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Scontri a Roma: anche Sandrone Dazieri c'era (ma rigorosamente per caso)

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Appunti di viaggio nel mondo del fumetto (ma stavolta non solo), attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore. Tutto rigorosamente in corsivo.

Scontri a Roma: anche Sandrone Dazieri c'era (ma rigorosamente per caso)

di Giorgio Messina

Mentre ancora sulla blogosfera e la forumsfera si smaltiscono gli ultimi postumi della psicosi collettiva degli agenti infiltrati durante gli scontri di Roma del 14 dicembre 2010 scorso, mi imbatto (via House of Mystery) in questo post di Sandrone Dazieri:

"Vi racconto cosa mi è successo. Ero a Roma per lavoro, e durante una riunione ho seguito dal computer la votazione sulla sfiducia. Ho visto lo spettacolo pietoso del parlamento ridotto a mercato delle vacche e teatrino, dove tutta l'attenzione si appuntava su quella decina di onorevoli che il giorno prima si erano prodotti in dichiarazioni vanziniane sul loro voto: non lo so, non ci ho ancora pensato, dipende, ne discuterò con la mia coscienza. Ho visto il disastro e il ridicolo. Mi sono depresso. Mi è mancata l'aria. Sono uscito. Per caso, mi sono trovato nel mezzo della manifestazione studentesca nei momenti del maggior casino.

Ho visto ragazzi contrari agli scontri, ragazzi che spaccavano vetrine, ragazzi che scappavano, ragazzi che tiravano sassi alle banche, spostavano cassonetti e davano loro fuoco, ragazzi che discutevano e ragazzi che piangevano, ragazzi che raccoglievano da terra i loro compagni e ragazzi che camminavano zoppicando o sfregandosi le botte. Ho visto tanta rabbia, tanta. E ho pensato che la rabbia è bella, perché vuol dire che sei vivo e ci tieni, e ho pensato alle tante volte che avrei dovuto arrabbiarmi e non ci sono riuscito, diventato come sono troppo cinico e disilluso. E mi sono sentito  meglio.  Perché le nuove generazioni non sono un deserto come vogliono farci credere, ma una speranza.

E vorrei dire a tutti quelli che in questi giorni stanno commentando e fornendo saggi consigli agli studenti (non fate così, non fate cosà, avreste dovuto fare così, nel futuro fate cosà) che non spetta  a noi giudicare quanto è accaduto. Non sta a noi distinguere tra buoni e cattivi, stupidi e intelligenti. Spetta a loro, a chi c'era, agli studenti, a chi ha organizzato il corteo, a chi sta lottando da settimane al freddo, sui tetti e nelle strade  decidere se la violenza che c'è stata (due pietre, parliamoci chiaro, gli scontri tra ultras fanno molti più danni) sia stata giusta o sbagliata, necessaria o inutile, bella o brutta. Sta a loro chiarirsi, discutere, prendersene le responsabilità politiche e umane.  Separare i percorsi, se lo ritengono opportuno, o trovare una mediazione. Spetta a loro scegliere gli strumenti della loro lotta, perché è la loro lotta. Spero, certo, che non ripetano gli errori della mia generazione e di chi ci ha proceduto, ma non saremo noi a poterlo impedire se dovesse accadere. A noi spetta solo scegliere da che parte stare, se con loro o contro di loro, e risparmiare il fiato: non saranno mai come noi vorremmo che fossero, così come noi non siamo stati quelli che saremmo dovuto essere".

Vi ricorda qualcuno del fumettomondo questo "io c'ero, ma per caso"? E poi dicono che la letteratura e il fumetto non hanno punti in comune. Ma guarda quanta gente c'era "per caso" a questa manifestazione nel momento di maggior casino. E' incredibile. Vuoi vedere che se ci mettiamo a chiedere per bene in giro, scopriamo che il popolo del "io c'ero ma per caso" conta pià aderenti degli effettivi partecipanti alla distruzione, ops... alla manifestazione romana?

Da questo si evince anche la soluzione al mistero dell'ormai famoso video in cui il ragazzo con il giaccone beige con in mano la pala e poi con in mano il manganello e le manette sottratte ad un agente assalito (ripreso anche da AnnoZero), quando viene preso dice "io sono minorenne" per due volte, ma dice anche una breve frase incomprensibile nel video. Non stupirebbe se dicesse: "io c'ero, ma per caso": Vuoi vedere che presi dalla psicosi collettiva in motti dicevamo di sentire: "sono un collega" e invece quello voleva solo dire un "io c'ero, ma per caso"?

Bilancio finale della manifestazione di giorno 14: tra i 15 e i 20 milioni di euro.

Indovinate chi paga la "bella rabbia"?

Il contribuente, in secundis (e indovinate un pò chi è il contribuente...).

In primis hanno pagato tutti i privati che si sono ritrovati le vetrine sfasciate e danni per migliaia di euro ma che già giorno 15 a tempo di record e di tasca propria avevano riparato tutto per cercare di continuare a presentarsi al meglio ai migliaia di turisti che invadono le vie del tridente in questi giorni di feste.

Ma non c'è quasi spazio per dire parlare dei danni e dell'indignazione che ne consegue. Gli interrogativi importanti sono ben altri. Tipo: ma che democrazia è una democrazia che non ti permette di sfogare la "bella rabbia" senza essere disturbati dagli sbirri impippati di coca?

Si, perchè c'è anche chi scrive queste minchiate. Cito testualmente da un commento tratto dal blog di Michele Ginevra: "Ma cosa è violenza? Il mettersi un casco in testa per evitare che ti aprano il cranio gli omini blu impippati di coca?".

E ancora domande del tipo: che democrazia è una democrazia che non ti permette di andare liberamente alla toilette alla camera e al senato prima, durante o dopo delle votazioni del parlamento?

Ma che scherziamo? Non c'è libertà! E chi dice il contrario è fascio e complice del regime.

Mercoledi 22 dicembre c'è la votazione alla Camera del DDL sulla riforma universitaria.

Vediamo di non disturbarli troppo questi ragazzi mentre magari vogliono mettere a ferro e fuoco la capitale per sfogare la rabbia nel caso dovesse passare il vituperato decreto legislativo. Ma casomai  volessero solo sfogarsi senza motivo e basta, che vogliamo fare? Impedirgli di sfogare la loro "bella rabbia"?. Che la vera libertà è quella che o ti ascoltano o ti ascoltano che sennò sfascio tutto perchè "me stanno a rubà la curtura e me stanno a fottè er futuro".

Magari mentre il 22 dicembre dovessro trovarsi a spaccare tutto, possiamo sempre dire che la loro "bella rabbia" è anche un buon modo per festeggiare il Natale... perchè ci saranno i botti e magari ci saranno una marea di persone, ma tutte rigorosamente per caso.

Che ci vogliano perdere un Natale così?

PS: no, dire "io c'ero per caso" non esenta dal pagare i danni...

PPS: "io sto con la polizia", e sono in pasoliniana buona compagnia.

PPPS: il finanziare che difende con il corpo la pistola per non farsela rubare mentre in venti gli stanno manifestando addosso la loro "bella rabbia", per me è un eroe.

PPPPS: il ragazzo con il giaccone beige (qualche notizia in pù su di lui QUI) è stato processato stamattina per direttissima.

PPPPPS: Vuoi vedere che da qualche parte nel fumettomondo c'è qualcuno che sta già pensando a fare "un" graphic novel sulla manifestazione romana e gli eroici ragazzi che fecero 15 milioni di danni per sfogare la loro "bella rabbia"? In questo caso suggerisco che la "bella rabbia" è un ottimo titolo. Basterà pagare il copyright a Sandrone Dazieri.

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