Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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I giornalisti veri sono solo su Comicus

comicuslogoMoleskine #75

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

I giornalisti veri sono solo su Comicus

Ovvero tutti giornalisti con il Comicus del babbo, mentre per Fumetto d'Autore c'è solo un esposto all’ordine dei giornalisti…

di Giorgio Messina

Essere stati al gioco e avere rilanciato l’uscita ironica di Leo Ortolani sui prequel di Watchmen ci ha fatto guadagnare questo commento da parte di un amministratore/moderatore del forum di Comicus:

«E il bello è che mollti siti stanno facendo rimbalzare la notizia come se fosse vera

Ma è così difficile capire che è ironico?"

"Non so se ritenere:

A - Ortolani un genio;

B - alcuni sedicenti "siti di informazione" un branco di incompetenti;

C - A + B»

Noi lo avevamo capito che era ironico, l’amministratore di Comicus invece lo aveva capito che noi avevamo capito che era ironico? Sembrerebbe di no. Quindi se c’è qualcuno che ha difficoltà nella comprensione nei testi, quelli non siamo noi.

Un altro amministratore/moderatore di Comicus, invece non si limita più ai commenti contro di noi, e me nello specifico, e ha pensato bene di inviare un esposto all’ordine dei giornalisti del Lazio contro il sottoscritto. Chiarita la mia posizione rapidamente con il gentilissimo Presidente dell’OdG del Lazio, un vero signore d’altri tempi , torno dunque a fare informazione dalle colonne della mia rubrica su questo sito.

Nell’attesa di scoprire quale sarà il prossimo atto meschino nei miei confronti o nei confronti di Fumetto d’Autore per cercare di farci stare zitti, facciamo invece un rapido ripasso della parola “giornalismo”, anche a favore di (sedicenti) laureati in giurisprudenza.

Giornalismo: Complesso delle attività volte a ricercare, elaborare, commentare, pubblicare o diffondere notizie attraverso i differenti mezzi di comunicazione: g. televisivo, radiofonico; g. della carta stampata.

Dunque occupiamoci adesso di ricercare, elaborare, commentare, pubblicare e diffondere notizie inerenti Comicus attraverso questo sito.

Diamo quindi un’occhiatina un po’ più da vicino ai bravi ragazzi di Comicus, gli unici che possono vantare l’unico vero giornalista professionista formato fumettomondo.

Comicus.it  infatti oggi è registrato a nome di Marco Rizzo, giornalista professionista, tutto impegno antimafia e Che Guevera, che definisce il sito da lui stesso fondato come "il principale portale di informazione fumettistica in Italia”. Il bravo Rizzo però si è dimenticato di raccontare che fino a maggio 2008 Comicus.it era registrato a nome di Pietro Rizzo, cioè suo padre. La storia racconta che al momento della fondazione di Comicus (mai nulla sarebbe stato più uguale nel fumettomondo degli anni zero da quel momento...) fu babbo Rizzo a intestarsi il sito perchè Rizzo Junior era ancora minorenne. Insomma Rizzo Junior si vanta di avere fondato Comicus che in realtà fu fondato da papi. E poi parlano di bamboccioni.. I bene informati delle cose di CUS, raccontano che Rizzo, diventato nel frattempo maggiorenne, continuò a tenere registrato il portale, a nome del babbo, su suggerimento di avvocato di fiducia - allora frequentatore del forum di Comicus - per evitare querele. Erano solo voci di corridoio? Chissà. Rimane il fatto che quelli erano tempi del botta e risposta di Comicus con la Star Comics. Allora volavano parecchie minacce di querele. Il dato di fatto reale è che di tutto quello che si scriveva su Comicus, la responsabilità civile legale era di babbo Rizzo, che sembra addirittura non sapesse nemmeno che si scriveva sul "suo" portale... E poi continuano a parlare di bamboccioni...

Insomma quello che oggi si presenta come impavido giornalista e saggista antimafia, sceneggiatore di libri a fumetti pregni di impegno sociale e ricerca della verità dedicati ai nomi di Ilaria Alpi, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Marco Pantani e Che Guevera, nemmeno quattro anni, fa ancora usava il nome di babbo per scansarsi le noie dei veri giornalisti. Da allora invece Rizzo è cresciuto e dopo essere subentrato al babbo nella proprietà di Comicus, come ogni giornalista professionista impegnato nel sociale che si rispetti, oggi sguazza tranquillo nel conflitto di interessi visto che oltre a essere appunto il proprietario, e quindi l’editore, del “principale portale di informazione fumettistica in Italia” è anche editor e traduttore per Panini Comics.

E allora vediamo un po’ di che parla Comicus, proprio in questi giorni. Guarda caso – che a pensar male si fa sempre peccato, ma qualche volta la si coglie pure - c’è  uno speciale esclusivo sulla seconda miniserie dedicata alle Cronache del Mondo Emerso pubblicata proprio da Panini. Ora, per chi non se lo ricordasse, la prima miniserie del fumetto tratto dai romanzi di Licia Troisi assurse alle cronache fumettistiche e fumettologiche nell’estate del 2009 quando vennero fuori sul web i plagi di Giuseppe Ferrario, allora disegnatore impegnato nel progetto. Ben 19 furono i ricalchi e i copia e incolla documentati a carico del disegnatore. QUI potete trovare un’ottima ricostruzione di tutta quella (triste) vicenda.

La Panini in seguito a questo scandeletto al sole ritirò dal mercato le copie e sostituì anche il disegnatore: Massimo Dell’Oglio subentrò a un Giuseppe Ferrario che goffamente cercava di giustificare i plagi evidenti con presunti omaggi. Il caso rimbalzò anche sulla stampa nazionale con un articolo su La Repubblica firmato di Loredana Lipperini. E come si comportò allora Comicus davanti al caso Ferrario?  Prima il portale, quando ancora il caso non era scoppiato, recensì il fumetto parlando di «tratto dolce e cartoonistico di Giuseppe Ferrario». Poi quando le cronache del plagio emerso di Ferrario ormai impazzavano in rete, i tipi di Comicus, che - ricordiamolo - si autodefiniscono “il principale portale di informazione fumettistica in Italia”, dopo essersi guardati lo spettacolo per un pò, si ricordarono di dire lal loro sulla vicenda solo il 23 luglio sulla vicenda, cioè quando intervenne ufficialmente la Panini…

Su Comicus titolarono con le polveri bagnate: “Sospesa la pubblicazione delle Cronache del mondo emerso”. All’interno dell’articolo veniva spiegato che «a seguito di queste pesanti accuse, tutti i principali protagonisti della faccenda, da Ferrario stesso, a Recchioni, Troisi fino alla Panini hanno risposto alle accuse sia su siti specialistici che sui propri blog, assumendosi le responsabilità necessarie e scusandosi con i lettori. Nel web la discussione si è fatta molto accesa e molti professionisti del fumetto si sono mossi per dire la loro sulla scottante questione, chi prendendo le difese dell'interessato, chi prendendone le distanze».

Anche oggi appare abbastanza curioso, se non strano a volerla dire, tutta, che Comicus avesse tenuto durante il caso Ferrario un profilo così basso. Basta pensare con quanta energia Rizzo e Comicus avevano promosso, qualche anno prima, nel 2005 una petizione contro il Professore Franco Restaino, colpevole allora, secondo “il principale portale di informazione fumettistica in Italia” di avere maltrattato il fumetto e la sua storia solo per qualche imprecisione e refuso nel volume intitolato "Storia del Fumetto - Da Yellow Kid ai manga" edito dalla UTET. A Restaino, i tipi di Comicus chiesero un’intervista chiarificatrice, con Ferrario invece si limitarono a riportarne le dichiarazioni.

Come si può spiegare l’intraprendenza di Comicus del 2005 sul caso Restaino rispetto all’attendismo del 2009 sul caso Ferrario? Forse una scheda sbagliata di un fumetto in un saggio dell’UTET era più degna di attenzione di 19 plagi su un fumetto Panini per un sito che si definisce appunto “il principale portale di informazione fumettistica in Italia”? Forse questa diversità di fare giornalismo da parte di Comicus nel caso Restaino e nel caso Ferrario si potrebbe spiegare con il fatto che nel 2005 Rizzo rischiava la faccia del babbo e nel 2009 invece rischiava direttamente la sua? Insomma, siamo tutti giornalisti con il Comicus del babbo? Chissà.

Sta di fatto che la cronaca invece ci racconta che qualche mese dopo il caso Ferrario, Rizzo annunciava di essere diventato editor e traduttore Panini. Ruoli che ricopre tuttora.

Tornando a questi giorni invece registriamo che nel presentare la seconda miniserie delle Cronache del Mondo Emerso, i tipi di Comicus la storia dei plagi di Ferrario se la nascondono sotto il tappeto e liquidano tutta la faccenda come non ben definite “polemiche”.

Insomma, perché rovinarsi il posto da editor e traduttore in Panini facendo rinvangare ai propri collaboratori una delle pagine più basse della storia editoriale della stessa Panini? In fondo basta solo usare “il principale portale di informazione fumettistica in Italia”, per ricostruire la verginità di un progetto rovinato due anni fa da plagi comprovati che oggi vengono derubricate a generiche polemiche.

Ora se fossimo meschini come i collaboratori che si sceglie Rizzo per gestire il suo sito e il forum ad esso collegato, scriveremmo all’ordine dei giornalisti della Sicilia per chiedere in che modo il conflitto di interessi del proprietario di Comicus si coniuga con il suo essere giornalista professionista.

Ma per fortuna di Rizzo noi non siamo così meschini e non siamo nemmeno giornalisti professionisti o pubblicisti. Anzi se proprio dobbiamo dirla tutta, non abbiamo mai nemmeno pensato che un giorno Fumetto d’Autore potesse diventare “il principale portale di informazione fumettistica in Italia”.  Siamo solo degli operatori dell’informazione che raccontano il fumetto, il fumettomondo e i fumettomondisti. E il nostro scopo è solo quello di ricercare, elaborare, commentare, pubblicare e diffondere notizie. Fare informazione è la nostra vera forza e la nostra vera essenza.

Le patenti di giornalista professionista con babbo prestanome le lasciamo volentieri ad altri.

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