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Moleskine #110 » La Dottrina, scene da un matrimonio (artistico) finito

ladottrina4Moleskine #110

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l'informazione di settore.

La Dottrina, scene da un matrimonio (artistico) finito

Ora, chiariamo subito una cosa. Alessandro Bilotta - a mio modestissimo parere – è lo sceneggiatore italiano di ultima generazione più talentuoso che ci sia. I 4 volumi del La Dottrina (Magic Press), gli episodi di Giulio Maraviglia e i 12 albi di Valter Buio (Star Comics) da soli valgono 10 volte di più di 10 anni di John Doe. Se c’è uno che ha saputo davvero innovare il fumetto italiano degli ultimi 15 anni innestandovi una rivoluzionaria italianità nelle ambientazioni e nei personaggi, quello è Alessandro Bilotta. Punto. Se un difetto si può trovare al creatore de La Dottrina è, che nonostante vadano di moda le rockstar del fumettomondo – quelle con poco talento nella scrittura ma con molto talento nel vendere se stessi, scopiazzature varie e il fumo che ci sta attorno -, Bilotta si ostina a fare lo sceneggiatore “all’antica”, cioè quello con tanto talento, chino a lavorare ma senza tanta voglia di apparire. Ecco perché un certo tipo di esternazioni da parte di Bilotta lanciate nella prateria dei social network non te le aspetti. Ma contestualizziamo. A questa Lucca Comics 2013, ormai passata, la Magic Press avrebbe dovuto presentare il volume unico con annessi contenuti speciali che raccoglie La Dottrina. Avrebbe dovuto. Infatti il 24 ottobre sulla sua pagina FB, Bilotta interviene così:

«A due giorni dall'uscita, la nuova edizione della Dottrina è stata definitivamente annullata da Carmine Di Giandomenico e dal suo maldestro burattinaio Andrea Ciccarelli. Di Di Giandomenico è anche la responsabilità della soppressione negli anni scorsi della serie Romano per Glénat e di La lande des aviateurs con Les Humanoïdes Associés, progetti, questi tre, portati avanti per anni, che hanno richiesto grandi sacrifici lavorativi ed economici, progetti di cui Di Giandomenico non ha rispettato gli accordi. A lui quindi chiedere spiegazioni, anche se forse sono l'unico che queste spiegazioni avrebbe dovuto e dovrebbe pretendere».

Scene da un matrimonio artistico finito insomma, un menage che potremmo riassumere così: lui (Bilotta), lui (Di Giandomenico), l’altro (Ciccarelli), i suoceri (la Magic) chiamati in causa per sbrogliare la situazione. In realtà il matrimonio artistico era già andato in crisi da parecchio, basti ricordare il tentativo di Ciccarelli di qualche anno fa di boicottare Valter Buio perché Bilotta a dir suo non consegnava dei testi necessari per chiudere il quarto volume de La Dottrina. È molto fumettomondista volere boicottare l’opera di un autore perché non riesci a sbrogliarti da solo con lui cose inerenti un'altra sua opera, vero? Ora vi chiederete sicuramente quale sia il ruolo di Andrea Ciccarelli di Salda Press in tutta questa vicenda dottrinesca. In realtà il Ciccarelli da buon amico del giaguaro (quale spesso si crede di essere, dimenticandosi nel presente che prima del colpo di fortuna di trovare con The Walking Dead la gallina dale uova d’oro miagolava come tanti altri piccoli editori nel chiassoso sottoscala del fumettomondo) ha sempre cercato di passarsi per “coeditore” de La Dottrina, mentre in realtà, allo stringere, è il curatore della grafica dei volumi.

Ma proseguiamo. Con l’aiuto del buon Errico Ruocco indaghiamo sulla faccenda, interpelliamo Bilotta e lo sceneggiatore ci risponde che non ha nulla da aggiungere ma che a breve la Magic Press farà un comunicato ufficiale. A stretto giro il comunicato arriva sulla pagina FB della Magic Press, eccolo:

«SOSPESA PER LUCCA COMICS 2013 LA PRESENTAZIONE DE "LA DOTTRINA: L'INTEGRALE"

Vi comunichiamo che il volume "La dottrina: L'integrale" non sarà disponibile durante l'imminente edizione di Lucca Comics & Games 2013 per decisione della casa editrice.

Questa decisione non è quindi da ascriversi alla volontà degli autori, Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico, con i quali ci scusiamo.

Ci riserviamo di comunicare una nuova data di pubblicazione il prima possibile».

La Magic sembra sconfessare lo sceneggiatore, chiede scusa a tutti e sembra altrettanto chiaro che comunque Bilotta e Di Giandomenico sono separati in casa e che i "suoceri" non parteggiano pubblicamente per nessuno ma che forse stanno cercando di ricomporre con basso profilo una separazione che consensuale non pare proprio.

A questo punto ci sembra giusto andare a fondo di questo pacco, ripacco e contropaccotto dottrinesco (alcune opere come questa meriterebbero un volume a parte che ne racconti il dietro le quinte…) e così, poco prima di partire per Lucca Comics 2013 interpello di nuovo Bilotta che mi risponde laconicamente così:

«Penso di aver detto tutto quello che avevo dire, non ho altro da aggiungere».

Ecco. A questo punto sul forum di Comicus, ecco arrivare la replica di Di Giandomenico. Eccovela in versione integrale, compresa di refusi e di stile sgrammaticato che ne arricchiscono il pathos:

«chiedo scusa se intervengo qui in questo forum, ma ho letto e visto nomi, o meglio nick di persone che rispetto e che seguono il mio lavoro da anni, intervenerire, e discutere, esternando la giusta delusione dalla cancellazione della dotrrina.

Passo solo a chiedervi scusa. Come giusto che sia per uno spettacolo indecente e menzoniero che si è scatenato nei miei confronti. Dove forse ero l'unico protagonista della vicenda a voler realizzare una lavorazione trasparente, lineare, e nel rispetto di tutte le figure coinvolte nel progetto Dottrina, dove ho solo richiesto una protezione contrattuale di tutte le parti coinvolte. MA come giusto che sia, in italia non è stato posibile. portando ad un conflitto degenerativo al quale avete assistito su facebook. Con un attacco convulsivo esagerato e menzoniero nei confronti della mia professionalità.

Ho apprezato ed accettato le scuse pubbliche della MAgic Press.

Dopo ciò a voi lettori do la triste notizia che non vi sarà alcuna ristampa della dottrina fino a quando non si avrà una rettifica pubblica delle menzogne di cui sono stato volgarmente accusato. E da lettori dovreste porvi una domanda: ma come è possibile che solo con i progetti di X succedono queste cose? e visto che non sono affidabile e persona instabile... come farei in questi anni a mantenere una produzione serrata con la MArvel?

Comunque sia non è questa l sede per parlare di altre cose.

Perchè in questa storia a rimetterci è la possibilità di poter dare alla luce un bel volume. e Voi lettori. Ai quali chiedo scusa.

Ma sono un uomo ed ai miei diritti prima di autore e poi di uomo non cedo e non permetto che vengano calpestati.

Un abbraccio a tutti e buona notte».

Sì, buonanotte al secchio. Provo a tradurvi il digiandomenichese: "io sono un autore MAArvel e per fare la ristampa della Dottrina ci dovete dare gli sghei a me e al mio amico Cicca che qui mica stiamo a pettinare gli zombie di WAAlking DeAAd che se io faccio il progetto Y e poi ci metto una X con gli ammeregani mica succede queste cose".

Ecco. Deve essere andata più o meno così. O se non è andata così, quantomeno si attendono smentite.

In conclusione, chiariamo un'altra cosa. Il talento di Di Giandomenico non si discute è cristallino, il suo italiano un po’ meno, ma al di là di ciò, quello che non mi è mai piaciuto del disegnatore del La Dottrina è il suo essere frignone. Di Giandomenico sta sempre a piangere perchè non gli viene riconosciuto qualcosa. Una volta frigna che non gli riconoscono di essere stato il primo sceneggiatore italiano a scrivere un fumetto ammeregano (in realtà alla Marvel per “Daredevil: Battlin' Jack Murdock” realizzò il soggetto ma poi per i testi gli affiancarono Zeb Wells), una volta frigna perché non gli riconoscono i suoi diritti d'autore, una volta frigna perchè non lo riconoscono per strada, una volta frigna perchè... Aggiungete voi, tanto frigna sempre. Piange Di Giandomenico, come piange sempre anche il Ciccarelli. Stessa inclinazione per i due, quella cioè di frignare perchè non gli viene mai riconosciuto qualcosa. Sarà per questo che vanno tanto d’accordo i due? Ah, saperlo.

A proposito, la storia racconta che Di Giandomenico sia riuscito a completare il suo fumetto "Oudeis" molto prima de "La Dottrina". Guarda caso "Oudeis" è pubblicato da Salda Press e guarda caso Ciccarelli è accreditato nei volumi non solo come grafico... Ma nessuno parli di conflitto di interessi, perchè si sa che nel rutilante fumettomondo non esiste il conflitto di interessi...

Amorale della fava: La Dottrina è davvero un piccolo grande capolavoro del fumetto italiano e leggerselo in volume unico al momento rimane un’utopia. Nel frattempo vanno in onda scene da un matrimonio (artistico) finito.

Ps: “Comunque sia non è questa la sede per parlare di altre cose” (cit.). Prima dei social network qui era tutta prateria e un autore lo conoscevi solo attraverso le sue opere e nulla più. E forse stavamo tutti meglio quando stavamo peggio.

Pps: il relativismo di Andrea CIccarelli è meraviglioso a volte e meriterebbe un moleskine a parte. Ve ne faccio solo un breve esempio. Nel dicembre 2009, quando il successo di The Walking Dead era ancora lì da venire, intervistavo il Ciccarelli, e questi a proposito della fiere del fumetto spiegava che: «a me tutto questo ha smesso di divertire anni fa, nell'esatto momento in cui mi è apparsa tutta la nevrosi insita nel fare una cosa che non ha più senso, che è divertente solo nella misura in cui replica all'infinito un piacere passato. E il problema non è nelle fiere, ma, come sempre, nella mancanza assoluta di un progetto in cui rischiare insieme editori e organizzatori». Poi invece è venuto il successo di The Walking Dead e al Ciccarelli magicamente la nevrosi fieristica è passata e le fiere hanno ripreso a farlo divertire... Come all'ultima Lucca Comics & Games...

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