Orecchio Acerbo interviene sulla sospensione della tariffa editoriale per editori
[12/04/2010] » "Vogliamo fare tutto ciò che dobbiamo perché almeno questo provvedimento sia ritirato".
Vi avevamo riferito nei giorni scorsi di come il Governo italiano ha sospeso a partire dal 1 aprile scorso le tariffe editoriali agevolate per editori. La sospensione sembra dipendere dal fatto che i 50 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per il 2010, i soldi necessari per supportare la tariffa in questione, ovvero i cosiddetti contributi indiretti per l'editoria, siano finiti alla fine del primo trimestre 2010, in concomitanza della fine dell'ultima campagna elettorale, dato che anche la pubblicità elettoriale ha usufruito delle stesse agevolazioni.
La casa editrice Orecchio Acerbo, specializzata in libri illustrati e fumetti per ragazzi, nella sua newsletter torna a parlare di questa problematica. Vi riportiamo integralmente l'intervento, che potete leggere anche nella pagina dedicata del sito ufficiale dell'editore romano:
Su uno dei più conosciuti motori di ricerca, alla voce “promozione lettura” compaiono oltre 1.160.000 risultati. Il tutto in 0,19 secondi. Grosso modo lo stesso tempo nel quale, con un tratto di penna e per decreto, il governo ha cancellato le tariffe postali agevolate per il mondo dell’editoria. Una delle due uniche facilitazioni - l’altra, finché durerà, è la riduzione dell’Iva al 4% - previste per promuovere la produzione e la diffusione delle informazioni, delle idee e della cultura su carta stampata.
Tutto il mondo editoriale ne sarà fortemente colpito, le piccole case editrici per prime. E fra queste ultime, quelle che si rivolgono ai lettori più giovani. Il calcolo per noi non è stato difficile, un raddoppio secco delle spese postali. Poche migliaia di euro, in assoluto, ma tanti per il nostro risicato bilancio. Non sarà questo a portarci al fallimento, ma si moltiplicheranno problemi e difficoltà.
Un provvedimento che ha del paradossale, visto il rilievo dato proprio nelle ultime settimane ai preoccupanti dati sulla disaffezione alla lettura, in particolare dei più giovani, sulla scarsa diffusione del libro, sull’incredibile posto nella classifica mondiale occupato dal nostro Paese. Non ci eravamo illusi che la riflessione su questi dati avrebbe portato a un maggiore interesse, a una maggiore attenzione. Ma, francamente, non avevamo nemmeno lontanamente pensato che potesse portare a un taglio del già ridicolo sostegno esistente.
I grandi gruppi editoriali troveranno sicuramente modo di far sentire la loro voce, e noi aggiungeremo la nostra alla loro. Sperando che qualcuno abbia voglia di farle da eco, di rompere quell’incantesimo per il quale dell’editoria per ragazzi si parla, salvo poche eccezioni, quasi esclusivamente per Natale e per la Fiera di Bologna.
Molto modestamente, fra le tante piccole case editrici che lo fanno quotidianamente, anche noi avevamo dato inizio a una serie di iniziative per promuovere i libri e la lettura. Iniziative fra quel milione e centosessantamila del quale dicevamo all’inizio. Un solo esempio. Per la giornata della memoria, il 27 gennaio, abbiamo donato alle 60 scuole dedicate ad Anne Frank un libro illustrato che racconta la sua esperienza. Fra gli editori per ragazzi le idee non mancano, e abbiamo progettato iniziative analoghe per biblioteche, gruppi di lettura, centri culturali. Inutile dire che alla maggior parte dovremo rinunciare. Al tempo stesso siamo costretti a togliere lo sconto per gli acquisti dal sito per provare a far fronte, almeno in parte, all’aumento dei costi che dovremo sostenere.
Convinti però che non si possa, ne debba, far di necessità virtù, vogliamo fare tutto ciò che dobbiamo perché almeno questo provvedimento sia ritirato.
La casa editrice Orecchio Acerbo non è più semplicemente una bella promessa, ma piuttosto una realtà, e tra le più interessanti, del panorama editoriale italiano rivolto ai più giovani: non solo per la cura meticolosa prestata a tutti quegli elementi paratestuali - dai materiali impiegati alla qualità delle illustrazioni, dai caratteri scelti agli aspetti più propriamente grafici dell'impaginazione - che fanno delle loro piccole pubblicazioni veri e propri libri-oggetto fortemente connotati, ma anche per la voglia di raccontare storie non necessariamente rassicuranti o idilliache, che stimolino anzi la curiosità e la riflessione dei piccoli lettori sul mondo nel quale viviamo.