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La GP non è in crisi

gppublishing[30/01/2010] » Ma la situazione del mercato italiano dei manga non è affatto rosea

Dopo le interessati recenti analisi che vi abbiamo riportato, Davide Castellazzi, esperto di Manga, editor e consulente ediroriale, ritorna a parlare, sempre dal suo blog, della crisi del mercato italiano dedicato al fumetto giapponese, e così tra l'accusa di essere "apocalittico", una bacchettata sulle dita ricevuta dalla GP e le proteste dei lettori, si delinea la situazione del mercato italiano dei manga che non è affatto rosea.

Ma guarda, come sempre lettori ed editori di fumetti sono molto, ma molto suscettibili. Le due notarelle sulla crisi dei manga hanno sollevato un mezzo vespaio e mi hanno procurato anche una bacchettata sulle dita da parte di GP. Vediamo di chiarire un po' di cose. Innanzitutto non sono "apocalittico" (cosa di cui mi hanno accusato alcuni lettori), semplicemente mi limito a dire che il re è nudo e se gli altri non vogliono vederlo peggio per loro. Lavorando nel settore conosco in dettaglio i dati di vendita di quasi tutti, non me li invento. Poi faccio mea culpa se non stato chiaro, sono bassi quelli di tutti, inclusi Star e Planet Manga (e altri che non cito), non solo Planeta e GP. Semplicemente ci si aspetta che editori con un potenziale maggiore vendano un "pizzichino" di più, cosa che in molti casi non è stata. Riguardo ai "Kappa che abbandonano la nave che affonda" era solo un'immagine figurata. Non intendevo dire che i Kappa sono scappati o che hanno deciso loro di lasciare GP piuttosto che viceversa, semplicemente sottolineavo che c'è stato un "divorzio editoriale". E su questo divorzio, assolutamente legittimo, se vogliono facciano luce gli interessati, oppure non la facciano è un loro diritto anche questo. Per quel che riguarda GP, poi, ritengo che una persona competente come Francesco Meo possa portare avanti una linea editoriale, anche manga, in modo più che buono. Non solo, sottolineo che GP non è in crisi e che, anche come lettore, confido che porterà avanti i manga che ha avviato. Anzi, ne sono certo, visto che la separazione coi Kappa non risale a oggi eppure gli albi continuano a essere tradotti e pubblicati. Mi sia però consentito poter esprimere la mia opinione, come editor e come lettore, che mi porta ad affermare che la situazione manga non è rosea. Non solo perché il Paese è in crisi (e quindi per motivi che nulla hanno a che fare con i fumetti), ma anche perché quasi tutti gli editori si affollano nello stesso segmento di mercato, talvolta anche con idee confuse. Poi se qualcuno ritiene che stampare 1.000 copie di un titolo e venderne meno sia sintomo di buona salute, beh, contento lui contenti tutti.
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