Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

"1975 Un delitto emiliano". La meglio gioventù (o la peggio?) a fumetti

1975alcestedi Roberto Alfatti-Appetiti*

Due ragazzi: quello con i Ray Ban e una copia del Secolo d’Italia ben visibile nella tasca del cappotto nero ha tra le mani un accendino con cui sta facendo accendere una sigaretta al coetaneo in Montgomery bianco. Look a parte, per il resto sembrano molto simili, anzi: a ben guardare sono la stessa persona. Si chiama Adelchi Chiesa. Alter ego di carta e inchiostro di Alceste Campanile, il ventiduenne militante politico ucciso nella natia Reggio Emilia – in circostanze che definire misteriose è un eufemismo – il 12 giugno 1975, più di un quarto di secolo fa.

La copertina di 1975 Un delitto emiliano (Odoya edizioni, pp. 112, € 15) – la graphic novel recentemente pubblicata da due giornalisti de Il Messaggero: Alberto Guarnieri ed Emilio Laguardia – mette l’Alceste iscritto alla Giovane Italia di fronte all’Alceste militante di Lotta Continua. Lo fa con naturalezza perché naturale era, in quegli anni, schierarsi di qua o di là. Per o contro tradizioni familiari. Per convinzione o mera fascinazione: «I fratelli Cervi, la Resistenza, l’antifascismo – scrive l’emiliano doc Lucio Dalla nella prefazione – ma anche il fascismo aveva dei risvolti affascinanti». Anni da separati in casa per molte famiglie italiane. Anni che diventeranno di piombo, come l’uso netto quanto irreversibile del bianco e nero restituisce perfettamente.

«Li chiamo anni piombo anche io – sottolinea il cantautore bolognese – ma non è corretto liquidarli così. C’era una grande energia sia da una parte che dall’altra, una forte mobilitazione delle coscienze, che ti faceva vivere e sperare, al di là dei grandi sbagli che pure si facevano, una naturale predisposizione a valutare le cose attraverso il sociale». Anni in cui la militanza politica giovanile aveva un minimo comune denominatore: la generosità. «Oggi sembra che non ci sia più alcun tipo di mobilitazione spontanea, solo quella indotta. C’è quello che chiama la gente ai comizi o ti arriva la roba a casa».

Alceste non era tipo da aspettare: bello e estroverso, aveva un sacco di amici e di ragazze che gli correvano dietro. Il giorno prima di morire aveva superato brillantemente un esame di inglese all’università di Bologna e il giorno successivo avrebbe dovuto suonare in un concerto – insieme ad altri gruppi musicali e a Lucio Dalla – per una raccolta fondi finalizzata a sostenere le attività culturali di un quartiere. Ma la sua passione principale era la politica: nel 1968, quindicenne, col Msi e poi nel circolo Ottobre, emanazione emiliana di Lotta Continua.
Per anni le indagini hanno inseguito piste, nere e rosse, che si sono dimostrate infondate. Una traballante verità giudiziaria è arrivata con la confessione (nel 1999!) della primula nera Paolo Bellini, a lungo latitante in America Latina: già reo confesso di altri omicidi, avrebbe ammazzato lui Campanile, di cui era conoscente, dopo un litigio improvviso. Nessuna premeditazione: reato prescritto e richiesta di scarcerazione presentata in virtù dei meriti acquisiti come collaboratore di giustizia. Versione dei fatti che non ha mai convinto, tanto più perché la confessione, funzionale ai relativi benefici, non coincide con le modalità dell’omicidio, che lascerebbero pensare a un’esecuzione effettuata da almeno due persone. La famiglia di Alceste, poi, è sempre stata convinta che a eliminare Alceste siano stati elementi dell’estrema sinistra reggiana. Se il padre Vittorio ha sin dall’inizio accusato i compagni del figlio di esserne i carnefici – forse perché era stato testimone di scomode verità, reati di cui si erano macchiati persone del suo ambiente? Qualcosa che avesse a che fare con il sequestro e la morte, due mesi prima, di Carlo Saronio? – lo zio Emanuele non ha nascosto le sue riserve sulla credibilità del condannato: «Bellini mente, la pista giusta è rossa».
La graphic novel non sposa alcuna tesi. È il racconto di un’epoca, liberata dal manicheismo delle versioni di parte. Una lettura utile in particolar modo per i giovani che, attraverso il linguaggio del fumetto, potranno capire qualcosa in più su quei fratelli maggiori spesso tratteggiati come fanatici e violenti e non come ragazzi normalissimi in un paese poco normale. Ragazzi che si infiammavano per certi libri e non per chissà quale tornaconto. Che per difendere una visione del mondo erano pronti a misurarsi, anche fisicamente. Capita al missino Alceste che, per difendere I proscritti di Ernst Von Salomon, non esita a litigare con i compagni dello stand dei libri della Festa de L’Unità.
«Questo fumetto – scrive nella postfazione Luca Telese – può aiutare a sfatare il grande equivoco su quegli anni. Non fu una lotta fra bene e male. Sono tutti (un po’) vittime e tutti (un po’) carnefici. Ma era uguale il sentimento che questi ragazzi misero nell’errore e nella speranza. Di tutti questi ragazzi, rossi o neri, che erano caduti sul campo, compreso Adelchi/Alceste, si era raccontato un altro stereotipo delirante: se sono morti ammazzati, in fondo, qualcosa devono avere pur fatto. Invece, era vero esattamente il contrario: i caduti della guerra non dichiarata, come in tutte le guerre non convenzionali, erano tendenzialmente i più giovani, i più indifesi, talvolta persino i più puri».
Chi moriva, «nella piccola macelleria della P38», erano quelli che non avevano nessuno alle spalle. Una crociata di fanciulli, per dirla con Ray Bradbury. Una guerra combattuta tra eserciti l’un contro l’altro armati, ognuno dei quali esibiva una divisa d’ordinanza in cui riconoscersi, caratterizzata da “abiti simbolo”: quelli di sinistra con l’eskimo di Guccini e quelli di destra, ad esempio, con i Ray Ban. Un capo d’abbigliamento, in quanto segno di appartenza, poteva risultare fatale. Telese ricorda l’assassinio di Stefano Cecchetti: «Ucciso l’11 gennaio del 1979 davanti al bar Donatone, di nuovo a Roma, solo perché porta ai piedi un paio di stivali Camperos». Stivali resi popolari da John Travolta, che li aveva calzati ne La Febbre del sabato sera, film culto del 1978 sprezzantemente considerato “fascista” dalla sinistra extraparlamentare. Di lì l’equazione “travoltini” uguale fascisti. Vagli a spiegare che Stefano aveva una sorella di sinistra e un padre della Cgil, e che quel giorno avrebbe potuto tranquillamente infilarsi un paio di Clark. E cosa dire della (mala)sorte di Mario Zicchieri detto “cremino”, militante missino freddato a soli diciassette anni mentre sta ciclostilando un volantino al Prenestino a Roma? L’obiettivo era un altro: Gigi d’Addio (segretario della sezione e teste del processo Mantakas), ma quel giorno non c’era. «E allora cosa fai? Dopo che hai rubato una macchina, un fucile a canne mozze, dopo che ha costituito il commando, che fai, non spari? No, spari».
Una guerra non risolta, i cui “protagonisti” sono quasi tutti usciti dalle galere, non per una consapevole decisione collettiva, ma per le singole iniziative assunte dai magistrati. Guarnieri e Laguardia non prendono posizione al riguardo. Non si tratta di fare revisionismo e stabilire che tutte le vacche nella notte sono grigie. Sarebbe già molto se solo si evitasse di continuare a usare la clava ogni qualvolta gli anni di piombo vengono rievocati, il più delle volte strumentalmente, nel dibattito politico. Esemplare, al riguardo, l’autogol segnato da Letizia Moratti nel rinvangare un’accusa di furto d’auto contro Giuliano Pisapia negli ultimi secondi di un confronto elettorale da cui è uscita, non a caso, perdente.
«C’è stato un nucleo di vita che mi fa molto piacere venga ripreso in questa storia – scrive Dalla – riletto in un modo diverso e libero dagli slogan e dalle letture di parte». Magari proprio formidabili quegli anni non lo furono. Ma quel nucleo di vita sì, andrebbe alimentato.


*Questo articolo è stato pubblicato su Il
Secolo d'Italia del 29 ottobre 2011 e on line è reperibile sul blog dell'autore.

Magazine

Moleskine 122 » Quando iniziano le rottamazioni per fare largo ai giovani? [prima parte]

17-09-2016 Hits:690 Moleskine Super User

di Alexis Machine Me ne stavo spaparanzato a pescare riflettendo sul senso della vita. Era uno di quei classici pomeriggi in cui non hai un cazzo da fare e così ti metti a rimuginare sul fumetto(im)mondo che sta andando a puttane. Come è possibile commettere simili errori nell’era della comunicazione globale?...

Leggi tutto

Moleskine 121 » E se il curatore non si mangia il panettone?

11-09-2016 Hits:1884 Moleskine Super User

di Alexis Machine* Dove eravamo rimasti? Dopo tre anni di gestione e furiose polemiche si avvicina la conclusione della gestione di Dylan Dog di Roberto Recchioni. I bene informati (non chiedetemi i nomi) raccontano che tra pochi mesi o anche prima, la rockstar del fumetto italiano saluterà i lettori tra attestati...

Leggi tutto

Daitarn 3: apologia di un eroe rinnegato

07-11-2015 Hits:12495 Cuore e Acciaio Tiziano Caliendo

di Tiziano Caliendo Avrei dovuto – per amor di cronaca e storicità – scrivere un articolo su Muteki Kojin Daitarn 3 che fornisse al lettore “ignaro” o “superficiale” informazioni tecniche dettagliate o aneddoti, ma poi in fondo questa non è mai stata una serie tipica o convenzionale, e allora perché essere...

Leggi tutto

Ginguiser, il Super Robot magico

26-06-2015 Hits:11413 Cuore e Acciaio Tiziano Caliendo

di Tiziano Caliendo Tra tutti gli anime robotici degli anni settanta, Chogattai Majutsu Robot Ginguiser (1977) rappresenta il ground zero della logica fantascientifica o, semmai, l’apoteosi della fantasia intesa come pura ed incontaminata evasione. Rivedere la serie con occhi adulti può suscitare solo reazioni estreme: o la si cestina con disgusto...

Leggi tutto

John Byrne demolito dal politicamente corretto

13-06-2015 Hits:17902 Off Topic Giuseppe Pollicelli

di Giuseppe Pollicelli* Grande disegnatore, il 64enne angloamericano John Byrne - famoso per le sue storie di Superman, dei Fantastici Quattro e dell’Uomo Ragno - non è probabilmente altrettanto abile come polemista. In una discussione di qualche giorno fa con alcuni fans ha infatti avanzato, all’interno del suo blog, argomentazioni...

Leggi tutto

L'Analisi » "Fin dove arriva il mattino": il finale di Ken Parker

13-06-2015 Hits:9914 Critica d'Autore Camillo Chiarieri

di Camillo Chiarieri   Ci ho messo un po’ a riprendermi da quando, a metà Aprile, lasciai un vecchio e caro amico, appena rivisto dopo tanto tempo, colpito a morte, appoggiato alla ruota di un conestoga, ad attendere l’ultima alba che avrebbe avuto l’opportunità di vedere. L’avevo ritrovato da pochissimo e l’ho...

Leggi tutto

L'Intervista » Pratt, Manara, Pazienza & co.: vizi e virtù del fumetto italiano nei ricordi di Rinaldo Traini

13-06-2015 Hits:7582 Autori e Anteprime Giuseppe Pollicelli

di Giuseppe Pollicelli* In questo 2015 si sta variamente celebrando il mezzo secolo dall’uscita del primo numero della rivista “Linus”, ed è una cosa sacrosanta. Ma c’è un’altra ricorrenza fondamentale per la storia del fumetto italiano che non va passata sotto silenzio: i cinquant’anni dallo svolgimento della prima edizione del...

Leggi tutto

Gli aforismi di Moreno Burattini

04-06-2015 Hits:8097 Off Topic Giuseppe Pollicelli

di Giuseppe Pollicelli* La definizione che più si attaglia a Moreno Burattini, nato in provincia di Pistoia nel 1962 e cresciuto a Campi Bisenzio, è senz’altro quella di poligrafo. Di professione fa lo sceneggiatore di fumetti (oltre ad aver scritto storie di Lupo Alberto e Cattivik è da molti anni il...

Leggi tutto

Recensioni

Tutta colpa di Pupi Avati (Kappa Lab)

17-09-2016 Hits:237 Recensioni Super User - avatar Super User

Tutta colpa di Pupi AvatiAndrea Baricordi ( testi) , Gianmaria Liani (disegni)Kappa Lab, brossurato 192 pagine, euri 15 In un’ottica di recupero dei cicli pubblicati in questi anni di attività come...

Leggi tutto

Topolino Gold Edition Artibani (Panini)

17-09-2016 Hits:249 Recensioni Super User - avatar Super User

TOPOLINO GOLD EDITION storie di Francesco ArtibaniFrancesco Artibani & AA VVPanini Comics, brossurato 370 pagine a colori, euri 7,90 Poderosa antologia dedicata a Francesco Artibani, a mio avviso il migliore sceneggiatore...

Leggi tutto

Recensioni » Splatter #1-#6 (Elm Street …

01-10-2015 Hits:8507 Recensioni Super User - avatar Super User

di Alessandro Bottero Novembre 2013- novembre 2014. Nel mondo del fumetto italiano riappare per un anno Splatter, nome storico e ricco di ricordi. In questo anno escono sei numeri della riedizione...

Leggi tutto

Recensioni » Violet (GG Studio)

01-10-2015 Hits:7463 Recensioni Super User - avatar Super User

di Alesandro Bottero Napoli è tante cose. Tra le altre anche scenario molto interessante per un ipotetico/a giustiziere/a che dopo uno scontro con la camorra decide di smettere di stare a...

Leggi tutto
Vai alla Sezione Recensioni