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Le novità di Eris Edizioni

Riceviamo e pubblichiamo.


Nella collana a fumetti dell'editore torinese tre titoli per tutti i gusti: Lovecraft, auotori italiani, iraniani e olandesi.


Fino all'ultima mezz'ora - Matteo Manera

Un ragazzo si sposta tutti i giorni in moto per andare a lavoro. Il percorso non cambia, eppure il viaggio non è mai lo stesso. Merito dei ricordi, che si affacciano come case sulla strada. Lui li visita, lasciando che la mente segua i propri itinerari. E così, si ritrova a giurare vendetta a un piccione. A sorprendere Branduardi in salotto. Ad ascoltare il canto delle sirene, ma della polizia. A incassare un pugno. A conquistare gli amici. A fallire un furto. A vergognarsi. A crescere. A diventare, una volta di più, se stesso. 

Fino all’ultima mezz’ora  è un on the road atipico, in cui il viaggio lunga la strada non è un'avventura, ma uno spostamento quotidiano del protagonista da un luogo all'altro. La vera avventura nasce però proprio da questa routine. Sono gli input visivi di questa strada sempre uguale, a scatenare l'avventura del protagonista lungo il flusso dei suoi pensieri e dei suoi ricordi. Nei suoi gesti quotidiani ripetuti meccanicamente, riscopre le prime paure, i primi conflitti, le prime scoperte del mondo e dei rapporti con gli altri. E si sorprende vedendoli riemergere mentre è distratto dal semplice scorrere dei giorni. E a cavallo della moto scopre di non aver perso l'istinto di esplorare senza riserve, i confini del mondo che lo circonda. Sino a quando un adulto, o la realtà, non lo richiamano per avvertilo che si è spinto troppo oltre.

Al suo primo graphic novel, Matteo Manera dimostra un gusto della narrazione molto personale. Se il tratto del disegno ricorda molto un certo stile francese, riproposto in Italia da autori come Gipi, Manera lo rielabora in una commistione narrativa giocata tra la magia e la dolcezza dei piccoli segreti o ricordi personali, e le amarezze e le crudeltà che scopre essere necessarie a crescere, a conoscersi e a scontrarsi con la realtà senza rinunciare a nessuna parte di sè stesso. 

Presentato a Lucca Comics and Games 2013 e in uscita a febbraio 2014,  Fino all'ultima mezz'ora è inserito all'interno della collana Kina di Eris. Un progetto che al suo interno mira anche alla promozione di autori esordienti italiani, caratterizzati da una forte ricerca e impronta autoriale.

Qui di seguito un'anteprima del volume: http://issuu.com/erisedizioni/docs/fino_all_ultima_mezz_ora_assaggio_l

fino matteo manera


Nel paese dei Mullah - H.R. Vassaf
Nel paese dei Mullah è il primo graphic novel pubblicato in Europa dall’autore iraniano Hamid Reza Vassaf  (nel 2011 in Francia per l’editore Même Pas Mal). Un dato non trascurabile se si tiene presente la travagliata vicenda personale dell’autore. 

In Iran è stato professore di comunicazione visiva alla facoltà d’Arte e Architettura dell’Università Azad di Teheran e autore di parecchi libri illustrati sulla comunicazione visiva e sulla libertà d’espressione, utilizzati come testi universitari (ora proibiti). Nel suo studio di design, luogo di incontro per intellettuali e scrittori, Vassaf ha collaborato come grafico e direttore artistico con numerose case editrici, riviste e giornali la cui linea non appoggiava quella dei funzionari responsabili della teocrazia in Iran. 

Nonostante il “fare politica” non sia mai stato il suo obbiettivo, attraverso le sue opere artistiche ha rappresentato e denunciato le mostruosità e i problemi della teocrazia iraniana, non senza incorrere in forti contrasti con il regime islamico.  

Nel 2005 organizza una mostra a Teheran in cui le opere esposte criticano apertamente l’utilizzo della lingua araba da parte dei politici del regime islamico, nonostante in Iran sia il persiano la lingua comunemente usata.  La mostra viene immediatamente chiusa dalle forze di polizia del regime e Vassaf condotto in una caserma dove, dopo un violento e lungo interrogatorio, viene costretto a firmare un foglio in cui dichiara che non realizzerà mai più mostre di “critica” e “sovversive”. Finisce così nella lista “nera” degli artisti e le autorità gli negano ogni possibilità: gli è proibito pubblicare, esporre e insegnare. Vassaf decide quindi di spostarsi in Francia (dove si trova tutt’ora) grazie alla possibilità di iniziare un dottorato.

Nel 2009 assieme ad altri studenti iraniani presenti a Lione, organizza alcune manifestazioni contro la frode elettorale in Iran che ha portato alla rielezione di Ahmadinejad. Ma si scontra con una diffusa opinione favorevole tra i francesi di origini araba nei confronti del politico. Vassaf conosce bene il loro sentimento anti-occidentale, molto vicino a quello dei rivoluzionari iraniani del 1979, ma sa anche che l’islamismo politico non è un bene né per l’Islam né per la politica, e che anzi per Ahmadinejad l’Islam non è che uno strumento per i suoi interessi politici. Ed è proprio questo che intende mostrare quando inizia a scrivere Nel paese dei Mullah «volevo far conoscere la nostra esperienza ai musulmani in giro per il mondo e allo stesso tempo svelare l’Eden che è stato fondato dall’islamismo politico in Iran». In realtà Vassaf nel suo graphic novel è riuscito a dare un respiro ben più ampio compiendo una formidabile riflessione sulla Repubblica islamica dell’Iran che permette a tutti di comprendere la sua storia e la sua complessità, e che non a caso in Francia, per la sua intensità, è stato affiancato a titoli come Persepolis, Zara’s Paradise e Una metamorfosi iraniana.

Attraverso l’incontro fortuito tra un militare dell’esercito iraniano, nazionalista e credente, e un intellettuale moderato, Vassaf ripercorre alcuni momenti della storia dell’Iran a partire dalla rivoluzione del 1979, contrapponendo i diversi punti di vista dei personaggi e mettendo in discussione le loro certezze che verranno spazzate via. La frattura tra i due personaggi si rivela una sorta di metafora della complessità della società iraniana, che viene svelata nel racconto con semplicità e affrontando aspetti della vita quotidiana come il matrimonio, le prigioni, la politica, la libertà di stampa e i diritti delle donne. I protagonisti delle storie, narrate a partire da vicende reali, si scontrano con una realtà che disillude completamente ogni loro aspettativa nei confronti di un’intera classe di funzionari politici, che scoprono essere dedita unicamente alla conservazione della propria fetta di potere. Così come è mostrato con intensa lucidità nel capitolo La nascita di un cinema Iraniano incentrato sulle vicende del regista cinematografico Mohsen Cherik (figura ispirata alle esperienze di numerosi registi iraniani, ma in particolare a Mohsen Makhmalbaf). 

Si tratta quindi di una riflessione profonda, costruita attorno a vicende quotidiane lontane dalle grande Storia, ma capaci di svelare il vero volto della teocrazia iraniana. A riprova di ciò, dopo l’uscita del libro, il regime iraniano dato che non può intervenire direttamente su Vassaf ormai stabilitosi in Francia, proibisce tutti i suoi libri universitari di grafica destinati ai professionisti del settore, cercando di colpirlo sotto il profilo economico.

Hamid-Reza Vassaf, attraverso i suoi disegni ci racconta un paese che ha dovuto lasciare e nel quale le sue opere non possono circolare. Nel paese dei Mullahè un graphic novel che ci apre una finestra per capire meglio l’Iran di oggi.

Presentato a Lucca Comics and Games 2013 e in uscita a febbraio 2014,  Nel paese dei Mullah è inserito all'interno della collana Kina di Eris. Un progetto che al suo interno mira alla pubblicazione di opere caratterizzate da una forte ricerca e impronta autoriale, proposte attraverso un attenta e appassionata cura editoriale.

Qui di seguito un'anteprima del volumehttp://issuu.com/erisedizioni/docs/nel_paese_dei_mullah_-_vassaf_estra

nel-paese-dei-mullah-vassaf


H.P. Lovecraft - Da altrove e altri racconti - Erik Kriek

Quella tra il fumetto e l’universo lovecraftiano è una storia lunga che ha raggiunto punte di eccellenza (una per tutte I miti di Cthulhu di Alberto Breccia) e che soprattutto ha contribuito a far riscoprire e imporre l’importanza della letteratura di H.P. Lovecraft a tutti gli amanti dei generi horror-fantastico. Le opere dello scrittore di Providence infatti, divenute celebri solo dopo la sua morte, continuano ad avere una grande influenza sulla fantascienza e sul cinema dell’orrore, tanto da poterlo considerare uno dei padri fondatori della letteratura dell’orrore.  

La trasposizione dalla forma letteraria a quella fumettistica dei suoi racconti ha messo duramente alla prova chiunque si sia cimentato nell’impresa, non solo per una questione di “fedeltà” all’opera originale, ma anche per la caratteristica peculiare degli scritti di Lovecraft, e cioè una narrazione che punta a far avvertire l’inquietante presenza dell’orrore e dell’immaginifico senza descriverlo dettagliatamente, ma lasciando all’immaginazione del lettore la “figurazione” delle creature e dei mondi narrati. Una bella sfida per un linguaggio come il fumetto abituato a “mostrare” per immagini. 

Ci si è cimentato Erik Kriek, uno dei grandi maestri del fumetto olandese, che ha trasformato in immagini cinque dei piu famosi racconti* di Lovecraft. Per rappresentare i mondi fantastici fatti di evocazioni, di mostri innominabili e indescrivibili e di paure senza nome, Kriek si è ispirato graficamente ai fumetti americani degli anni ’50 della EC Comics, una scelta che in realtà rappresenta un tratto distintivo anche delle opere precedenti dell’autore. Il risultato è una delle migliori incursioni degli ultimi anni nell’universo lovecraftiano, capace di rendere in maniera originale l’atmosfera oscura dell’epoca in cui sono ambientati i racconti, tra gli anni ’20 e i ’30. E anche imponendo questo suo personale immaginario, Kriek non manca di restituire perfettamente al lettore le visioni di smarrimento, impotenza e di fuga di fronte all’immaginifico e l’orrorifico dei racconti originali, imponendosi oltretutto come maestro della narrazione di genere.

Pubblicato in Olanda nel 2010 dall’editore Oog & Blik, e tradotto in Francia, Spagna, Germania, giunge finalmente anche in Italia grazie a Eris Edizioni questo piccolo capolavoro del fumetto di genere dell’autore Erik Kriek, molto celebrato in Olanda, ma sino ad oggi sconosciuto e mai pubblicato nel nostro paese.

Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è riconosciuto come uno dei padri fondatori della letteratura dell'orrore. Le sue opere, diventate celebri solo dopo la sua morte, hanno avuto una grande influenza sulla fantascienza e sul cinema dell'orrore.

Erik Kriek, uno dei grandi maestri del fumetto olandese, ha trasformato in immagini cinque dei piu famosi racconti di Lovecraft. Per rappresentare un mondo fantastico fatto di evocazioni di mostri innominabili e indescrivibili e di paure senza nome, Kriek si è ispirato ai famosi fumetti americani anni '50 della EC Comics. Il fumettista olandese restituisce perfettamente le visioni dello scrittore americano e si impone come maestro della narrazione di genere.

 

* I racconti sono: L’estraneo, Il colore venuto dallo spazio, Dagon, Da altrove, La maschera di innsmouth


Qui di seguito un'anteprima del volumehttp://issuu.com/erisedizioni/docs/h.p._lovecraft_da_altrove_e_altri_r


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Eris Edizioni

Eris è una casa editrice. Nasce a Torino dal bisogno di un gruppo di amici di essere motore e ricettacolo di una cultura condivisa, slegata dal concetto industriale di libro solo come prodotto e mai come opera. Una cultura condivisa libera di circolare: non ci accontentiamo degli slogan sui liberi saperi, vogliamo una cultura che viene da tutti e viene restituita a tutti tramite la voce di chi si sceglie autore e crea minuscoli tasselli che ci raccontano il mondo, appartenendo a questo. Il bisogno di una cultura superi la narrazione o la celebrazione del passato, ma che ne sia la logica prosecuzione in un continuo divenire, con tutte le contraddizioni che questo meccanismo può comportare. Eris, dea della discordia nella mitologia greca, che ben rappresenta l’incontroscontro alla base del farsi della cultura. Perché discordia significa ammettere le differenze e incominciare a costruire da queste. Eris si slega dalla concezione comune del diritto d’autore che oggi sminuisce autori opere e fruitori perchè legato troppo al mero supporto e ai suoi problemi di
mercato, disinteressandosi di coloro che scrivendo e leggendo rendono necessario il supporto stesso ma che, non bisogna dimenticarlo mai, solo un supporto è.
Quindi Eris sceglie le Creative Commons che restituiscono all’opera e alle idee che questa contiene la giusta libertà e la dovuta dignità, senza negare i diritti dell’autore e del fruitore, e riconoscendo, questo lo aggiungiamo noi, il lavoro di chi mette in contatto scrittore e lettore, l’editore. Vogliamo dare corpo e distribuire opere, non probabili successi economici, senza basare le nostre scelte sull’importanza di un autore ma solo sulla bontà della sua opera, con un occhio di riguardo a chi è esordiente e che ha diritto di essere scelto per quello che fa e non per quanto in libreria potrebbe fruttare.
Giusto un appunto: una policy elementare, Eris in nessun modo, con nessuna sua opera vuole favorire o favorirà il razzismo o atteggiamenti xenofobi, Eris è antisessista, contro ogni discriminazione di genere, antifascista e contro qualsiasi regime totalitario che privi l’uomo dei suoi diritti fondamentali.


 

 

 





 

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