Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

Origini crossculturali della moda Gothic Lolita

jpl-gothiclolita-02Secondo appuntamento con la rubrica curata da Gloria Carpita, autrice del saggio "Gothic Lolita. Storia, forme e linguaggi di una moda giapponese", pubblicato dalla Società Editrice La Torre.

di Gloria Carpita

Come anticipato nel precedente articolo la moda gothic lolita è frutto di un’ibridazione culturale di elementi occidentali e orientali. La globalizzazione culturale avviata dalla crescita progressiva delle relazioni e scambi nei diversi ambiti tra il Giappone e l’Occidente ha posto a confronto queste due culture generando l’interscambio culturale. Per analizzare questa convergenza di elementi culturali occidentali e giapponesi occorre ripercorrere le origini dell’immissione di una cultura altra, l’Occidente, nel paese di ricezione, il Giappone.

Nonostante la politica di isolazionismo del Giappone durante l’epoca Tokugawa (1603-1868), l’interesse per la scienza e la cultura europea rimase vivo. L’incontro/scontro con la cultura occidentale  ha innescato  il processo di assimilazione che ha implicato la capacità di assorbire e reinterpretare la differenza culturale secondo l’ideologia e i codici nazionali giapponesi; ed una configurazione culturale basata alla radice sulla sintesi di elementi endogeni ed esogeni. Ma non si tratta di un semplice accostamento di elementi giapponesi con tratti occidentali, quanto di un sincretismo (yūgō) che ha preso le mosse da una caratteristica che il Giappone ha da secoli tra le sue prerogative, per cui i prodotti culturali stranieri vengono recepiti, rielaborati, trasformati e reintegrati nella cultura nazionale anziché essere assunti tali e quali.

Questo modello di assimilazione culturale sincretica la ritroviamo nella moda gothic lolita. Le origini della commistione di elementi occidentali e orientali vanno ricercate nel cambiamento culturale che fu generato nell’epoca Meiji (1868-1912) quando il Giappone aprì le porte alle influenze occidentali. Uno dei numerosi cambiamenti che investirono la cultura giapponese fu l’uso di vestiti occidentali da parte della popolazione che avrebbe visto una graduale espansione fino alla fine del secondo conflitto mondiale. Fu allora che Harajuku, un anonimo quartiere di Tokyo, divenne il centro propulsore del fermento crossculturale che investì la moda giovanile. Harajuku era il sito delle residenze militari americane e dei negozi di rifornimenti alimentari per le famiglie dei militari. Molti giovani giapponesi affluirono in questa zona curiosi di vedere i prodotti e di conoscere la cultura occidentali. Dagli anni Sessanta questo quartiere divenne un punto stabile di incontro per i giovani giapponesi, promuovendo lo sviluppo commerciale della zona. La prima ondata di giovani creativi che occupò questo quartiere fu attratta dal suo potenziale come mercato per una nuova moda, popolato da persone desiderose di indossare qualcosa di innovativo. Dopo l’iperbolica crescita  durante gli anni ’80, l’economia negli anni ’90 subì un arresto: i grandi business non dominavano più le scene che diventarono campo di battaglia per le piccole imprese la cui politica fu di reazione all’omogeneizzazione della moda di strada di Harajuku durante gli anni del boom economico. La natura degli stili di strada di Harajuku e il modo il cui il design si sviluppa, più come una riscrittura e remix che come qualcosa di completamente nuovo, contribuisce all’effimerità dello stile di strada dove ogni look si amalgama con altri stili. Anche nella moda si riprende così la tendenza della cultura giapponese di porre una forte enfasi nel mantenere una connessione con il passato, e allo stesso tempo di esercitare un’equivalente spinta verso il cambiamento sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

La cultura giapponese in contatto con quella occidentale ha ricevuto elementi vestimentari estranei alla propria cultura che ha fatto propri mantenendo una certa correlazione con la moda occidentale. Nonostante la riscrittura degli elementi provenienti dalla moda giovanile occidentale, la correlazione è mantenuta dalla condanna verso il mondo adulto così come era avvenuto negli anni del boom economico occidentale del secondo dopoguerra. In particolare, ciò che ha caratterizzato la moda di strada di Harajuku è proprio questa ricerca di una nuova identità alternativa a quella dettata dalle norme sociali che si è chiaramente espressa attraverso i vestiti indossati dai giovani. Il particolare riferimento a elementi estranei alla cultura giapponese definisce il vestito gothic lolita come una risposta da parte della subcultura giovanile alla necessità di distinguersi dalla cultura mainstream e dal sistema uniformante basato su un forte rispetto delle norme caratteristico dell'ordine sociale giapponese.

Per analizzare dal punto di vista  semiotico l’origine e i meccanismi di questa influenza di elementi occidentali nel vestito gothic lolita ho fatto riferimento alla semiotica della cultura di Jurij Lotman. Cos’è la semiotica della cultura? Tipo di studio e ricerca  che analizza le significazioni sociali, ossia i fenomeni culturali come un universo di senso a sé. Partendo dai testi della cultura, intesi come oggetti con scopo comunicativo, nelle diverse forme mediali ne analizza le implicazioni so ciali.Secondo Lotman i testi di ciascuna cultura circolano all'interno dell'universo semiotico in cui ciascuna cultura vive, in un sistema da lui definito semiosfera (equivalente linguistico e culturologico della biosfera, dove si danno le condizioni per l'esistenza e la riproduzione degli esseri viventi). La semiosfera (nel nostro caso quella della cultura giapponese) è sempre circoscritta rispetto allo spazio circostante, appartenete ad un'altra semiosfera (nel nostro caso la cultura occidentale). I suoi limiti, confini, sono permeabili dal punto di vista culturale e attraverso di essi entra in contatto con un mondo culturale ad essa estraneo producendo un effetto duplice: da un lato la cultura che entra in contatto con una estranea coltiva maggiormente la propria originalità, dall'altro il confine è luogo di continue traduzioni dei testi esterni alla semiosfera in una delle lingue della semiosfera diventando così compatibili. Tale meccanismo bilinguistico permette dunque il contatto con la cultura esterna come succede con lo spirito di contestazione dei giovani (sia occidentali che giapponesi) nei confronti del mondo adulto.

Apparentemente le due semiosfere (quella giovanile giapponese e quella giovanile occidentale) presentano degli elementi comuni, in quanto entrambe criticano la cultura tradizionale. In realtà l'avvicinamento delle due semiosfere crea un sistema più complesso che implica una traduzione del senso originario, una traduzione della tradizione: nel caso del gothic lolita si tratta di osservare come questo stile vestimentario perpetui valori della tradizione giapponese nonostante l'apparente tensione verso una cultura diversa dalla propria. 

Magazine

BERSERK: LUCI E OMBRE

27-11-2017 Hits:526 Critica d'Autore Redazione

  Di Giorgio Borroni Un paio di anni fa, quando ancora frequentavo i gruppi facebookiani relativi ai fumetti, mi capitò di esprimere un paio di mie idee sulla deriva presa da Berserk, il celebre manga di Kentaro Miura. La fauna che più spesso è attiva sui social, si sa, per una bella...

Leggi tutto

Justice League - Una critica d'autore - Parte 2

21-11-2017 Hits:734 Critica d'Autore Redazione

  Justice League of Marvel   Di Alessio Sgarlato Dopo questa lunga ma necessaria premessa, veniamo all’oggetto del contendere, ovvero Justice League, il più bel sequel di Avengers uscito finora. I film Marvel e quelli della DC con questa pellicola si trovano a dover rendere conto allo spettatore di ingombranti somiglianze estetiche. Tanto negli...

Leggi tutto

Justice League - Una critica d'autore - Parte 1

20-11-2017 Hits:833 Critica d'Autore Redazione

  Marvel VS DC – La battaglia del secolo   Di Alessio Sgarlato   Nel 2016 esce Batman V Superman – Dawn of Justice e diventa immediatamente un film controverso, nel quale il pubblico non riesce a ritrovare lo spirito originale dei personaggi e delle storie che lo hanno ispirato. Eppure, per me si rivela...

Leggi tutto

La distopia ucronica di “Space Anabasis"

13-11-2017 Hits:791 Critica d'Autore Redazione

    Per aspera ad astra, deinde a caelo usque ad centrum!  La distopia ucronica di “Space Anabasis”: tra i giochi di potere, nella fantascienza del passato   Roma, anno 2770 ab urbe condita: un 2017 d.C. alternativo in cui, come recita la didascalia già dalla prima striscia: « L’impero ha tenuto il sistema...

Leggi tutto

I voli pindarici di Mister No

10-11-2017 Hits:974 Critica d'Autore Redazione

      In requiem del pilota Jerry Drake, paladino dei diritti umani nel fumetto italiano: verso il rilancio! Premessa: i vecchi nostalgici lo rivorrebbero dal 380. Difatti non tutte le cose, in ossequio alla realtà non (o anti ?) relativa, cominciano dallo 0 e proseguono direttamente con l’1, per poi giungere al 2...

Leggi tutto

C’è del Ferro in questo fumetto. Intervista alla casa editrice Ferrogallico

31-10-2017 Hits:1492 Autori e Anteprime Redazione

Di Alessandro Bottero Quando nasce una nuova casa editrice non si può che essere contenti. Significa che nonostante la crisi ci sono ancora  pazzi innamorati del fumetto. Ferrogallico è una casa editrice nata nel 2017, abbastanza snobbata da critica e pubblico (almeno quello che agita il mondo dei social) perché si...

Leggi tutto

Sulle orme di Magnus: intervista a Gabriele Bernabei (saggista e promotore del Magnus Day)

04-10-2017 Hits:2219 Autori e Anteprime Redazione

  di Giorgio Borroni. Nell’era di internet l’esperienza del fumetto si può vivere in tanti modi, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Uno può essere un semplice lettore, un collezionista che con un semplice click può procurarsi più facilmente di una volta ciò che cerca, il professionista della tavola disegnata o sceneggiata...

Leggi tutto