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Stati confusionali per gli Stati Generali degli Autori di fumetti

lucca_comicsgames_srl[10/08/2010] » Si consumano attorno alla prossima Lucca dissapori e confusioni del fumetto italiano.

Facciamo il punto della situazione. Renato Genovese, direttore organizzativo di Lucca Comics & Games rilascia, appena 10 giorni fa, un'intervista a Il Tirreno in cui rimarca le distanze dal Muf e sostiene perfino che Muf e Lucca Comics & Games non hanno mai collaborato e restano organi distinti con programmazioni diverse. In coda al medesimo articolo, firmato da Serena Zola, Angelo Nencetti, invece, afferma: "In passato abbiamo collaborato spesso, l'ultima volta proprio l'anno scorso. La nostra attività è complementare".
Nella medesima Lucca divisa e confusa, dove una società partecipata dal Comune e un ente comunale faticano a trovare un accordo di collaborazione e non belligeranza, un gruppo di giovani volontari capitanato da Claudio Stassi, convoca una riunione nazionale degli "autori di fumetti italiani", in una sala del Muf, durante Lucca Comics 2010.
In un post pubblicato sul suo blog specifica che la tavola rotonda in questione tratterà il tema del contratto di lavoro tra gli autori e riguarderà "gli autori che professionalmente lavorano nel mondo del fumetto". La prima impressione è che si tratti di un circuito chiuso. Luca Boschi, chiamato in causa da Stassi, precisa nel frattempo che parteciperà alla riunione prettamente in veste di moderatore e commenta il post di Stassi dicendo: "Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe che all'incontro partecipassero, raccontando la loro esperienza, magari già dopo aver riflettuto per portare proposte (e tesi) ben strutturate, fumettisti e operatori del settore che svolgono diversi ruoli, o che sono informati dei fatti". Di fatto il circuito si apre. Seguono due interventi di Stassi in cui egli prima sente la necessità di ribadire che "l'incontro è organizzato per una discussione fra autori e gli interventi sarebbe preferibile che venissero dagli autori stessi", poi allarga la lista degli autori inserendo anche gli esordienti (ma quali? solo quelli pagati? E pagati come?); infine, riferendosi all'eventuale presenza di giornalisti, editori e operatori del settore non-autori avallata da Boschi si abbandona a un "ovviamente potranno partecipare, sarebbe sciocco tenerli fuori dall'incontro". Anche a rileggerla dopo un po' puzza ancora troppo di concessione.
Riepilogo:
1. Stassi organizza un incontro per parlare di contratti di lavoro dal quale sembra partire già intenzionato a tener fuori dalla discussione gli editori, quelli che i contratti di lavoro li stilano.
2. Parla a più riprese di un dibattito voluto e organizzato con Boschi, ma i due sembrano tutt'altro che allineati negli intenti ed è lo stesso Boschi a ribadire ieri a Fumetto d'Autore come la sua collaborazione sia, soprattutto per motivi di tempo, limitata ad un compito di moderazione.
3. Dichiara di voler coinvolgere sia autori professionisti che esordienti, ma si guarda bene dallo spiegare quali sono i parametri di assunzione alla tavola rotonda.
Insomma, chi ci capisce qualcosa è bravo. Anzi, è un professionista!
Forse Claudio Stassi saprà come si fa una tavola a fumetti ma non sembra avere le idee chiare su una tavola rotonda e forse, dopo essersi fatto promotore di un lodevole e interessante evento come questo, dovrebbe affidarsi maggiormante ai consigli di Luca Boschi che non solo, per esperienza nel settore, è la persona giusta per definire le linee guida dell'organizzazione di un incontro tra gli autori di tale portata, ma ha anche una delle visioni più ampie del mondo del fumetto italiano tale da potere essere determinante per la buona riuscita di una tavola rotonda di così ampia portata.
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