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Lo staff di Dragonero tenta di smentirci senza però fornire dati di vendita

fdaocchialidasoleUn editoriale? No. Una precisazione, o meglio  "il punto di vista del direttore su un caso specifico" o meglio ancora "un corsivo".

Ci fanno lezioni di giornalismo ma si scordano che dei dati si smentiscono con altri dati che infatti da bravi fubetti non forniscono. Se gli unici dati attendibili sono quelli ufficiali forniti dagli editori allora perchè non fornite i vostri? Ah, saperlo...

di Alessandro Bottero

I dati di vendita di Dragonero pubblicati da noi di Fumetto d'Autore (QUI e QUI) hanno provocato questa reazione dello staff della serie Bonelli sulla pagina ufficiale FB:

«Vogliamo rassicurare tutti i lettori circa i cattivi dati di vendita di Dragonero che sono stati diffusi su un sito di critica fumettistica. Sono tutti sballati e non entriamo nel dettaglio perché non è nostro compito. Il buon senso e il buon giornalismo dovrebbero suggerire che gli unici dati attendibili sono quelli ufficiali forniti dalle case editrici e non le voci raccolte nei corridoi delle fiere di settore.»

Grazie per la citazione, anche se il pudore (o il cordone sanitario imposto) impedisce di fare il nome di Fumetto d’Autore. È chiaro infatti che il non fare il nome è voluto. È un modo per eliminare colui che da fastidio. Gli nego il nome, e quindi gli nego l’esistenza. Ma lasciamo perdere.

Questo comunicato è molto interessante per due motivi

Primo. Prendiamo la seguente frase: “Sono tutti sballati e non entriamo nel dettaglio perché non è nostro compito.” e ribaltiamola in “Sono tutti giusti e non entriamo nel dettaglio perché non è nostro compito.”

Vedete che logicamente sono identiche? Si basano sulla fiducia assoluta di chi legge in chi scrive. Non si dà alcun fondamento. Non si propone alcuna alternativa. Si dice solo che i dati dati da X sono sballati. Perché? Pérché lo diciamo noi, e voi vi dovete fidare.

OVVIAMENTE siccome questa affermazione carezza il desiderio dei lettori viene accettata senza nessuna remora o dubbio, e quindi ipso facto l’affermazione diventa prova in se stessa.

Secondo: “Il buon senso e il buon giornalismo dovrebbero suggerire che gli unici dati attendibili sono quelli ufficiali forniti dalle case editrici.”

Perfetto. Estendendo questo principio (perché limitarci ai dati di vendita) gli unici dati attendibili sulle rivolte in Siria sono quelli dati dal legittimo governo di Assad. Gli unici dati attendibili sul Watergate erano quelli dati dal legittimo governo in carica (amministrazione Nixon). Gli unici dati attendibili sull’inquinamento a Taranto sono quelli dati dall’ILVA. Gli unici dati attendibili sul caso Ruby sono quelli dati da Berlusconi. Gli unici dati attendibili sul numero dei partecipanti alle manifestazioni sono quelle delle questure (organo ufficiale che controlla e gestisce la cosa)

Ossia il BUON giornalismo è quello che si fa con i dati ufficiali (di vendita o meno), e solo con quelli.

Chiunque usi altri dati che non siano quelli dati dal soggetto UFFICIALE, non fa buon giornalismo. Diciamolo al Watergate, diciamolo ai blogger cinesi, diciamolo ai fuorionda tra i politici.

Diciamo una volta per tutte che il buon giornalista sta seduto ad aspettare che la casa editrice, o l’AUTORITA’ in senso più ampio gli passi i dati.

Questo a casa mia di chiama giornalismo fatto con le veline, o col copia e incolla dai comunicati.

Evidentemente noi non siamo bravi giornalisti. E sapete che c’è? Ne sono fiero.

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