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Sherlockon 2017 - Intervista ad Andrea Leghissa

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Oggi 28 Gennaio inizia a Roma presso il Nuovo Teatro Orione la Sherlockon, Convention Internazionale di tutti gli appassionati del più famoso inquilino di Baker Street.

Una convention che vuole dare spazio a tutte le declinazioni del noto investigatore uscito dalla penna di Conan Doyle, comprese ovviamente le sue trasposizioni a fumetti.

Ma cosa spinge ad organizzare un evento tanto ambizioso? Ce lo spiega Andrea Leghissa organizzatore della Sherlockon, intervistato dal nostro mirabolante direttore, Alessandro Bottero. Ecco a voi l'intervista:

 

Alessandro Bottero: Parte la Sherlockon. Come mai ti venuto in mente di dare vita a questa iniziativa? C’è un ritorno di fiamma di Sherlock Holmes?

Andrea Leghisa: E’ proprio così. Lo hanno dimostrato da diversi anni ormai le nuove uscite prima cinematografiche e poi televisive, alle quali hanno seguito nuove proposte nel campo dei fumetti e in quello dei videogiochi. Tuttavia il personaggio di Sherlock Holmes si riesce sempre a ritagliare qualche interessante pubblicazione, anche in periodi in cui sembra meno frequentato. E’ una passione riscoperta di continuo.

L’iniziativa è nata rispondendo all’esigenza sempre crescente di un luogo di divertimento e incontro sia per tutti quelli che seguono le avventure del detective londinese da sempre sia per chi si è avvicinato solo da poco ai suoi metodi investigativi. Le associazioni holmesiane molto attive sul territorio italiano ci sono e promuovono interessanti iniziative, ma non era presente un appuntamento comune che riunisse tutti quanti. Abbiamo tentato di colmare questa lacuna e la risposta è stata molto positiva.

A.B.: Sono ormai due anni che in Italia il Giallo Mondadori ha affiancato una collana dedicata alle avventure di Sherlock Holmes. Che ne pensi?

A.L.: Seguo da vicino la collana e la trovo molto interessante e ben strutturata. Dare nuova linfa ad un filone così importante è certamente motivo di prestigio per la Mondadori, che anche in questo caso riesce a soddisfare la richiesta dei molti appassionati che altrimenti dovrebbero accontentarsi di pubblicazioni meno pertinenti.

A.B.: Sherlock Holmes è da qualche tempo un personaggio di Pubblico Dominio, ossia chiunque può scrivere quello che vuole utilizzandolo. Credi che la cosa rovinerà l’alone di “unicità” del personaggio o è possibile che ci aspettino altri capolavori come quelli di Conan Doyle?

A.L.: Come molti altri appassionati dei personaggi usciti dalla penna di Doyle, sono un po’combattuto in questa risposta. Trovo che il rischio di reinterpretare le storie di Sherlock in maniera errata o comunque troppo libera e personale sia sempre presente. Come si può intuire, non sono un grande amante di quelle avventure che si discostano troppo dagli ambienti e dalle vicende descritte dal cosiddetto “canone”. Però trovo che avere in ogni caso una selezione di proposte nuove sia stimolante per scoprire quegli autori che possono ancora far brillare le deduzioni dell’inquilino di Backer Street, quindi le accolgo con grande favore.

A.B.: Perché dare spazio ai fumetti su Sherlock Holmes? Non sono un aspetto marginale nel fenomeno Sherlockiano?

A.L.: Stanno prendendo piede, anche se l’attenzione del grande pubblico è effettivamente catalizzata principalmente dalle serie tv. Ma visitare col fumetto i casi di Holmes credo possa gettare un’ulteriore e interessante luce su storie che nelle serie prendono per forza dei tratti molto marcati e originali, senza i quali non avrebbero probabilmente il successo che hanno. Non voglio essere frainteso, seguo con passione tutte le nuove proposte (in particolare quella britannica), e mi ha affascinato come chiunque altro, holmesiano o meno che sia. Però abbiamo perduto quasi da tutte le parti l’epoca vittoriana, e forse parte di quel fascino lo possiamo gustare ancora sulle tavole di un fumetto.

A.B.: Secondo te Sherlock preferiva Bach o Wagner?

A.L.: A mio personale giudizio, avrebbe optato per la potenza di Wagner, ma forse alcuni gusti li ereditava direttamente dal suo creatore, che sentirei più orientato verso Bach. Probabilmente avrebbe apprezzato tutto quello che gli permettesse di concentrarsi al meglio per affrontare il prossimo irrisolvibile enigma!

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