

E dopo aver letto quegli articoli ho pensato amaramente di aver fatto la scelta giusta.

Grazie per aver letto, grazie per aver scritto quegli aritcoli.

Ciao “Ginevra”, grazie a te per la tua preziosa testimonianza. Michele Nazzarri è stato selezionato dal Centro Fumetto Andrea Pazienza da Michele Ginevra in termini temporali dopo che io ho scritto un articolo nel 2011 che denunciava la questa prassi consolidata di selezionare al Centro per il SCN persone già in orbita del Centro nonostante sia un concorso pubblico aperto a tutti. Alice Bolzanini, Francesca Follini e Roberta Sacchi sono degli esempi precedenti a Michele Nucera. Cioè, nonostante si sia denunciato pubblicamente il meccanismo messo in atto di selezionare gli amici e gli amici degli amici con i soldi dei contribuenti, questi se ne fottono e continuano a fare quello che vogliono. Il Centro Fumetto Andrea Pazienza ha festeggiato di recente 25 anni di attivià, mia cara “Ginevra“ e questa gente continuerà indisturbatamente a gestire così fondi e risorse pubbliche per i prossimi 25 anni perché evidentemente hanno le spalle ben coperte. Mi dispiace per le tue aspirazioni tradite, ma l’amara verità purtroppo è questa. Ed è per questo che conoscendo la tua vera identità, cara “Ginevra”, ho deciso di proteggerti dietro questo evocativo nom de plum per motivazioni abbastanza comprensibili. Si può scrivere e documentare quello che succede, ma non cambia il fatto che a Cremona i contributi pubblici per il fumetto hanno un solo padrone: il dipendente comunale Michele Ginevra. Uno che scrive cose così: «Lo spettacolo di chi usa lo Stato e le sue articolazioni per il proprio palese, senza vergogna, interesse personale, è sempre più insopportabile.». E poi come volontari retribuiti del SCN per il CFAPAZ seleziona quelli che già conosce. Più che per un avviamento professionale, il Servizio Civile Nazionale sembra essere usato come un ammortizzatore economico a disposizione del Centro, del suo coordinatore e di chi già lo frequenta. E se seguiamo il fil rouge dei contributi statali dedicati al fumetto anche sul territorio nazionale, il nome di Michele Ginevra e del Centro Fumetto Andrea Pazienza escono sempre fuori. Dovrebbero ribattezzarlo Centro Fumetto Michele Ginevra...

Questi sono gli articoli - in ordine cronolgico - in cui ho raccontato e documentato quello che succede al Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona:

Cartolina dal Servizio Civile

La dedica sul retro della cartolina dal Servizio Civile

Progetto Eureka, ovvero chi paga il francobollo dela cartolina dal Servizio Civile

Ci scrive Michele Ginevra - Update

Ginevra chiama Milano: dalla Bat-osta alla Bat-tuta elettorale, per finire con una gaffe politica

CFAPAZ: lo scandaletto al sole delle selezioni dei volontari del Servizio Civile

La Presidentessa c’è o ci cfapaz?

Il dossieraggio segreto di Michele Ginevra contro di noi

CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (1 di 3)

CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (2 di 3)

CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (3 di 3)

Ps: se avessi tempo raccoglierei questi articoli in un libro e lo intitolerei “Casta di Nuvole”. Ma non credo esista in Italia un editore del fumettomondo che nella sua collana di saggistica ospiterebbe mai un libro su un'inchiesta sui contributi pubblici nel mondo del fumetto. Il fumettomondo è piccolo e se vuoi andare avanti devi essere amico di tutti e soprattutto amico degli amici che contano.

Nella foto tratta dalla rete: un sempre sorridente Michele Ginevra.

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